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martedì 12 giugno 2018

Treviso, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i comuni capoluoghi di provincia che hanno votato domenica per rinnovare le loro amministrazioni e hanno eletto il nuovo sindaco già al primo turno c'è sicuramente Treviso: il leghista Mario Conte è riuscito subito a prevalere sugli altri cinque concorrenti, tra i quali il primo cittadino uscente Giovanni Manildo. Lo spoglio ha delineato una situazione piuttosto netta, in cui non è certo mancata la competitività: sulla scheda, infatti, erano presenti ben 16 liste.

Mario Conte

1) Lega

Non stupisce affatto che a riscuotere maggiori consensi, all'interno della coalizione di centrodestra che è uscita vincitrice dalle urne, sia stata la Lega (e, ironia della sorte, persino l'estrazione dell'ordine dei simboli su manifesti e schede le aveva riservato la prima posizione). Mario Conte, infatti, era espressione innanzitutto di quel partito, che infatti ha superato il 19,5%. Va segnalato che, trattandosi di elezioni in territorio veneto, al simbolo federale della Lega è stata aggiunta la dicitura storica della Liga Veneta e, a destra, anche la figura ancor più tradizionale del Leone di San Marco con il vangelo aperto (mentre quello sovrapposto allo scudo del guerriero di Legnano è il leon da guèra, con la spada alzata).

4) Mario Conte sindaco

Se la Lega indubbiamente è andata bene (ed era sostanzialmente scritto che andasse così), la seconda piazza nel centrodestra se l'è aggiudicata senza alcun dubbio la "lista del sindaco", che ne porta semplicemente il nome in grande evidenza. Ecco dunque Mario Conte sindaco, la squadra dei fedelissimi del nuovo primo cittadino che ha superato il 15%, battendo decisamente i partiti diversi dalla Lega. Sul piano grafico, merita assolutamente di essere segnalata l'immagine della chiave antica - segno, da sempre, del governo della città - con il "pettine" che è stato conformato per richiamare il profilo della torre civica del Palazzo del Podestà e del Palazzo dei Trecento, con la sua facciata a capanna merlata.

6) Zaia-Gentilini per Mario Conte

Il terzo gradino del podio nella coalizione di Conte è andato a un progetto civico-politico: Zaia-Gentilini. Il nome del candidato sindaco c'è, ma non è certo quello più evidente all'interno del contrassegno: su tutti prevale il cognome di Luca Zaia, presidente della regione Veneto, ma si vede molto bene (anche se più compresso, essendo più lungo) quello di Giancarlo Gentilini, primo sindaco di Treviso eletto direttamente dai cittadini nel 1994 (e confermato nel mandato successivo, sempre sotto le insegne della Lega Nord - Liga Veneta). L'organizzazione grafica del simbolo ricorda la lista Zaia delle ultime regionali, ma qui il fondo è terra di siena scuro invece che bianco, mentre le bande invece che blu sono arancioni.

7) Forza Italia

In un capoluogo del Veneto "bianco", può sembrare strano trovare Forza Italia solo al quarto posto all'interno del centrodestra. Questa è invece la realtà e, per giunta, il partito che per anni ha espresso il governatore veneto Galan si ferma al 3,82%: questo basta per ottenere un consigliere ed evitare l'onta di essere esclusa dall'organo assembleare cittadino, ma fa capire come siano cambiate le cose rispetto al passato. Sul piano grafico, si segnala la scelta di adottare un simbolo simile a quello coniato da Fi nel 2014 alle europee, con il solo cognome di Silvio Berlusconi (senza riferimenti al candidato locale) sotto alla bandierina; quest'ultima, però, è quella in uso a metà degli anni 2000, con lo sventolio meno accentuato (e anche meno elegante e armonico).

3) Grande Treviso

Non è riuscita a ottenere abbastanza voti per mandare un proprio rappresentante in consiglio comunale la lista Grande Treviso, guidata da Beppe Mauro (già consigliere, assessore e candidato sindaco nella precedente tornata elettorale) e qualificata come "vera civica", con l'ambizione di "realizzare una 'Grande Treviso'", appunto, che potesse guardare oltre le mura di cinta e gli stessi confini del territorio comunale, spingendosi a tutto il territorio della Marca. Grande Treviso era stata appunto una delle due formazioni che nel 2013 aveva sostenuto Mauro nella sua corsa: questa volta il tricolore di nastrini è stato schierato in appoggio a Conte, ma ha ottenuto solo il 2,22%.

2) Fratelli d'Italia

Tra i partiti che componevano il centrodestra a livello nazionale, uno dei più sfortunati a Treviso è stato senza dubbio Fratelli d'Italia: la creatura politica di Giorgia Meloni si è fermata intorno all'1,5%, senza eleggere rappresentanti in consiglio. Si è trattato del debutto, a livello locale, per Fdi e non si può dire che sia stato particolarmente apprezzabile. Sul piano grafico, si segnala la scelta del partito di adottare lo stesso simbolo utilizzato alle elezioni politiche, con il nome di Meloni in grande evidenza, senza inserire alcun riferimento al candidato sindaco da sostenere. Non è dato sapere se quest'assenza abbia fatto perdere voti; di certo l'evidenza data a Meloni non ne ha fatti guadagnare in modo decisivo.

5) Unione di centro

Peggio che a Fratelli d'Italia, in realtà, è andata sicuramente all'Unione di centro. Non si tratta, a ben guardare, solo di una sconfitta messa in luce dai numeri: il partito non è arrivato nemmeno all'1,2%, un risultato davvero deludente per una regione storicamente "bianca". A essere poco apprezzabile, tuttavia, era già dall'inizio la scelta grafica: il nome del partito era stato schiacciato per fare posto alla gigantografia dello scudo crociato (forse per cercare di sfruttare il più possibile il passato democristiano), mentre il segmento rosso superiore era stato riempito a dismisura, con l'espressione "Quartieri al centro" e il riferimento al capolista Enrico Renosto. Sul piano visivo il simbolo era da bocciare, al resto hanno pensato gli elettori.


Giovanni Manildo

12) Partito democratico

Passando alla coalizione di centrosinistra presentata a sostegno del sindaco uscente, Giovanni Manildo, si nota subito che anche qui il risultato migliore è stato ottenuto da una formazione politica: inevitabile, a questo punto, parlare del Partito democratico. Non si può certo dire che il turno elettorale sia stato un trionfo per il Pd (da poco più del 23% è passato a poco più del 16%), ma considerando il periodo il risultato poteva essere anche peggiore; sul piano grafico, si segnala la soluzione "veltroniana"; con la grafica di Nicola Storto ridotta per fare spazio al cognome del candidato, in verde, mentre la qualifica "Sindaco" ha trovato posto sul segmento verde inferiore.

14) Giovanni Manildo sindaco 

In seconda posizione nel centrosinistra, dietro al Pd, si è collocata la formazione personale del primo cittadino, Giovanni Manildo sindaco. Il nome del sindaco uscente è davvero l'ingrediente centrale di questo contrassegno, con il cognome in grandissima evidenza e le altre parole comunque in grassetto. La banda arcobaleno in fondo dà un tocco di colore e di sussulto grafico a un emblema che ne ha poco (al di là della lieve sfumatura radiale del fondo azzurro), anche se agli occhi produce una sorta di "effetto Multicentrum", nel senso che ricorda quel marchio; in ogni caso, non si può dire che il risultato finale fosse sgradevole e il 10% raccolto non è affatto trascurabile.

13) Treviso civica

Subito dopo, ma a una certa distanza quanto a consenso ottenuto (si è dovuta accontentare del 6,32%, meglio comunque rispetto a cinque anni fa), si è collocata la lista Treviso civica. Si tratta di un emblema ripresentato, dopo il precedente turno elettorale, ma leggermente rivisto. Prima era arancione solo il quadrato centrale, ora lo è anche il cerchio interno, ricordando da vicino per scelta cromatica l'Area civica di Massimo Zedda; altra modifica rispetto alla grafica precedentemente in uso, l'inserimento dell'espressione "Manildo sindaco" in un rettangolo bianco, ricavato alla base del quadrato citato. Grafica minimal, ma tutto sommato non disprezzabile, che comunque ha ottenuto due posti in consiglio comunale.

15) Impegno civile Treviso - Futura sinistra

Tra i contrassegni presentati a sostegno della riconferma di Giovanni Manildo c'era anche una "bicicletta", e mai nome è apparso più appropriato. Il primo dei due simboli presenti nel cerchio, infatti, è quello di Impegno civile Treviso, che nel 2013 si era presentato autonomamente (sia pure con il rifermento al capolista, Franchin) e all'interno contiene proprio lo scorcio di una bicicletta, scelta per "esprimere l'idea di una Treviso pensata e organizzata a misura d'uomo". L'altro simbolo è quello di Futura sinistra, anche se la seconda parola non figura nella grafica: è molto più evidente la corona dai colori dell'iride. Il 2,53% ottenuto, però, non è bastato a ottenere alcun consigliere comunale.

11) Treviso è 

Altrettanto escluda dal consiglio e con un risultato ancora peggiore è la lista Treviso è, che nell'emblema porta come elemento più visibile il riferimento al capolista, Paolo Camolei, che era anche assessore uscente alla semplificazione e allo sviluppo di Treviso. Lui stesso aveva dichiarato come la lista avesse una dimensione "amministrativa, concreta, autenticamente civica", pronta a impegnarsi su singoli temi che stessero a cuore ai cittadini. Come elemento di riconoscimento territoriale, anche questo gruppo ha scelto il profilo della torre civica del Palazzo del Podestà e del Palazzo dei Trecento; da segnalare anche l'accento della "è" in versione tricolore, che però non spicca particolarmente.

Domenico Losappio

16) MoVimento 5 Stelle

Erano stati sorteggiati per ultimi il candidato e il simbolo del MoVimento 5 Stelle, ma il responso delle urne ha collocato in terza posizione Domenico Losappio, anche se il suo 4,25% non è certo in linea con i risultati del M5S a livello nazionale. Il MoVimento, naturalmente, anche a Treviso si è presentato da solo, senza che il proprio candidato abbia ricevuto ufficialmente il sostegno di altre forze politiche; il simbolo utilizzato alle elezioni era lo stesso presentato al Viminale a gennaio in occasione del voto politico, con la dicitura Ilblogdellestelle.it adagiata in basso sulla circonferenza rossa. Il candidato sindaco, in ogni caso, è riuscito a entrare in consiglio comunale.

Maristella Caldato

10) Tu - Treviso unica

Non è riuscita a eleggere nessuno, invece, la lista civica Tu, con la sigla che - oltre a personalizzare l'offerta elettorale - sta per Treviso unica. La sua candidata alla guida del comune era Maristella Caldato (già consigliera più votata nel 2013, uscita pochi mesi fa dal Pd), che nel contrassegno ha scelto di mettere soltanto il suo nome e non il cognome (ma in questo modo stona ancora di più l'accostamento della parola maschile "sindaco", quando ormai anche l'Accademia della Crusca propende per il femminile della carica). L'emblema era fondato essenzialmente sull'uso dei colori (giallo e viola, distribuiti tra corona e cerchio centrale) e sulle iniziali TU, poste nel cerchio nel tentativo di far sentire al centro la persona.

Said Chaibi

8) Coalizione civica

Rimane fuori dal consiglio comunale anche la lista Coalizione civica, che raccoglieva soprattutto l'area di sinistra e che, dopo un tentativo di dialogo, ha rotto con il gruppo di Giovanni Manildo (con lui, come si è visto, di quella regione politica era rimasto solo il gruppo di Futura sinistra). Il contrassegno contiene anche la "pulce" di Sinistra per Treviso, anche se la si percepisce poco come tale a causa del contorno sfumato del cerchio. Al di là della font elegante, ma forse non adattissima all'uso elettorale, sembra ben fatto lo scorcio di Torre civica che si staglia su fondo rosso scuro nella parte sinistra del contrassegno: un segno territoriale che però non è bastato ad attrarre l'attenzione e il voto di molti. 

Carla Condurso

9) Il popolo della famiglia

Ironia della sorte, anche il sorteggio aveva collocato la candidatura di Carla Condurso e della sua unica lista a sostegno, Il popolo della famiglia, subito dopo la Coalizione civica; così è accaduto pure nelle urne, certamente però promotori e promotrici di quella formazione speravano in un risultato migliore. Condurso si è fermata poco al di sotto dello 0,6% e ovviamente non è riuscita a entrare in consiglio comunale; il simbolo utilizzato, naturalmente, è lo stesso presentato dal partito di Mario Adinolfi a livello nazionale, con la famigliola tradizionale in primo piano su fondo blu e il monito "No gender nelle scuole". Evidentemente, però, quel tema diretto non doveva interessare più di tanto i trevigiani.

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