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sabato 16 giugno 2018

Trapani, simboli e curiosità sulla scheda

Stavolta Trapani ha eletto il suo sindaco e l'ha fatto al primo turno. Ciò potrebbe sembrare scontato, guardando soltanto l'esito del voto (il vincitore, Giacomo Tranchida, già sindaco di Erice, ha ottenuto oltre 7 voti su 10). In realtà si dovrebbe ricordare che il comune aveva già votato lo scorso anno per le elezioni amministrative (5 aspiranti sindaci, 13 liste), si sarebbe dovuto svolgere il ballottaggio tra i due candidati più votati ma quello con più consensi, Girolamo Fazio, non indicò i nomi dei componenti della giunta (obbligatori per l'ammissione al ballottaggio in base alla legge elettorale siciliana) e dunque non fu ammesso al secondo turno: l'unico concorrente rimasto, Pietro Savona, non divenne però sindaco perché andò a votare meno della metà degli aventi diritto, dunque fu nominato un commissario. 
Il caso non mancò di suscitare polemiche, visto che la non ammissione di Fazio fu considerata frutto di una scelta tattica; questa volta, invece, non si sono registrati problemi simili e il risultato è netto. Curiosità, i numeri rispetto all'anno scorso sono rimasti immutati: erano sempre 5 gli aspiranti sindaci (anche qui, nessuna donna) e le 13 liste a loro sostegno.

Giacomo Tranchida

5) Amo Trapani

La lista più votata dell'ampia coalizione a sostegno del neoeletto sindaco Giacomo Tranchida è Amo Trapani, qualificata come progetto civico, come il nome e lo stesso simbolo - un cuore un po' rosso e un po' bianco, legato alla "dichiarazione d'amore" presente nella denominazione - sembrano suggerire. I ben informati, però, hanno fatto notare come il capolista fosse Peppe Guaiana, top scorer della lista di Forza Italia del 2017, dunque una parte dell'area definibile come centrodestra ha sicuramente partecipato al 14,83% ottenuto dalla lista e che ha assicurato ad Amo Trapani, all'interno della compagine di maggioranza, la quota maggiore di consiglieri.

4) Per Trapani

Il risultato è a due cifre anche per la lista civica Per Trapani, una delle formazioni considerate più vicine all'eletto sindaco Tranchida: a coordinarla, pur non figurando tra i candidati, era un suo fedelissimo di Erice, Giovanni Rosario Simonte. L'emblema scelto per competere a queste elezioni era piuttosto semplice e immediato (essendo basato soprattutto su parole e colori), diviso orizzontalmente in due aree diseguali e sfumate, la più grande in blu con il nome della città, la più piccola in basso e tinta di arancione con il riferimento al candidato sindaco. I trapanesi che si sono recati alle urne hanno attribuito alla formazione ben l'11,13%, segno che i suoi candidati hanno intercettato positivamente i consensi della gente.

6) Tranchida il sindaco per Trapani

Al terzo posto, sfiorando il 10% (fermandosi precisamente al 9,98%), si è collocata quella che può definirsi la "lista personale" del candidato sindaco, ossia Tranchida il sindaco per Trapani. La formazione, coordinata da un altro assessore di Erice vicino a Tranchida, il vicesindaco Angelo Catalano, si è dotata di un simbolo ancora più scarno di quello appena visto: gioca con gli stessi colori (solo il blu, qui, si schiarisce in azzurro), ma il fondo è bianco, il testo è azzurro tranne per l'espressione "il sindaco", scritta sulla fascia centrale arancione sfumata. Il risultato ottenuto dalla lista è tutt'altro che trascurabile e contribuisce a dotare il sindaco eletto di una "squadra" di fiducia.

7) Trapani con coerenza

Poco al di sotto della lista personale del sindaco, si è piazzata con il 9,88% Trapani con coerenza, formazione guidata da Vincenzo Abbruscato, indicato tra l'altro in precedenza come possibile candidato sindaco per il centrosinistra (sostenuto innanzitutto proprio da questa lista), almeno prima che emergesse con maggior forza il nome di Tranchida. Anche in questo emblema dominava il bianco, su cui si stagliavano gli elementi di testo (anche se la font Helvetica scelta era piuttosto sottile, quindi sul bianco risaltava meno di quanto avrebbe potuto); da segnalare anche un segno segmentato a destra (la stilizzazione dei monti di Trapani o, piuttosto, l'invito a guardare avanti - appunto - con coerenza?) e un elemento curvilineo in basso, puramente decorativo.

2) Trapani tua

Non troppo lontano dalle due liste appena considerate si è collocata una formazione almeno in parte già vista nella competizione elettorale, Trapani tua. L'anno scorso, infatti, la doppia T del simbolo (ma il rosso non c'era, sostituito dal blu scuro) era apparsa nella "bicicletta" con l'Udc scherata a sostegno di Girolamo Fazio: più di qualcuno, in effetti, ha indicato questa formazione come legata ugualmente al partito di Cesa anche in mancanza del suo emblema nazionale (e forse anche per quello si è inserito il rosso dello scudo crociato). Se l'anno scorso la lista aveva ottenuto il 5,15%, questa volta le cose sono andate decisamente meglio, arrivando a toccare il 9,3%.

8) Demos

Penultima tra le 7 liste schierate a sostegno di Tranchida è Demos, unica formazione che si richiami visibilmente al Partito democratico, pur senza adottarne il suo simbolo integralmente. Il nome rimanda almeno in parte a quello dei dem, la D è sostanzialmente la stessa (con il ritaglio interno "a uncino"), volendo il colore del fondo è lo stesso dei Giovani democratici e, soprattutto, il rametto d'Ulivo è proprio quello disegnato da Andrea Rauch (anche se qui è più fuori contesto che mai); spiccano nel contrassegno le stilizzazioni di un aereo e di una nave, probabilmente per riferirsi all'aeroporto e al porto, importanti infrastrutture della città. L'8,10% ottenuto non è trascurabile, ma forse la lista sperava in qualcosa di più.

3) Cambia-Menti per Trapani

La lista meno votata di tutta la compagine in appoggio a Giacomo Tranchida è risultata essere Cambia-Menti per Trapani. Il che, da un certo punto di vista, può risultare piuttosto curioso: era proprio questa, infatti, l'associazione-movimento che lo stesso Tranchida, subito dopo le regionali, aveva fondato guardando espressamente al voto a Trapani e in altri comuni vicini. Il gruppo, coordinato dall'assessore di Erice Gianvito Mauro (molto vicino al neoeletto sindaco trapanese), aveva scelto come emblema tre sagome umane in corsa che formavano un tricolore, per dare appunto l'idea del cambiamento che partiva dalle persone. E' possibile che la lista si aspettasse di avere di più del 7,24% ottenuto, ma ciò ha comunque fatto sì che tutte le formazioni legate a Tranchida, superando lo sbarramento, entrassero in consiglio comunale.

Vito Galluffo

10) Trapani riparte

Visto il 70,68% ottenuto da Tranchida, agli altri candidati è rimasto molto meno da spartirsi: il secondo aspirante sindaco più votato, Vito Galluffo, si è dovuto accontentare del 13,45%. Tre le liste presentate in suo sostegno: quella più votata, con il 6,49% (meno, come si è visto, della formazione con meno consensi nella compagine di maggioranza), è stata Trapani riparte, considerabile come "lista personale" dello stesso Galluffo (ma comprendente anche esponenti di area socialista o vicini a Forza Italia). Il nome indicava l'intenzione di far ripartire la città (soprattutto) dopo l'anno di commissariamento; l'emblema scelto, la mongolfiera, ricorda forse la vecchia base aerospaziale di Milo da cui si potevano lanciare palloni stratosferici.

11) Forza Italia

Si è dovuta accontentare di quasi un punto in meno di Trapani riparte la lista di Forza Italia, partito che l'anno scorso aveva sostenuto strenuamente la candidatura a sindaco del fedelissimo di Silvio Berlusconi Antonio D'Alì e aveva ottenuto il 14,2%. Stavolta è arrivato solo il 5,68%, anche se all'interno della lista pare siano confluiti anche i sostenitori di #Diventeràbellissima. Da segnalare il simbolo, curioso mix tra la grafica delle europee 2014, con il nome di Berlusconi sotto la bandierina, e quella delle politiche di quest'anno, che ha spinto gli angoli superiori del tricolore fuori dal cerchio. Fi entra in consiglio ma è probabile che sperasse in un risultato migliore.

9) Popolari e autonomisti - Progresso e rinascita

Il sorteggio l'aveva collocata per prima all'interno della coalizione di Galluffo, ma Progresso e rinascita alla prova delle urne è arrivata ultima e, con il suo 3,63%, si è collocata sotto alla soglia del 5% che l'ha esclusa dal consiglio comunale. L'emblema, che mette la vela a una delle torri della città, è nato all'inizio di gennaio e qui si è accoppiato alla "pulce" dei Popolari e autonomisti - Idea Sicilia (che, incidentalmente, contiene anch'essa una mongolfiera): all'interno hanno trovato posto vari tra gli ex sostenitori di Mimmo Fazio (ma senza rivendicare alcun collegamento con il passato), dai quali era arrivata anche la possibile - ma sfumata - candidatura a sindaco di Nicola Messina, fino alla convergenza su Galluffo.

Giuseppe Mazzonello

12) MoVimento 5 Stelle

Al terzo posto, tra i candidati alla poltrona di sindaco, si è collocato Giuseppe Mazzonello, indicato dal solo MoVimento 5 Stelle. Il M5S era presente anche alle elezioni dell'anno scorso, concluse con un nulla-di-fatto, e in effetti quella volta era andata un po' meglio: allora Marcello Maltese aveva ottenuto il 16,77%, mentre stavolta Mazzonello si è fermato all'11,77%; quanto alla lista, è passata dal 12% del 2017 al 9,85% di queste elezioni. Il simbolo differiva solo nella parte inferiore, che al posto del sito del M5S conteneva il riferimento al nuovo spazio web Ilblogdellestelle.it. Il risultato è comunque buono, ma evidentemente la candidatura di Tranchida è stata capace di attrarre più voti.

Bartolomeo Giglio

1) Noi con Salvini - Lega 

A Trapani la Lega ha scelto di correre da sola, sostenendo la candidatura di Bartolomeo Giglio. L'unica lista in appoggio all'aspirante sindaco ha visto unito l'emblema con Alberto da Giussano (si è trattato, tra l'altro, di uno dei pochi casi in cui sotto al riferimento a Matteo Salvini si è indicata la parola "premier") a quello di Noi con Salvini: quest'ultimo è stato posto a sinistra, dunque graficamente veniva per primo (mentre a Catania, come si è visto, si è scelto l'ordine opposto), mentre il riferimento generale al comune di Trapani è stato collocato nella parte inferiore del cerchio (ricalcando la struttura del simbolo leghista). Benché candidato e lista fossero stati estratti per primi, Giglio ha raccolto solo il 2,13% e la lista si è fermata all'1,79%: troppo poco per accedere al consiglio.

Giuseppe (Peppe) Bologna

13) Scirocco per Trapani

Ancora meno bene è andata a Peppe Bologna, l'imprenditore che per primo si era candidato a guidare la città e per molto tempo era stato editore di TeleScirocco (le cui frequenze sono state vendute a La7). Proprio il marchio di quell'antica emittente privata è stato utilizzato come emblema per la lista, nella versione bianca su fondo rosso, con tanto di striscetta in basso per inserire il riferimento a Trapani (e in lista non mancavano alcuni ex dipendenti dell'emittente); si era parlato anche di una lista "Cinquestelle", con riferimento al marchio del circuito tv di cui la stessa TeleScirocco faceva parte, ma poi la lista non è nata grazie a un accordo bonario con il M5S (che non aveva preso bene l'eventualità di una lista con quel simbolo). La candidatura di Bologna, però, ha solo sfiorato il 2% (la lista è andata un po' meglio, con il 2,12%): non abbastanza per contendere davvero il governo della città agli altri.

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