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giovedì 25 giugno 2015

Berlusconi-Salvini, quale simbolo per il futuro?

Il simbolo della Lega ci sarà: così?
Che se ne sappia, le possibilità che si torni in fretta alle urne per rinnovare il Parlamento sembrano scarse; l'eventualità che si voti con un certo anticipo rispetto al 2018, tuttavia, non abbandona alcune forze politiche e l'opposizione al governo Renzi non vuole farsi trovare impreparata. Non stupisce, dunque, che si torni a parlare di un'alleanza tra Forza Italia e Lega Nord, dopo le scintille nient'affatto pacifiche dei mesi scorsi.
L'intesa dovrebbe essere innanzitutto politica e ne ha parlato il segretario del Carroccio Matteo Salvini in un'intervista a Repubblica: rassicurato da Silvio Berlusconi sulla fine della collaborazione con Renzi ("l'inciucio sulle riforme è finito. L'azione di questo governo è un disastro"), per Salvini si sono poste le basi per un lavoro comune con Forza Italia, che parta dalla messa in discussione dei trattati europei ("Berlusconi è pronto a discutere su come cambiare una moneta che così com'è è sbagliata. Come la direttiva Bolkestein che massacra il commercio, i trattati di Dublino, quello di Maastricht"); per il nuovo rapporto dovrebbe valere il principio "patti chiari amicizia lunga", anche sull'onda dei numeri emersi dalle elezioni ("[In passato] la Lega andava al traino di Forza Italia. Dicevano: se tratti con un partito che è al trenta per cento devi accettare il suo programma. Ora le proporzioni sono cambiate. Il nostro elettore dice che i patti sono chiari perché si parte dal nostro programma").
Se è importante il contenuto dell'accordo, tuttavia, con la nuova legge elettorale non si può trascurare nemmeno il contenitore, cioè il contrassegno di questo possibile "cartello" o "listone": per questo Andrea Montanari ha espressamente chiesto "Con il simbolo della lista come la mettete?". La risposta di Salvini non si è fatta attendere, senza giri di parole: "Il simbolo della Lega ci sarà. Nessuna fusione. Di certo noi non ci scioglieremo. Vedremo quali saranno gli altri compagni di viaggio. Ciascuno naturalmente con la sua identità dovrà riconoscersi nel programma. Per rendere tutto graficamente alla fine qualche soluzione si trova".

Qualcosa di simile, in effetti, era già stato fatto nel 1994, quando - alla prima prova del Mattarellum come legge elettorale - Forza Italia nei collegi senatoriali del nord (e in alcuni di quelli del centro) si presentò in cartello con la Lega Nord per il famoso "Polo delle libertà", facendo convivere nello stesso contrassegno elettorale la neonata bandierina berlusconiana e il più consolidato Alberto da Giussano, con il nome della Lega in font Optima. Potrebbe andare così anche stavolta? Potrebbe, sì, se si legge in questo senso la frase di Salvini sulla "resa grafica" dell'adesione allo stesso programma, che dovrebbe essere mutuato in gran parte da quello del Carroccio.
Non si può, peraltro, trascurare quanto detto subito dopo dallo stesso segretario leghista, rispondendo a Montanari che ricordava come l'Italicum prevedesse comunque la lista unica, senza possibilità di un gioco "a due punte", com'era avvenuto invece nel 2008 - vigente il Porcellum - tra il Pdl e la Lega. "È così convinto che Renzi non ci vorrà mettere mano, adesso che si è accorto che nessuno arriverà al quaranta per cento?" Per qualcuno, dunque, la via delle coalizioni potrebbe forse riaprirsi: certamente il centrodestra avrebbe tutto da guadagnare da una situazione simile (vista la capacità "aggregatrice" quasi sempre dimostrata da Berlusconi). Resta da vedere se converrà anche a Renzi e, nel caso, perché. 

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