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giovedì 14 dicembre 2017

Psi, Verdi e civici "Insieme" e rispunta l'Ulivo

Dopo il ritiro di Giuliano Pisapia e del suo Campo progressista - e in attesa di sapere se Emma Bonino e Riccardo Magi riusciranno a raccogliere le firme per presentare la loro lista di PiùEuropa - da oggi accanto all'emblema del Pd c'è almeno un altro simbolo quasi certo: quello della lista Insieme, che si propone di raccogliere il consenso degli elettori socialisti, ambientalisti e persino - cosa che non mancherà di suscitare interesse - di coloro che ancora si ritengono o sono definiti "prodiani".
A parlare è proprio il contrassegno elettorale in sé, che è stato presentato questa mattina a Roma. I drogati di elezioni potrebbero facilmente ricordare che per la prima volta si appresta a comparire sulle schede elettorali nazionali, anche se miniaturizzato, il simbolo del Partito socialista italiano di Riccardo Nencini (l'ultima apparizione nel 2008, a dire il vero non troppo fortunata - poco al di sotto dell'1% - era stata del quasi identico simbolo del Partito socialista, ancora guidato da Enrico Boselli, con un nome più corto e senza tricolore): proprio la presenza della "pulce" del Psi, tra l'altro, dovrebbe consentire alla lista di essere esentata dalla raccolta firme, vista la presenza consolidata al Senato del gruppo Per le autonomie - Psi - Maie (sperando che il Maie non ambisca allo stesso beneficio); mancava invece dalle europee del 2009 il simbolo della Federazione dei Verdi, quando fu utilizzato - accanto alla rosa del Ps-Pse - per esentare dalle firme la (non fortunata) lista Sinistra e libertà, ma al successivo turno elettorale per l'Europarlamento il sole che ride era comunque presente all'interno della lista Verdi europei (altrettanto sfortunata).
Al di là dei simboli appena citati (accanto a quello dell'Area civica volta a rappresentare le candidature di sindaci ed esponenti della società civile, a partire da Massimo Zedda: si tratta di ciò che resta dell'area Pisapia e il colore arancione non è scelto a caso), anche chi non si ritenesse a ogni effetto un election addicted, tuttavia, non potrebbe non rimanere colpito dalla decisa connotazione "prodiana" della lista - che ha tra i suoi promotori l'ex ministro Giulio Santagata - e dello stesso contrassegno elettorale. Lo dice forte e chiaro il rametto di ulivo, anzi, proprio quel rametto di Ulivo (rigorosamente con la maiuscola) creato alla fine del 1995 da Andrea Rauch e ora posto in decisa evidenza, lo dice il riferimento all'Europa nel simbolo, lo dice anche in qualche modo il nome scelto, "Insieme" - scritto tra l'altro in blu con il puntino rosso della "I", ricordando sia l'apostrofo dell'Ulivo sia la I dei Democratici, successiva reincarnazione dei prodiani. "Insieme", accanto alla parola "Italia", finisce per ricordare lo slogan "Insieme per l'Italia" posto nel simbolo dell'Ulivo nel 2001 (e chissà se è stato lasciato da parte per evitare rimandi alla sconfitta rutelliana, visto che per qualcuno inizialmente il nome usato per la nascente lista era proprio quello).
Potrebbe sembrare strano per qualcuno vedere l'Ulivo "duplicato", in miniatura nel simbolo del Pd (dove sta dal 2007 e dov'è tuttora, a dispetto delle richieste di rimuoverlo da parte del suo creatore) e molto più grande in quello della lista Insieme, al punto che i funzionari del Ministero dell'interno potrebbero anche chiedere alla lista di rimuovere il rametto, per non ingenerare confusione tra le due listeL'ipotesi è estrema, ma non del tutto infondata, visto il metro di giudizio severo impiegato in alcuni casi: alle europee del 2009, per dire, il Viminale si era impuntato anche per far rimuovere una fiammella alta tre millimetri dal contrassegno del cartello L'Autonomia, in cui era presente anche La Destra (in un anno in cui Alleanza nazionale nemmeno si presentava più), così come nel 2013 aveva momentaneamente ricusato il simbolo della Lega perché il cognome di Giulio Tremonti (nella pulce di 3L) era stato scritto con la M in evidenza e avrebbe potuto confondersi con le liste di Mario Monti, Presidente del Consiglio uscente.
Il fatto che l'ipotesi sia fondata, tuttavia, non la rende comunque plausibile: dal momento che la lista sosterrà proprio con il Pd gli stessi candidati all'interno dei collegi uninominali, è molto probabile che il Ministero dell'interno scelga di non ricusare un simbolo verosimilmente concordato con i vertici dem (non è da escludere che vi sia un accordo formalizzato sulla coesistenza dei due Ulivi). Proprio il Pd, del resto, dalla lista Insieme avrebbe tutto da guadagnare: i voti dati a questa, infatti, andranno a vantaggio dei comuni candidati uninominali, mentre la lista stessa rischia di non capitalizzare i consensi ottenuti (la soglia del 3% non è proprio alla portata di questo progetto, ma non si può mai sapere). Ironia della sorte, colpisce vedere rispuntare l'Ulivo in una lista dei prodiani diversa dal Pd (nelle cui candidature si libererebbero tra l'altro dei posti), quando nell'associazione L'Ulivo il rappresentante dei prodiani - e legale rappresentante della stessa, nonché titolare del simbolo assieme al Ppi Nicodemo Oliverio e al (P)Ds Lorenzo Simula - era Stefano Ceccanti, oggi convinto sostenitore del Pd e di Matteo Renzi. Ma dal costituzionalista, a differenza di quanto capitato nei giorni scorsi dopo la comparsa di Liberi e Uguali - certamente questa volta non arriveranno moniti al non uso dell'antico simbolo creato da Rauch.

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