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giovedì 19 dicembre 2019

"Sempre Uniti Dovunque", il mistero dei Sudisti italiani

Chi segue con attenzione la politica attende di seguire domani la conferenza stampa in cui - alle 12 presso la nella sala del Consiglio della Camera di Commercio - Mara Carfagna presenterà la sua associazione Voce libera: non sarà un partito ma avrà un emblema (anche se il nome non è nuovissimo nell'ambito politico, visto che qualcuno l'aveva già impiegato, almeno a livello locale). Nell'attesa di saperne di più, al di là delle anticipazioni che sono già circolate, occorre però dar conto di una voce che gira da settimane, in base alla quale il nome di Carfagna è accostato anche a quello di un movimento nascente e dalla spiccata natura meridionalista: Sudisti italiani
Si tratterebbe, peraltro, soltanto di un auspicio da parte dei promotori di quel movimento, che quali figure di vertice gradirebbero avere proprio Carfagna e Gianfranco Rotondi, anche se i più lo vedono impegnato con il progetto della Federazione dei Democratici cristiani. In condizioni come queste, non sarebbe nemmeno opportuno parlare qui di voci simili; in questo caso lo si fa perché, legato a quel nome e a quel progetto c'è un simbolo, anzi, ce ne sono addirittura due.
Andando con ordine, su una serie di siti di notizie, soprattutto legati al Sud, da agosto hanno iniziato ad apparire comunicati e notizie legati a una nuova iniziativa politica, quella del movimento Sudisti italiani appunto. Nessuna ironia su un'eventuale sigla Msi, visto che loro stessi si presentano con la prima lettera minuscola, quindi la sigla sarebbe Si (e al più potrebbe confondersi con Sinistra italiana o i vecchi Socialisti italiani guidati da Boselli). Le prime notizie rinviavano al sito www.sudistitaliani.it, nel quale per la verità non c'è molto, oltre a un video di Pino Aprile sul Sud (ma lui in questo periodo sta lavorando a una diversa proposta politica) e a una breve dichiarazione d'intenti:
Siamo un movimento di donne e uomini i quali intendono impegnarsi per il rilancio socio – economico delle regioni del Sud Italia. Il Meridione d’Italia sente l’esigenza di collocarsi nel panorama socio-politico ed economico italiano in veste di protagonista e non in veste di semplice spettatore, come avviene da ormai oltre un secolo. Il Meridione d’Italia è, altresì, consapevole del valore della propria identità storica e della propria cultura, nonché della necessità di rimarcare la sua parità rispetto al Nord Italia proprio in quanto territorio dello Stato italiano e non sua appendice irrilevante.
L'unità d’Italia è stata formalmente sancita, tuttavia, nei fatti, stenta ad essere riconosciuta, sicché un velo d'ombra è ormai calato sull'amministrazione paritaria dei territori del Sud Italia da parte dello Stato italiano. Il Sud Italia, infatti, è molto più povero del Nord Italia, non ha fonti economiche di rilievo e, pertanto, fa fatica ad offrire lavoro ai suoi cittadini, i quali , per tale motivo, sono costretti ad emigrare.
Il Sud Italia rimarca la propria volontà di far parte dei territori italiani governati dallo Stato italiano. Per tale motivazione nasce il movimento dei Sudisti che raccoglie l'anelito dei giovani e di quanti desiderano collocarsi sulla scena socio – economica e politica italiana come protagonisti. 
L'obiettivo del Movimento è fare del Meridione italiano l’altro cuore pulsante del nostro Paese. Realizzare tale obiettivo significa anche dar linfa vitale all'economia dello Stato italiano, proprio in quanto si renderanno produttivi territori lasciati da sempre in stato di abbandono. Il Sud Italia dovrà essere un patrimonio di valore inestimabile per l’Italia e per l'Europa, in quanto produttivo anch'esso di benessere: è questo l’intento primario del Movimento dei Sudisti.
Il Movimento dei Sudisti intende essere anche un movimento che accoglie le istanze antidiscriminatorie e antirazziali provenienti da tutti coloro che vogliono un mondo nuovo, che tutti accoglie e nessuno esclude, perché sorretto dalla volontà di realizzare la parità sociale ed economica. Il Movimento dei Sudisti si impegnerà, pertanto, non solo affinché tutti i territori italiani siano dimora accogliente ed ubertosa per i propri cittadini, ma anche perché venga sconfitta ogni forma di discriminazione sociale ed economica.
Il senso dell'iniziativa, insomma, è - come si legge in comunicati pubblicati qua e là - "rimettere il Sud al centro delle politiche di sviluppo [...] utilizzando le risorse dei mercati europei ed internazionali", cosa che si potrà fare solo dopo essersi impegnati in una "continua informazione volta a far rimuovere tutti quegli ostacoli culturali e quei pregiudizi che hanno e continuano a danneggiare indecorosamente l'immagine del Sud; un'immagine calpestata, oltraggiata, ma nel momento del bisogno usata a scopi 'politico-personali' che nel corso degli anni non ha fatto altro che aumentare un divario sempre più incolmabile". LA storia del Sud, per i promotori, è soprattutto una storia di promesse non mantenute, dei politici e non solo: questo, continuano, ha causato "spropositate reazioni che nel corso degli anni hanno prodotto malessere e in alcuni casi anche malaffare", dunque è tempo di reagire. "Quando non si parlerà più del Sud - precisano i fondatori - allora il nostro obiettivo sarà raggiunto e il nostro Movimento non avrà più ragione di esistere".
Il nome scelto per qualificarsi, in effetti, fa pensare più alla guerra di secessione statunitense, anche se qui nessuno vuole secedere (come la presenza dell'aggettivo "italiani" testimonia). L'etichetta vuole semplicemente identificare chi "porta avanti le ragioni del Sud", anche se il gioco con la storia d'oltreoceano non manca anche nei comunicati: "Sudisti Italiani accetta qualsiasi sfida lanciata dai 'Nordisti': il Sud è terra di nessuno. Una terra sicuramente difficile, ma anche terra fertile: scura ma con un’idea chiara". I promotori parlano di un programma elettorale non scritto su carta, "ma nei nostri cuori", di gente che è abituata a fare gruppo, anche fuori dalle proprie terre d'origine. Non a caso, il motto scelto per il progetto politico è "Sempre Uniti Dovunque", le cui iniziali - che combinazione! - formano la parola Sud
Quello stesso motto figura nel simbolo del movimento, anzi nei due simboli. Già, perché all'inizio ai comunicati del movimento veniva abbinato un simbolo a fondo azzurro, con un segmento tricolore che occupava un terzo del cerchio e, nella parte superiore, la sagoma dell'Italia intera tinta di azzurrino. L'emblema aveva, in effetti, un look molto berlusconiano (e di centrodestra), ma anche un'apparenza piuttosto precaria, probabilmente per la font molto leggera utilizzata, non troppo adatta a un emblema politico. Con il tempo, tuttavia, si è visto anche un altro simbolo - quello che figura adesso nel sito - che denota un minimo di studio in più: stavolta il fondo è bianco, anche se il tricolore resta al suo posto; sopra al nome, che ha acquistato più evidenza, si vedono vari elementi curvilinei che richiamano tanto il mare, quanto una sorta di volatile (o di Fenice, chissà) che deve librarsi in volo. 
Con l'andare del tempo, le voci che hanno visto Gianfranco Rotondi come possibile leader si sono ripetute a intervalli regolari, vista anche la sua dichiarata intenzione di non presentarsi in futuro al fianco di Salvini (e dunque non in Forza Italia, se dovesse continuare a essere vicina e subalterna alla Lega): qualcuno ha dunque pensato che proprio i Sudisti italiani potessero diventare il "centro democratico" (tutto minuscolo, senza riferimenti tabacciani) da più parti invocato. Anzi, il nuovo movimento si propone come partner "risolutivo" di Silvio Berlusconi: "Presidente Berlusconi - si legge in un appello - ora spetta solo a Lei salvare il Paese da un possibile ritorno al fascismo e al nazismo. Non sia corresponsabile di questa tragedia, si allontani dal duo Salvini e Meloni. Lo faccia prima che sia troppo tardi. Lo faccia per gli italiani e per il mondo intero che vedono nel nostro Pese la rappresentazione più alta della democrazia e della libertà". Il tentativo, dunque, è di spostare di nuovo Forza Italia verso il centro (affrancandosi da Lega e Fratelli d'Italia), senza perdere di vista gli obiettivi legati al Sud, da raggiungere - ad esempio - attraverso "la detassazione delle imprese che decidano di collocare le proprie sedi o parte delle loro sedi nel Sud Italia" o "leggi efficaci per l'immediata collocazione nel mondo del lavoro dei disoccupati".
Se tutto questo è ciò che è stato divulgato fin qui, resta ovviamente sospesa la domanda: riferimenti a Rotondi (e Carfagna) a parte, chi sono i Sudisti italiani? Nomi nei comunicati, ovviamente, non se ne fanno; qualche traccia però si trova ed è interessante. Il sito, infatti, riporta una mail per inviare adesioni e richieste (info@sudistitaliani.it), ma anche due numeri telefonici per contatti, si presuppone con il nascente o nascituro movimento. Una ricerca semplicissima su Google, tuttavia, mostra presto che entrambi quei numeri di cellulare sono riconducibili all'agenzia giornalistica Agenpress, rispettivamente alla redazione e aIla Direzione Pubblicità Rete Internet e Siti Internet Roma. Non solo: il dominio del sito è stato registrato il 10 agosto di quest'anno a nome della stessa persona che guida la web agency che lavora con Agenpress. Ognuno da questi dati tragga le conclusioni che vuole, in attesa che i Sudisti italiani, con o senza Carfagna e Rotondi, escano allo scoperto.

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