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venerdì 22 giugno 2018

Sestri Levante, simboli e curiosità sulla scheda

L'obiettivo di eleggere il sindaco al primo turno è riuscito anche a Sestri Levante, in provincia di Genova: in particolare, la sindaca uscente Valentina Ghio (eletta nel 2013 al ballottaggio) è riuscita a ottenere la riconferma con il 52,2% dei voti. Alle urne Ghio ha battuto altri tre concorrenti in una competizione decorosamente affollata: sulle schede, infatti, erano presenti 12 liste.

Valentina Ghio

5) Valentina Ghio sindaco

Non sembra affatto sbagliato parlare di trionfo personale di Valentina Ghio, in queste elezioni amministrative. La sua lista "personale", Valentina Ghio sindaco (con l'appellativo non flesso al femminile), ha ottenuto infatti ben il 37,26%, una percentuale che difficilmente si è vista altrove per una lista parte di una coalizione (specie se ampia come questa). La grafica - non utilizzata in precedenza - tinge a fasce colorate un probabile panorama che si può vedere da qualche punto di Sestri, ma l'elemento caratterizzante di certo è costituito dal cognome della candidata, scritto a caratteri cubitali (così era avvenuto anche nel 2013, con la lista La Sestri che vogliamo, che però si era accontentata del 16,77%, mentre il Pd aveva primeggiato sfiorando il 19%: sembra quasi che la lista Ghio abbia raccolto i suoi voti in eredità).

2) Sestri al centro con Calabrò

Per trovare la seconda lista, occorre distaccarsi molto dal risultato della più votata: Sestri al centro, infatti, si è fermata al 5,25% e - visto che Valentina Ghio sindaco ha eletto ben 8 consiglieri - si è dovuta accontentare di un solo eletto. Questa formazione aveva già concorso cinque anni fa, ottenendo un po' di più (6,43%), anche se il simbolo era un po' diverso: il nome della lista non era verde ma tricolore, c'era sempre la ruota del timone (per indicare una direzione e omaggiare la tradizione marinara del luogo) al centro, ma era in primo piano davanti a una veduta della penisola di Sestri, non seminascosta in filigrana; soprattutto, questa volta era indicato anche il nome del capolista, Giorgio Calabrò, vicesindaco nell'amministrazione precedente il 2013.

1) Viviamo Sestri

A poca distanza si è collocato il risultato di un'altra lista civica, Viviamo Sestri: la formazione era nata con l'obiettivo di "rendere protagoniste le nuove generazioni del cambiamento della città", con candidate e candidati con meno di 40 anni di età nel tentativo di coinvolgerli nelle scelte dell'amministrazione. Il fondo del simbolo, a toni di giallo e a pezzature geometriche, fa risaltare sia il testo blu sia le parti campite in rosso, come se fossero state disegnate da una matita colorata a tratti; il risultato è gradevole, anche se l'abbinamento cuore-Amo (evidenziato nel verbo) è ormai un po' logoro. Con il suo 4,63%, la lista è riuscita a ottenere un consigliere.

4) Sinistra in Comune

Si è dovuta fermare davanti alle porte dell'aula consiliare la lista Sinistra in Comune, presentata con l'idea di tenere unita il più possibile la sinistra, raccogliendo molte forze su un unico emblema. Se cinque anni fa sulle schede era finito solo il simbolo di Sel, raccogliendo il 4,66% (ed eleggendo un rappresentante in consiglio), questa volta si è scelto un contrassegno non di partito ma certamente di area: fondo rosso e arcobaleno in basso (la struttura ricorda gli emblemi che nel 2015 avevano sostenuto la corsa a presidente di Regione di Luca Pastorino), con un nome che è anche una dichiarazione d'intenti. Il 3,1%, però, non è bastato per portare nessun candidato in consiglio comunale.

3) Cristiani riformisti

Appare d'indubbio interesse, almeno sul piano politico, il simbolo della lista meno votata della coalizione Ghio, quella dei Cristiani riformisti, guidati dall'assessore uscente Enrico Pozzo. Il nome somiglia a quello dei Cristiano riformisti, ma la collocazione qui non è certo nel centrodestra: si tratta della continuazione della lista Cristiani e riformisti di cinque anni fa, che nel contrassegno conteneva anche il simbolo dell'Udc. Questa volta il nome ha perso la "e", quasi a sottolineare che non c'era più alcuna distinzione tra le due qualità e componenti, e un altro arcobaleno sul fondo ricorda più i "beati i costruttori di pace" che l'Udc. Il 2,34% ottenuto, però, non ha permesso di accedere al consiglio comunale.

Gian Paolo Benedetti

10) Lega

Il principale avversario di Valentina Ghio, Gian Paolo Benedetti, ha cercato di presentarsi ad armi pari, schierando anch'egli cinque liste a proprio sostegno. Quella più votata dagli elettori, anche qui, è stata quella della Lega: pur appartenendo alla coalizione sconfitta, la lista è riuscita a raccogliere il 14,69%, tutt'altro che una percentuale trascurabile o insoddisfacente. Il simbolo, ovviamente, è quello utilizzato alle ultime elezioni politiche, senza la parola "premier" e con i riferimenti verbali e grafici alla Liguria a sinistra e a destra del guerriero di Legnano. Grazie ai voti presi, la lista ha ottenuto due consiglieri e mostra di avere molta forza autonoma.

11) Riprenditi Sestri

A poca distanza dalla Lega, si è collocata la lista Riprenditi Sestri, che ha raccolto tutte le componenti politiche del centrodestra diverse, appunto, dal Carroccio. Il contrassegno, a dire il vero, si presentava piuttosto affollato: la base grafica sembrava essere quella del Popolo della libertà, con l'arcobalenino tricolore a dividere in due il cerchio blu; nella parte superiore il nome della lista, nella parte inferiore il riferimento al sindaco e le tre "pulci" dei simboli di Noi con l'Italia (una vera rarità), Forza Italia (sullo stile del simbolo delle politiche, ma senza niente sotto il nome di Berlusconi) e di Fratelli d'Italia (anche qui nella versione delle elezioni politiche). In totale la lista ha raccolto il 12,61% dei voti (e due consiglieri); non sarebbe neanche male, ma se si divide il risultato tra le componenti, il raccolto appare più magro del previsto.

12) Sestri Levante

Nessun seggio, invece, per la lista civica Sestri Levante, ammesso che si chiami così: a guardare il contrassegno, infatti, all'interno del girotondo di sagome umane non si vede altro che il nome del comune e il riferimento al candidato sindaco, quindi non è chiaro se il gruppo abbia scelto di chiamarsi come il proprio comune, il proprio candidato sindaco o le due cose insieme. A dividere più  o meno a metà il fondo giallo, due profili del mare appena mosso sono state poste tra i due elementi testuali. Dalle urne per la lista è uscito un 5,72%; se la coalizione avesse vinto probabilmente un seggio sarebbe arrivato, ma la condizione di perdenti ha reso quell'obiettivo molto più lontano.

8) Futuro migliore

Porte del consiglio comunale sbarrate anche per la lista civica Futuro migliore, fondata allo scopo di ottenere soprattutto "la trasparenza nelle informazioni, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, il lavoro per i giovani". L'ampio spetto d'azione a favore della persona era rappresentato dall'elemento grafico principale del contrassegno, con le sagome di un anziano, di un diversamente abile e di un bambino su una salita; sul piano grafico, da segnalare l'uso di una font graziata (è raro) e con le lettere della sigla elegantemente fuse. Il 3,33%, però, non è stato sufficiente per conquistare un seggio nell'organo assembleare.

9) Segesta domani

Ha chiuso la coalizione a sostegno di Benedetti la lista Segesta domani, dal nome latino di Sestri Levante. La formazione era già presente nel 2013 ed era stata la più votata tra quelle che sostenevano il candidato sindaco Giacomo Rossignotti (7,74%). Il simbolo, con una delle vedute della penisola di Sestri (colorata in modo schematico mentre dal mare sorge il sole) e la silhouette bianca di una famiglia - che graficamente sa di già visto - in questo caso è stato scelto dall'1,54% degli elettori; davvero troppo poco per tornare in consiglio comunale com'era accaduto cinque anni fa. Pur essendo questo uno dei pochi simboli ripresentati, non è bastato a chiamare a raccolta un numero consistente di elettori.

Fabio Sturla 

7) MoVimento 5 Stelle

Al terzo posto, tra gli sfidanti per la poltrone di primo cittadino di Sestri Levante, si è collocato Fabio Sturla, presentato come candidato sindaco dal MoVimento 5 Stelle. Anche cinque anni fa la lista era stata presentata e, ovviamente, era autonoma; l'unica differenza grafica riguarda la scritta adagiata " a sorriso" nella parte inferiore dell'emblema, che nel 2013 era occupata dal sito Beppegrillo.it e invece ora include il nuovo sito Ilblogdellestelle.it. A dire il vero, anche il risultato è apparso diverso e nemmeno poco: se cinque anni fa il candidato aveva raccolto il 13,57%, questa volta Sturla si è fermato a 6,43%, ma se non altro ha ottenuto l'elezione di un consigliere.

Denise Baldi

6) Potere al popolo!

In questa tornata elettorale sembra particolarmente difficile trovarne esemplari, ma a Sestri Levante qualcuno ha presentato una lista di Potere al popolo!, a sostegno della candidatura a sindaca di Denise Baldi. Evidentemente i promotori di questo gruppo non si sono riconosciuti nella Sinistra in Comune e hanno preferito marcare diversamente la loro scelta di campo, con una corsa del tutto autonoma. Il simbolo era esattamente lo stesso utilizzato alle elezioni politiche per tutti coloro che erano a sinistra di Liberi e Uguali; anche qui, però, il risultato non è stato meraviglioso, visto che la candidata ha solo sfiorato il 3%. Nessun consigliere eletto, manco a dirlo.

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