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domenica 24 giugno 2018

Ferentino, simboli e curiosità sulla scheda

Il comune di Ferentino, in provincia di Frosinone, merita di essere considerato all'interno dell'analisi dei comuni superiori che sono riusciti a eleggere il proprio sindaco al primo turno (proprio oggi che, per contro, in molte località si vota per i ballottaggi: ovviamente non si viola il silenzio elettorale, considerando che si parla di una località che ha già concluso le proprie operazioni). La citazione non è dovuta tanto alla nettissima riconferma del sindaco uscente di centrosinistra, Antonio Pompeo, quanto piuttosto al numero delle liste in corsa: se i candidati che si affrontavano erano 5, i simboli sulla scheda erano addirittura 17, per un comune che conta meno di 18mila elettori. 

Antonio Pompeo

10) Partito democratico

La lista più votata della coalizione che ha sostenuto la riconferma di Antonio Pompeo (con il 65,2%) è stata quella del Partito democratico, anche se non ha certo ottenuto risultati mirabolanti: il Pd, infatti, dalle urne è uscito con il 14,25%, meno del 18,24% raccolto cinque anni fa, comunque non esaltante. La ragione non sta certo nell'uso del simbolo nazionale puro e semplice, senza alcuna indicazione territoriale, ma nella proliferazione di liste all'interno della coalizione (7 oltre al Pd nel 2013, 6 oltre al Pd quest'anno): ogni leader ha cercato di marcare il proprio bacino elettorale, inevitabilmente erodendo gli spazi per i dem ufficiali. Che, comunque, sono i soli a eleggere tre consiglieri.


7) Antonio Pompeo sindaco

Al di sotto del Pd si è collocata la formazione più legata al primo cittadino uscente, Antonio Pompeo sindaco. Il simbolo, già visto cinque anni fa (aveva raccolto il 7,73% e aveva sempre in filigrana il giglio su fondo rosso che caratterizza lo stemma del comune), ha ottenuto un risultato interessante, con il 10,25%. Capolista, in base al manifesto della candidature, risulta Pino Iorio, già più volte consigliere e presidente del consiglio comunale: si tratta di una delle figure chiave per la campagna elettorale di Pompeo, dunque non risulta strano che sia stato lui a guidare la lista e a portarla a un risultato significativo (ottenendo l'elezione di due consiglieri).


11) Ferentino nel cuore

Anche la lista civica classificatasi terza, Ferentino nel cuore, era già stata presentata cinque anni fa e allora aveva raggiunto il 12%; questa volta il risultato è stato un po' meno soddisfacente, essendosi fermata a un'incollatura da Antonio Pompeo sindaco, al 10,16%. Graficamente l'emblema era caratterizzato dalla silhouette stilizzata del centro storico della città e dal cuore bianco su fondo rosso per dare rappresentazione al nome; la lista era legata allo storico vicesindaco di Ferentino, Luigi Vittori (mentre il capolista, Pierluigi Fiorletta, è già stato sindaco) e, a dispetto del leggero calo di consenso, anche questa volta è riuscita a mandare due suoi candidati in consiglio comunale.


5) Partecipare

Al quarto posto, all'interno della coalizione di Pompeo, si è posizionato il primo simbolo nuovo rispetto a quelli schierati nel 2013: Partecipare. Qui, all'interno di una corona "italiofila" verde (sfumata) e rossa, c'era una veduta del centro di Ferentino, con il Palazzo Stampa e il monumento alla Vittoria in bella evidenza. Il referente della lista - anche se ufficialmente non era candidato - in questo caso era un altro assessore uscente, Massimo Gargani. Con il 9,63% ottenuto dalle urne, anche questa lista è riuscita a portare in consiglio due suoi rappresentanti, a dimostrazione della natura "multicefala" di questa maggioranza che, come si vedrà, è riuscita a dare rappresentanza a tutte le sue liste.


9) Patto civico

Altro simbolo alla prima uscita elettorale era quello del Patto civico, anche se il nome mostrava agli elettori la continuità con il gruppo consiliare formatosi da alcuni anni; anche qui si rivede il giglio dello stemma, sopra al segno civico per eccellenza, una stretta di mano (non schematizzata ma realistica). Questo progetto amministrativo - legato soprattutto al consigliere uscente e capogruppo Pio Riggi e all'assessore uscente Luca Bacchi - ha sfiorato il 9% (ha ottenuto l'8,99% per l'esattezza): pur collocandosi vicino a Partecipare, al Patto civico è toccato un solo consigliere, anche se il gruppo in passato aveva avuto una consistenza maggiore.


6) Centro solidale per Ferentino

Scendendo tra le parti della coalizione vincitrice, anche la lista successiva, Centro solidale per Ferentino, è alla sua prima uscita sulle schede elettorali comunali, ma agli elettori non dovrebbe essere del tutto nuova: la grafica, molto essenziale, era infatti la stessa utilizzata dall'omonima lista a sostegno di Luca Zingaretti alle ultime elezioni regionali. Fatta eccezione per il Pd, si tratta dell'unica formazione che ha dato con il proprio nome una collocazione politica (sia pure blanda, come in questo caso). Anche Centro solidale si è collocata a poca distanza dalla lista appena più votata: con il suo 8,81% è riuscita a garantirsi l'elezione di un candidato in consiglio.


8) Ferentino libera

Ultima tra le liste che hanno appoggiato la ricandidatura di Pompeo si è collocata Ferentino libera. Il simbolo, una mano che stringe delicatamente tra le dita un rametto (d'ulivo?) su un fondo sfumato bianco-azzurro, era già stato reso noto oltre un anno prima delle elezioni (c'era già il nome scritto in font Copperplate Gothic, oggettivamente poco adatto a un contrassegno elettorale, facendo molto Publisher). Pur trattandosi della lista meno votata, ha raccolto pur sempre il 6,32% (segno che, probabilmente, chi ha promosso la lista poteva contare su una quota di consenso tra la popolazione) e si è dunque assicurata la rappresentanza nell'assemblea consiliare.


Franco Collalti

1) Forza Italia

Il sorteggio aveva collocato per prima, su manifesti e schede, la lista di Forza Italia, una delle quattro presentate in appoggio alla candidatura di Franco Collalti. In effetti, anche a spoglio completato, i forzisti si sono dimostrati il gruppo più votato; forse, però, non si immaginava che, nel 14,54% del candidato classificatosi al secondo posto (un po' pochino, in effetti), Forza Italia avrebbe pesato solo per il 4,61% (nel 2013 il Pdl aveva avuto l'8%). E questo nonostante il simbolo - derivato ovviamente da quello utilizzato alle elezioni politiche di quest'anno - contenesse il riferimento al candidato alla guida del comune. Quel risultato, pur se contenuto, ha comunque permesso a Fi di ottenere l'unico seggio in consiglio della coalizione, oltre a quello di Collalti.


2) Insieme per Ferentino

Il sorteggio ha continuato a essere buon profeta anche con la seconda posizione, dove si è collocata la lista civica Insieme per Ferentino. Questa può qualificarsi come la formazione più legata a Collalti, visto che è l'unica - oltre a Forza Italia - a portare il suo nome all'interno (scritto tra l'altro con lo stesso carattere Helvetica Bold Condensed forzista) e a qualificarlo "sindaco per la Città", al di sotto di un paio di pennellate tricolori. Non è chiarissimo il "si" della parola "Insieme" colorato in modo diverso (come non si può dire che l'emblema sia un capolavoro, ma non era certo l'unico); sta di fatto che la lista, alla prova delle urne, ha ottenuto solo il 3,8% e questo non è bastato a garantirsi alcuna rappresentanza consiliare.

4) Lega

Per le ultime due posizioni non ci si deve invece affidare al sorteggio iniziale: al terzo posto, infatti, si è collocata la Lega, prevedibilmente alla prima uscita alle elezioni amministrative di Ferentino. Il simbolo scelto per l'occasione era una semplice e minima variante del contrassegno inaugurato alle elezioni politiche di marzo: unica micromodifica, al posto della parola "premier" è stato inserito il riferimento - generico, poco legato al territorio, segno che probabilmente la Lega lì non si è ancora radicata - alla regione Lazio. Per questo esordio, solo il 3,36% degli elettori di Ferentino ha votato per la Lega, che dunque rimane fuori dal consiglio comunale. Ma è probabile che in futuro ci riprovi.


3) Cambiare

Stupisce di più, volendo, trovare come formazione meno votata della coalizione che ha sostenuto Collalti la lista civica Cambiare. Il gruppo, infatti, era presente anche alle elezioni di cinque anni fa e a colpire non è tanto il calo dei consensi (dal 5,97% al 3, 27%), quanto piuttosto il fatto che nel 2013 la formazione fosse alleata di Pompeo, mentre questa volta ha sostenuto chiaramente il candidato di centrodestra; questo non ha avuto nessun riflesso sul simbolo, rimasto uguale in tutto - a partire dal suo "cuore", cioè il nome che al posto del pallino della "i" ha un seme che germoglia - senza alcuna indicazione particolare. Il risultato ottenuto, però, non ha permesso alla lista di tornare in consiglio.


Maurizio Berretta

16) Berretta sindaco

Al terzo posto, tra i candidati alla poltrona di sindaco, si è piazzato Maurizio Berretta, imprenditore e consigliere uscente all'opposizione. Personalmente ha sfiorato l'8% (cosa che gli ha garantito di tornare sui banchi del consiglio) e alla sua percentuale ha contribuito soprattutto la sua lista personale, Berretta sindaco. Piuttosto schematico il suo emblema tricolore, ottenuto con due bandiere leggermente mosse (anche se, a chi ha buona memoria, la grafica può ricordare quella della campagna elettorale 2012 del Partito democratico, che aveva utilizzato l'interno "uncinato" della D del logo); il 3,39%, però, non è stato premiato con alcun consigliere.


17) Democraticamente

Al secondo posto nella coalizione a tre di Berretta si è collocata la lista civica Democraticamente. Anche qui si è fatto gran spolvero dei colori nazionali, tutti tutti: non solo il tricolore, rappresentato con una fascia a mezzaluna, ,a anche del blu, che qui rappresenta il cielo ma risulta tagliato nella parte superiore, per far sì che si leggesse il nome (decisamente compresso, probabilmente troppo); la torre stilizzata che si vede nel simbolo sembra richiamare il campanile della concattedrale di Ferentino. Per la lista Democraticamente, alla fine, è arrivato solo il 2,17% dei voti, una quota del tutto insufficiente per ottenere rappresentanza in consiglio comunale.


15) Valore

Decisamente meno fortunata - e ugualmente esclusa dall'organo assembleare - è stata la lista civica Valore, anche se con tutta probabilità era quella che nel contrassegno cercava di esprimere maggiormente il senso della comunità inclusiva: ci si è provato con il cuore bianco, posto all'interno del cerchio rosso e a sua volta contenitore, oltre che del nome, anche di un gruppo di sagome umane che si tengono per mano, con la significativa presenza di un diversamente abile che è considerato a tutti gli effetti parte del gruppo. Il progetto civico, tuttavia, a conteggio finito risulta avere ottenuto solo lo 0,57%, un esito davvero poco felice per la lista.

Giuseppe Virgili

12) Giuseppe Virgili sindaco

Si è presentato con due liste a proprio sostegno Giuseppe Virgili, giovane imprenditore noto a livello locale. Il 7,14% ottenuto gli ha permesso di accedere al consiglio comunale; deve il suo risultato anche alle due liste che lo hanno sostenuto (anche se queste non hanno eletto alcun rappresentante). La più votata, con il 5,1%, è stata Giuseppe Virgili sindaco, formazione chiaramente legata alla persona del candidato sindaco: il simbolo, decisamente semplice, aveva il cognome in grande evidenza e affidava all'uso delle linee diagonali il compito - diversamente difficile - di dare un minimo di movimento alla composizione grafica. Nulla di speciale, ma se non altro ben leggibile. 

13) La Città nuova

Decisamente minore è risultato il consenso raccolto dall'altra lista presentata in appoggio a Virgili, La Città nuova. Il nome è quello dell'associazione di cui lo stesso Virgili è responsabile dei rapporti istituzionali, e che si rivolge soprattutto ai giovani per costruire con speranza e impegno, per l'appunto, "una città nuova", partendo dal territorio. Il simbolo impiegato era una pianta stilizzata, con enormi foglie tinte dei colori della bandiera, su un fondo azzurro; non proprio memorabile il nome della lista scritto in un Brush Script molto naif). Alla fine la lista si è fermata allo 0,88% e non ha ottenuto rappresentanza; il compito, però, toccherà proprio a Virgili.

Fabio Magliocchetti

14) Ferentino Cittàperta

L'unico tra i candidati alla poltrona di sindaco - nemmeno una donna, si noti per inciso - a non essere riuscito a entrare in consiglio comunale risulta essere Fabio Magliocchetti, dirigente scolastico, ambientalista e già vicesindaco dal 1996 al 2000: il suo ritorno alla politica locale è stato contrassegnato dalla lista Ferentino cittàperta, il cui elemento grafico caratterizzante sembra essere proprio la "A" accentata che fonde le due parole del nome, senza alcun altro espediente visivo (a parte la "luna" in cui è inserito il nome del candidato, non troppo leggibile). Il 5,14% raccolto, tuttavia, non è bastato a Magliocchetti a tornare in consiglio comunale. 

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