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giovedì 5 gennaio 2017

Per Gela, dal M5S a Sviluppo Democratico

Che il discorso fatto qualche settimana fa su questo sito a proposito del valore - non economico, ma in termini di voti ed eleggibilità - del simbolo del MoVimento 5 Stelle non sia campato in aria sembra dimostrarlo un episodio "ancora caldo", avvenuto giusto il giorno prima della pubblicazione del mio articolo (dunque il 16 dicembre). In quella data si è riunito il consiglio comunale di Gela, per una seduta ricca di polemiche: in quell'occasione, infatti, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, ha annunciato l'adesione sua e di buona parte della giunta comunale a un nuovo movimento politico, denominato Sviluppo democratico - Progetto Comune
La cosa sarebbe già di per sé curiosa (visto che il trasloco politico "in blocco" di una maggioranza fa sempre un certo effetto), ma non poteva passare inosservata, considerando che alla fine del 2015 Messinese era stato espulso dal M5S per non avere mantenuto l'impegno a ridursi lo stipendio e per avere "avallato il protocollo di intesa tra Eni, Ministero dello Sviluppo economico e Regione Siciliana", profondamente osteggiato dal gruppo M5S in Regione. La nascita del nuovo movimento è stata ampiamente contestata dai gruppi di opposizione: scorrendo il resoconto della seduta di consiglio pubblicato dal Quotidiano di Gela, si possono leggere vari commenti al vetriolo, compreso quello di Giuseppe Ventura, capogruppo di Adesso Gela. Rivolto al M5S, ha detto: "Undici candidati nelle vostre liste adesso stanno appoggiando il sindaco. La responsabilità della vittoria di Domenico Messinese è vostra"; subito dopo, peraltro, ha aggiunto "Siete stati eletti solo per un simbolo", come a voler dire che la vittoria non era stata data dal programma della lista o dal valore delle singole persone.
Quale che sia stato il reale motivo dell'arrivo sugli scranni municipali, la compagine del M5S in consiglio comunale, dunque, si è molto ridotta, mentre ha preso piede quella di Sviluppo democratico, che ha scelto di colorarsi civicamente e non politicamente: "Questo nuovo movimento non è di destra, né di sinistra e nemmeno di centro - hanno spiegato i promotori alla conferenza stampa -. E' un raggruppamento che ha il popolo e le sue necessità come unico riferimento" e che si è detto "aperto oggi a tutte le forze sane della città che hanno intenzione di investire sul forte senso civico, sulle competenze e sulla propensione a intraprendere un percorso di riconquista di una identità cittadina che possa contrastare il forte senso di rassegnazione che rischia irrimediabilmente di schiacciare il processo di sviluppo che ci sta portando fuori dal baratro in cui la città rischiava di cadere".
Se la sede di Sviluppo democratico è quella - esattamente davanti al municipio - del secondo MeetUp che era stato creato a Gela per sostenere il sindaco (in seguito il gruppo è stato sciolto), il simbolo adottato per il nuovo movimento è completamente diverso rispetto a quello del M5S: al centro del cerchio blu, bordato di giallo, c'è l'immancabile contorno della Sicilia, giallo anch'esso; all'interno del tracciato vagamente triangolare, peraltro, è ben visibile un cuore rosso stilizzato e piuttosto schiacciato, pur di stare all'interno del perimetro dell'isola (che, in questo modo, si tinge dei suoi colori tradizionali). Unico elemento di lontana parentela con il contrassegno del MoVimento sono le stelle, che però stavolta sono le dodici della bandiera europea, utilizzate al posto della "O" delle due parole "Progetto" e "Comune". Espressione che, com'è evidente, è solo una piccola variante di quel'Impegno comune di cui si è parlato pochi giorni fa, come formula "per tutte le amministrazioni". Anche per questo, varrà la pena di fare un altro viaggetto in giro per l'Italia, in cerca di "progetti"...

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