Un mese e mezzo fa, nel presentare l'elezione suppletiva che si è tenuta il 27 e 28 settembre nel collegio senatoriale di Reggio Calabria, in chi scrive e nell'ottimo Giuseppe Lauri era radicata la convinzione che non si sarebbero svolte altre elezioni suppletive in questa legislatura e che, se fosse stata approvata la riforma elettorale allora all'esame del Parlamento, non se ne sarebbero più svolte per parecchio tempo. Occorre senz'altro ammettere che, se quasi certamente la seconda affermazione troverà adeguato riscontro nella realtà, la prima in effetti non era corretta: il 15 settembre scorso si è dimesso dalla Camera Alberto Bagnai, dopo la sua nomina - più di un mese prima - come membro dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Dal momento che Bagnai era stato eletto (in quota Lega) per la coalizione di centrodestra nel collegio uninominale 01 - Chieti della XVII circoscrizione (Abruzzo) della Camera dei deputati, proprio in quel collegio - visto che le dimissioni del deputato sono arrivate con più di un anno di anticipo rispetto alla fine della XIX legislatura - occorre procedere a quella che stavolta indiscutibilmente sarà l'ultima elezione suppletiva, fissata per il 15 e il 16 novembre 2026.
A contendersi il seggio lasciato libero da Bagnai saranno quattro candidati, proprio come a Reggio Calabria, ma gli schieramenti in campo non sono pienamente sovrapponibili a quelli della precedente suppletiva. Analizziamo quindi i quattro contrassegni, cogliendo l'occasione di quest'appuntamento elettorale inatteso - anche se, in effetti, lo si poteva immaginare, sapendo della nomina di Bagnai all'autorità antitrust - per celebrare questa sorta di long goodbye per uno degli appuntamenti di culto per i #drogatidipolitica e che quasi certamente non si ripeterà per lungo tempo (a meno che, come aveva spiegato sempre Giuseppe Lauri, non si verifichi qualche vacanza di seggio in Valle d'Aosta o in Trentino - Alto Adige.
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1) Massimo Pasqualone
Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Massimo Pasqualone, critico letterario e docente di lettere di scuola secondaria di secondo grado (ma anche professore a contratto in varie università); nel 2024 si era candidato come sindaco a Torrevecchia Teatina (Ch) con una lista civica, con cui è entrato in consiglio comunale. Attualmente Pasqualone è il segretario regionale per l'Abruzzo del partito Dimensione Bandecchi ed è proprio per la formazione politica guidata dal sindaco di Termi che Pasqualone si candida. Si tratta della prima partecipazione a elezioni di livello nazionale per Dimensione Bandecchi, che per l'occasione sembra avere lievemente modificato il suo simbolo: il cognome del sindaco di Termi è collocato sempre sul fondo blu, ma al di sotto del tricolore fatto di tre frecce; sotto a quello stesso cognome, peraltro, dall'inizio dell'anno occhieggia anche la dicitura "presidente", il che fa pensare che il contrassegno sarà presto impiegato anche in altre sedi, con Stefano Bandecchi già pronto a essere candidato a cariche di maggiori rilievo.
2) Luciano D'Amico
Al secondo posto sulla scheda elettrici ed elettori del collegio di Chieti troveranno la candidatura di Luciano D'Amico, un nome già incontrato in questo sito. D'Amico, infatti, oltre a essere professore ordinario di Economia aziendale presso l'università di Teramo (ateneo di cui è stato rettore), nel 2024 era stato l'aspirante presidente della giunta abruzzese, candidato dal "campo largo" per sfidare Marco Marsilio. Anche in questo caso D'Amico si presenta sostenuto dal "campo largo", anzi larghissimo. Il contrassegno elettorale depositato con la candidatura, infatti, contiene sei simboli disposti a esagono (risultando così il contrassegno più affollato delle suppletive visto finora, insieme a quelli dell'Alleanza democratica autonomista visti in Trentino per le suppletive di maggio del 2019): oltre a quelli del Partito democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra, di Casa riformista - Italia viva, di Avanti - Partito socialista italiano (alla prima apparizione a livello politico nazionale, dopo il sorgere al Senato della componente del gruppo misto formata grazie al M5S Luigi Nave) e del MoVimento 5 Stelle, non può proprio passare inosservato il simbolo in miniatura del Partito della Rifondazione comunista. Non perché sia stato modificato rispetto alla foggia che ha ormai da 22 anni (quasi un record, di questi tempi), ma perché di fatto si assiste al ritorno del fregio del Prc sulle schede di un'elezione politica a vent'anni dall'ultima volta (9-10 aprile 2006), eccezion fatta - se si vuole - per la Lista anticapitalista presentata alle europee del 2009, il cui contrassegno si basava comunque sul fregio del Prc. Per di più, questo avviene per la prima volta in una coalizione capeggiata dal Pd. "Per tanti anni - ha spiegato in una nota il segretario del Prc Maurizio Acerbo, peraltro abruzzese - abbiamo con coerenza rifiutato accordi con il Pd alle elezioni politiche, pagando un duro prezzo di esclusione dalle assemblee elettive e conseguente invisibilità mediatica. Abbiamo ritenuto doveroso farlo per contrastare politiche che consideravamo contrarie agli interessi delle classi lavoratrici e popolari che hanno prodotto delusione, astensionismo e infine la vittoria della destra. Con la segreteria di Elly Schlein e la collocazione progressista del MoVimento 5 Stelle di Conte si è aperta la possibilità di un dialogo unitario".
3) Mario Colantonio
In terza posizione sulla scheda si collocherà Mario Colantonio, capogruppo in carica della Lega a Chieti dopo esserne stato il candidato sindaco alle elezioni comunali della scorsa primavera (la coalizione comprendeva anche Udc e la lista Azione politica; tutte hanno poi appoggiato al ballottaggio Cristiano Sicari, sconfitto da Giovanni Legnini). Il contrassegno composito contiene i simboli di tutte e cinque le principali forze del centrodestra, che corre unito come nelle ultime suppletive è accaduto: nel cerchio si vedono dunque Fratelli d'Italia, Lega per Salvini premier, Forza Italia, Noi moderati e Unione di centro; la disposizione delle miniature è la stessa riscontrata alle suppletive nei due collegi uninominali veneti della scorsa primavera (mentre a Reggio Calabria Lega e Forza Italia si erano scambiate il posto).
4) Danilo Ranieri
Il quadro delle candidature si chiude con Danilo Ranieri, avvocato, vicesindaco del comune di Lanciano, con un passato leghista. In quest'occasione Ranieri si candida sotto le insegne di Italia Domani, vale a dire il nuovo soggetto politico promosso da Marco Rizzo e di cui è segretaria nazionale Francesca Antinozzi (mentre alle suppletive calabresi, come si è visto, si è presentata Democrazia sovrana popolare - partito che lo stesso Rizzo aveva concorso a promuovere nel 2023 - attraverso la candidatura del suo leader Francesco Toscano). Il simbolo di Italia Domani è esattamente identico a quello presentato all'inizio di settembre da Rizzo e dagli altri promotori; vale la pena sottolineare che, com'è avvenuto nelle citate suppletive reggine, nessun contrassegno è stato personalizzato con il riferimento al candidato, mentre sono stati mantenuti i cognomi già presenti nei rispettivi simboli di partito.




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