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lunedì 15 gennaio 2018

Energie per l'Italia, tornano le lampadine

Ascoltare la base, in politica, dovrebbe essere naturale, ma a quanto pare è una delle cose più rare e difficili (e forse è rara proprio perché è difficile). A volte, per fortuna, non va così e qualcuno i suggerimenti li ascolta: sembra essere andata così con il simbolo di Energie per l'Italia, dopo che Stefano Parisi aveva lanciato online la proposta grafica di Giovanni Negri nell'ipotesi di una corsa solitaria della lista, fuori dalla coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
Perché, sì, ci poteva stare il voler mettere in grande evidenza la collocazione, convinta e identitaria, nel ma soprattutto per il centrodestra, come a rimarcare che il centrodestra-quello-vero sono loro e non altri (e pazienza se "Centro" e "Destra", impilati l'uno sull'altra, sembravano tratti direttamente dal simbolo di Ncd, anche quello composto con una font tra il Nexa e il Monserrat). Ci stava il dire "è un simbolo che ci rappresenta appieno". Tutto vero, tutto bene, ma per costruire un'identità non bastano le parole e nemmeno i colori: riuscirci senza un'immagine, un segno grafico riconoscibile è molto difficile. Soprattutto se questo segno grafico esiste e lo si è messo da parte.
Evidentemente, al di là delle reazioni positive di cui parla Parisi, più di qualcuno - online e non solo - deve aver fatto notare che il simbolo pensato da Giovanni Negri in realtà era piuttosto vuoto e spoglio, soprattutto per l'assenza del tricolore di lampadine che ormai da oltre un anno accompagna Stefano Parisi nel suo progetto politico poi trasformato in progetto elettorale. Nel corso dei mesi si è assistito a una certa variabilità di quell'elemento grafico: lampadine vere o disegnate? Soprattutto, accese o spente? (particolare, quest'ultimo, che non ha mancato di finire nel mirino dell'ironia di chi si è chiesto se la bolletta fosse stata pagata). A dispetto di questo, però, il legame Energie-Parisi-lampadine-tricolore si era ormai consolidato e non metterlo in luce all'interno del simbolo con cui ci si vorrebbe presentare agli elettori, dopo tanti Megawatt in giro per l'Italia, non sarebbe stato saggio. 
Ecco allora che, procedendo per aggiustamenti successivi, si è ridotto un po' di dimensioni il riferimento al centrodestra (ma si vede bene lo stesso, niente paura) per piazzare le tre lampadine sotto al nome del progetto politico, che resta piuttosto piccolo ma con il ritorno del tricolore poco luminoso - le lampadine sono pur sempre spente e non certo grandi - acquista un po' di visibilità in più. A conti fatti, ora l'obiettivo del centrodestra e la leadership di Parisi nel contrassegno hanno esattamente lo stesso peso: se entrasse nella coalizione berlusconiana, sarebbe il quarto di quell'area con il nome ben visibile (giusto la "quarta gamba" di Noi con l'Italia e dell'Udc ne sarebbe priva); se corresse da solo, il nome del leader sarebbe già pronto per l'impresa non facile di raccogliere voti qua e là. Ci vogliono molte Energie, ma Parisi si prepara da mesi per questo...

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