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domenica 17 giugno 2018

Arese, simboli e curiosità sulla scheda

Esauriti i capoluoghi di provincia che hanno eletto i loro sindaci al primo turno, è possibile dare uno sguardo ad alcuni comuni superiori che hanno raggiunto lo stesso obiettivo, nell'attesa che i capoluoghi mancanti vadano al ballottaggio. Si inizia con Arese, comune della città metropolitana di Milano, storicamente legato allo stabilimento dell'Alfa Romeo, di cui oggi restano il museo storico e il centro di documentazione. Qui ha stravinto Michela Palestra, sindaca uscente riproposta dal centrosinistra, che ha sfiorato il 64% dei voti: i suoi concorrenti erano tre e sulla scheda gli elettori hanno trovato in totale 8 liste.

Michela Palestra

2) Partito democratico

Ad Arese non c'è stata partita per determinare la lista più votata di tutte: il titolo se l'è aggiudicato senza alcun dubbio il Partito democratico, punta di diamante dello schieramento a sostegno di Michela Palestra e anche unica lista di natura partitica tra le tre che l'hanno appoggiata. Era andata così anche cinque anni fa, con il 31,9%, ma questa volta con il 41,79% è andata ancora meglio: il risultato nettamente migliore rispetto alle formazioni civiche segnala che non è necessario nascondere il simbolo di partito, anche se rispetto alle elezioni precedenti il logo è stato confinato nel semicerchio superiore: quello inferiore, tinto di verde, è servito a contenere il nome della candidata, che risultava ben visibile.

1) Forum

Si è mostrata sostanzialmente stabile rispetto alle scorse elezioni amministrative (ma il successone del Pd ha fatto perdere un seggio) la lista Forum, nata dall'iniziativa civica di Un Forum per la Città, sorta tra il 2010 e il 2011, promossa tra gli altri da Giuseppe Augurusa, candidato sindaco del centrosinistra nel 2009 sconfitto per poco al ballottaggio; il gruppo aveva sostenuto lui alle primarie per le elezioni del 2013, ma aveva vinto Palestra e Forum l'ha sostenuta. L'emblema visto nel 2018 è perfettamente identico a quello adottato cinque anni prima, che a sua volta è debitore del logo elaborato per l'iniziativa: la "o" "atomica", con gli elettroni stilizzati intorno, era presente fin dall'inizio nel 2011, mentre solo in fase elettorale sono stati aggiunti i due archi arancioni, per dare l'idea del forum, dello spazio d'incontro.


3) Arese rinasce

Il sorteggio l'aveva collocata per terza e, infatti, è risultata proprio al terzo posto delle tre liste a sostegno di Palestra Arese rinasce, anch'essa presente già nella compagine vincitrice cinque anni fa (segno ulteriore, visto che la coalizione è rimasta la stessa, che squadra che vince non si cambia, almeno ad Arese). Di certo il nome aveva più senso cinque anni fa, quando si voleva cambiare l'amministrazione, mentre qui si cercava la conferma e quindi il senso di "rinascita" è meno forte (a meno che non si pensi che di lavoro da fare ce n'è ancora molto). Cinque anni fa, a dire il vero, il mondo idilliaco del sole che sorge dietro agli alberi (che la volta scorsa erano meno) era stato un po' compresso perché il semicerchio inferiore era stato occupato dall'emblema di Unione italiana, che stavolta non c'era; la percentuale di consensi, però, è calata dal 9,36% al 7,91% (ma non è detto che la mancanza di Ui c'entri qualcosa).


Vittorio Turconi

6) Lega

Rispetto all'appuntamento elettorale precedente, questa volta il centrodestra ad Arese si è presentato unito per cercare di vincere le elezioni; per farlo, si è riconosciuto tutto nella candidatura di Vittorio Turconi, che cinque anni prima aveva rappresentato soltanto il Carroccio. Ed è proprio la Lega la lista più votata del centrodestra, con il suo 18,83%, cosa che non stupisce, essendo il partito del candidato sindaco: lui cinque anni fa si era fermato al 7,26 (questa volta ha portato a casa il 26,07%), mentre la Lega Nord aveva sfiorato l'8%. Anche allora il contrassegno conteneva, come da prassi in Lombardia, la "pulce" della Lega lombarda; questa, stavolta, era inserita nell'emblema visto alle politiche, sostituendo il riferimento al "premier" con quello alla regione.


7) Forza Italia

I tre consiglieri spettanti alla coalizione di centrodestra, alla pari dell'aspirante sindaco comunque entrato in consiglio, appartengono tutti alla Lega. Resta a bocca asciutta Forza Italia, che a queste elezioni ha portato a casa solo il 5,16%, non abbastanza per portare anche solo un rappresentante nell'organo assembleare (è difficile, ma soprattutto inutile tentare paragoni con il 2013, visto che allora c'era il Popolo della libertà e aveva superato di pochissimo l'11%). Per queste consultazioni, i forzisti hanno scelto di presentarsi con una variante del simbolo elaborato quest'anno, con l'espressione maiuscola "per Arese" che è andata a sostituire il riferimento all'auspicata presidenza per l'ex Cav. A conti fatti, nell'area di Milano, poteva andare un po' meglio.


8) Fratelli d'Italia

Se Forza Italia è risultata troppo debole per mandare un suo rappresentante in consiglio comunale, Fratelli d'Italia sarà ancor meno soddisfatto del proprio risultato di debutto (nel 2013, pur esistendo il partito da alcuni mesi, il simbolo non era finito sulla scheda): la sua lista, infatti, si è fermata al 2,41%, senza riuscire minimamente ad aggiudicarsi seggi. In questo caso, a differenza di Forza Italia, non c'era stata alcuna caratterizzazione territoriale dell'emblema: i presentatori della lista hanno scelto di adottare la grafica utilizzata alle ultime elezioni politiche, con il nome della leader Giorgia Meloni in grande evidenza sopra al simbolo adottato alla fine del 2017.

Michaela Piva

4) MoVimento 5 Stelle

Era già stato presente sulle schede cinque anni fa il MoVimento 5 Stelle, con un proprio candidato alla guida della città (Bruno Carozzi): allora ottenne poco più del 10% e quella quota garantì l'elezione di un rappresentante in consiglio. Anche in questo caso il risultato finale è stato lo stesso, ma in termini di voti è andata meno bene della volta scorsa: la candidata Michaela Piva si è classificata terza con l'8,85% e la lista si è dovuta accontentare dell'8,39%. Rispetto al 2013, il simbolo ha subito una minima modifica, sostituendo il sito iniziale Beppegrillo.it con quello ufficiale attuale, Ilblogdellestelle.it (saltando dunque il passaggio intermedio di Movimento5stelle.it).

Vincenzo (Enzo) Massari

5) Italia in marcia

Unico candidato sindaco non eletto ad Arese è Vincenzo Massari, già assessore alla sicurezza della giunta di centrodestra guidata nel 2009 da Gianluigi Fornaro. Questa volta si è presentato da solo, sostenuto unicamente dalla lista Italia in marcia, con l'idea di offrire "una nuova proposta civica che ha come unico scopo amministrare in modo trasparente e come unico interesse il benessere del cittadino", senza colori di partito e con l'intento di "marciare verso il futuro per diffondere e attuare i principi culturali della
legalità". Il nome sembra chiaramente ispirato a En Marche, lo slogan fattosi partito in Francia con Emmanuel Macron, mentre il simbolo utilizza una sagoma dell'Italia riempita a pennellate tricolori (tinte che colorano anche la circonferenza e la linea che separa l'Italia dal nome del candidato sindaco). Alla fine, però, è arrivato poco più dell'1%, segno che la marcia non è stata molto partecipata.

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