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domenica 28 febbraio 2016

Oderzo, tra ventagli, ponti e sampietrini

Scorre il tempo verso le elezioni anche a Oderzo, comune del trevigiano di circa 20mila abitanti. Gli schieramenti, in realtà, non sono ancora perfettamente definiti, ma alcuni punti fermi ci sono già. Ad esempio, di donne candidate alla guida della città ce ne saranno almeno due. Le sinistre, per esempio, hanno scelto come possibile sindaco Rossana Barbieri, operaia (in mobilità) alla Sole, di Rifondazione comunista, iscritta Fiom e Anpi. La lista che la sostiene è denominata Lavoro ambiente diritti e, come segno grafico caratterizzante, ha adottato un ventaglio arcobaleno, in una circonferenza rossa. La grafica non profuma di modernità, probabilmente, ma parla con chiarezza del posizionamento della lista e di chi vorrà votarla.
La prima donna a candidarsi, tuttavia, era stata Maria Scardellato, scelta dalla Lega Nord. A suo sostegno, ovviamente, ci sarà Alberto da Giussano affiancato al Leone di San Marco della Liga Veneta, ma non solo: fin dall'inizio, infatti, la candidata aveva annunciato la presenza sulla scheda anche della lista Scardellato sindaco. Anche il suo simbolo, tuttavia, rimanda subito alla Lega, almeno per chi ha buona memoria: il cognome (qui molto ristretto, essendo lungo) in blu scuro stretto tra due spesse barre orizzontali dello stesso colore rimanda inevitabilmente al contrassegno "Zaia presidente" visto alle precedenti elezioni regionali in Veneto. Non impossibile, a questo punto, che diventi o sia già diventato un format grafico da sfruttare in altre occasioni. 
Sulla scheda ci sarà anche sicuramente Oderzo 2016, altro format nominale ormai utilizzato da anni in occasione di varie amministrative: non guarda al futuro spinto (come chi contrassegna un nome con un anno ancora di là da venire), ma cerca di occuparsi del presente, sperando che quell'anno sia di buon auspicio e sia legato alla propria vittoria. Qualcosa di simile, peraltro, viene suggerito anche da "il futuro che cambia", "sottotitolo" della lista che ormai muove passi da diversi mesi (nata come "nuovo inizio" a partire dal sogno di riqualificare l'area Caserme Zanusso) e candida a sindaco Mario Gherlenda. La grafica, per i non opitergini, sembra richiamare in qualche modo l'arco del "Torresin", edificio costruito a richiamo di un'antica porta della città; dalla lista, però, gentilmente fanno sapere il riferimento è al ponte sul fiume Monticano, a Oderzo. "Nelle nostre intenzioni - spiegano - è un simbolo della 'concordia', in quanto i ponti uniscono".  
Altri emblemi sembrano ancora piuttosto incerti, così come certe candidature. Stando ai giornali, ad esempio, nel centrosinistra non è chiaro se il Pd userà o meno il suo simbolo, mentre lo stesso partito sembra impegnato in un "corteggiamento" nei confronti di Giuseppe Zago: questi ha legato il suo nome a Oderzo sono io, "un gruppo civico - si legge in rete - costituito da cittadini di Oderzo che vogliono impegnarsi in un percorso di informazione su temi importanti" per il territorio. Il gruppo ha già una sorta di emblema, che richiama le pavimentazioni stradali coi sampietrini, ma in qualche modo anche gli emicicli dei parlamenti o dei consigli comunali, come simboli di assemblea e comunità. Sarà anche per questo, forse, che per la Tribuna di Treviso quello è "di fatto il logo di quella che potrebbe essere una lista civica". Sarà così?

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