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domenica 7 giugno 2015

Barcellona, come ti scompongo gli schieramenti (2)

Se nella patria di Emilio Fede il centrosinistra correva in ordine sparso, non si poteva dire che il centrodestra di Barcellona Pozzo di Gotto fosse realmente unito, tutt'altro. Bastava vedere come la coalizione più nutrita – quella a sostegno di Roberto Materia, tra poco impegnato nel ballottaggio – fosse certamente di centrodestra, ma l'unico simbolo contenente quella parola risultasse a supporto di un altro candidato sindaco, Giuseppe Sottile.
Dubbi sul fatto che il gruppo di Materia avesse quella collocazione non ce ne dovevano essere. Lui stesso era appellato dai media come forzista e una delle sue liste si chiamava Forza Barcellona Pozzo di Gotto: la grafica era evidentemente diversa da quella berlusconiana, ma quel "Forza" scritto in font Helvetica, proprio sotto a un tricolore, non sembrava lasciare perplessità. È vero però che a chiedere a Materia di candidarsi è stato il gruppo dei Democratici riformisti (formazione che ha come "padri nobili" Salvatore Cardinale e Salvo Andò), che in regione era nato a sostegno di Crocetta, non proprio nel centrodestra.
In effetti, il simbolo dei Dr non era presente su manifesti e schede, ma ugualmente non poteva dirsi del tutto assente dalla competizione: sul contrassegno del Movimento civico Barcellona Viva (con l'ultima parola in grande evidenza, in una grafica quasi proveniente dagli anni '80), infatti, non passa inosservato un uccello stilizzato ad ali spiegate: proprio lo stesso che, in piccolo, si vede sull'emblema dei Democratici riformisti, in una sorta di cielo bianco. Avere occhi attenti, ogni tanto, serve a qualcosa: in questo modo è certificata la partecipazione dei Dr alla coalizione a sostegno di Materia.
Ai Demcratici riformisti, tra l'altro, sembra fare riferimento anche un altro raggruppamento, Partecipazione popolare, visto che anche lì si ritrova lo stesso volatile – e non si è indicato nulla di più, anche per non compromettere l'alleanza col Pd a livello regionale – come pure la dicitura "Col Patto per le riforme". A simboleggiare il nome, una doppia P una interna all'altra, poggiata su una "mezzaluna" tricolore; il risultato grafico complessivo, tuttavia, non sembra esaltante, comunicando una sensazione di precarietà e – se si vuole – anche un po' di disordine.
Nello stesso gruppo, peraltro, ci sono altre liste che meritano almeno uno sguardo curioso. Si veda ad esempio Alternativa nazionale, l'unica a sfoggiare nel contrassegno un hastag (#noicisiamo): eppure, molto più evidenti sono i due doppi nastri verde e rosso, foggiati "a piramide" davanti e dietro a un sole nascente. Non si è certo di fronte a una fiamma, ma i colori rimandano comunque all'uso che ne ha fatto per anni l'intero centrodestra (Forza Italia e Pdl compresi): un modo dunque, anche in questo caso, di richiamare le collocazioni e le appartenenze politiche senza essere troppo espliciti.
Completano il gruppo di Materia i simboli di Direzione futuro (con un freccione non troppo fine che punta in alto), di Unione e partecipazione (con due vele azzurre riempite dal vento, con tanto di contorno del cerchio e il mare stilizzato attraverso il tricolore) e di Niente paura, formazione più vicina al candidato Materia, che su uno sfondo arancione piazza uno slogan convinto, "insieme ce la faremo.", con tanto di punto perentorio.
E il resto del centrodestra? Qualcuno – ma non abbastanza per andare al ballottaggio – avrà provato a riconoscersi nella lista Alleanza di centrodestra, nata per sostenere Giuseppe Sottile. In effetti, la grafica un po' odora di pasato, con una font analoga a quella del Pdl e l'impianto che in parte (ma solo in piccola parte) rimanda ai simboli dei primi anni 2000, quando era in auge la Casa delle libertà. Il tocco di Brush Script che riguarda quel "di" di passaggio, però, conferisce inevitabilmente al simbolo un tocco di minor finezza, per trasportarlo nell'area – già molto frequentata – del "fatto in casa".
Svegliamo Barcellona, l'altro emblema che sostiene Sottile, del resto, non comunica un'impresione molto diversa: un po' dipende dal carattere Courier, un po' dal gioco di parole che di "svegliamo" evidenzia (immancabilmente in rosso) le ultime tre lettere, un po' dalle iniziali P.G. che rispuntano anche qui. Per il resto, i colori e l'arcobalenino tricolore sono sempre di area centrodestra; quelle che fanno capolino sotto al nome della lista forse sono vele, forse sono onde stilizzate. In ogni caso, è quasi certo che il contrassegno non si sarebbe distinto per bellezza o efficacia; non è per questo, in ogni caso, che il suo candidato non ha raggiunto il ballottaggio.
 

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