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giovedì 21 dicembre 2017

Potere al popolo, per la sinistra basta la stella

Non sono ancora noti i giorni in cui si dovranno depositare i contrassegni delle liste per le elezioni politiche (anche se è facile prevedere che, se si dovesse votare il 4 marzo, il deposito si svolgerà dal 19 al 21 gennaio, dal 44° al 42° giorno precedente al voto); già ora, tuttavia, è possibile immaginare che il numero di falci e martelli sulla scheda elettorale sarà decisamente ridotto rispetto al passato. Se era prevedibile che il segno social-comunista non apparisse nell'emblema di Liberi e Uguali, da alcuni giorni si ha la certezza che questo non sarà presente nemmeno nel simbolo della lista di sinistra che - dopo la raccolta firme - si presenterà agli elettori.
L'emblema, presentato domenica all’Ambra Jovinelli a Roma (e disegnato probabilmente da Totore Caruso), contiene essenzialmente il nome scelto per la lista, cioè Potere al popolo!: si tratta del progetto politico-elettorale che ha fatto seguito all'appello lanciato il 18 novembre dagli attivisti napoletani dell’Ex Opg Je so’ pazzo (il cui logo, peraltro, sarebbe stato un discreto simbolo...). Accanto a realtà civiche e sociali di tutta l'Italia, sindacati di base e comitati ambientali, sono parte dell'iniziativa soggetti politici come Rifondazione comunista, Rete dei comunisti, Sinistra anticapitalista e il rifondato Partito comunista italiano: sono ben tre, dunque, le coppie falce-martello che non arriveranno sulla scheda (nemmeno quella del Pci, sebbene da più parti fosse sentita l'esigenza di concorrere alle elezioni con il simbolo tradizionale dei comunisti in Italia), anche se è molto probabile che almeno Prc e Pci depositino comunque il loro emblema al Viminale, per evitare iniziative di disturbatori.
Il nome scelto - che intende parafrasare il concetto di democrazia - è scritto in gran parte con una font "bastoni" imponente (probabilmente Granby Elephant Pro), tranne la preposizione "al", decisamente più leggera e scritta in corsivo e in colore rosso scuro, tra il bordeaux e il carminio. La stessa tinta caratterizza la stella (presente negli emblemi di Prc e Pci) e due archi di circonferenza "a mezzaluna", che delimitano quasi per intero lo spazio del simbolo (riprendendo, almeno in parte, un escamotage grafico usato nell'emblema della Sinistra anticapitalista).
Quel colore, peraltro, era stato inizialmente utilizzato come tinta di fondo per il simbolo preferito tra le opzioni di un piccolo sondaggio creato da un militante sul gruppo Fb di Potere al popolo!: si trattava di un sistema molto artigianale per rilevare le preferenze della base sull'emblema che sarebbe stato utilizzato per la lista. Alla fine il contrassegno è risultato a fondo bianco, ma il colore diverso dal nero è proprio quello preferito da oltre un centinaio di persone. 
L'effetto finale sembra gradito alla maggior parte dei militanti, come giusto equilibrio tra modernità e tradizione, dotato di semplicità, efficacia e pulizia. Certamente non è mancato chi ha lamentato l'assenza della falce e del martello, ma per altri la stella - simbolo comunista da pari tempo - e il nome scelto sono sufficienti a caratterizzare politicamente la proposta della lista e, anzi, sono in grado di andare oltre le originarie appartenenze per raccogliere fiducia e consenso di un maggior numero di persone.

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