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mercoledì 11 gennaio 2017

Pde Italia, nuovo partito di Rutelli tra Roma e Bruxelles

Lo ha fatto in modo molto soft, quasi in sordina, almeno stando all'attenzione che ha avuto dai media che contano. Eppure, alla fine di dicembre, Francesco Rutelli ha fondato un nuovo partito, almeno il terzo per lui, dopo la Margherita e Alleanza per l'Italia (per non considerare anche i Democratici, anche se il suo ruolo in quel caso era stato più marginale). "In una conferenza a Roma il 15 dicembre - si legge in una breve nota diffusa online - il co-presidente del EDP Francesco Rutelli ha annunciato la creazione del PDE Italia, una nuova forza centrista e democratica per l'Italia." 
La sigla Edp sta per European Democratic Party, dunque Partito democratico europeo: si tratta della formazione politica europea che lo stesso Rutelli aveva contribuito a fondare nel 2004, assieme al francese François Bayrou, diventandone con lui co-presidente. Chi seguì le cronache politiche di allora ricorda bene il travaglio che percorse il centrosinistra italiano, che aveva visto Ds, Margherita, Sdi e Repubblicani europei correre insieme, sotto le insegne di Uniti nell'Ulivo, salvo poi spaccarsi dopo il voto: per Democratici di sinistra e socialisti fu naturale aderire al gruppo del Pse e proposero alla Margherita di fare altrettanto, ma Lapo Pistelli e gli altri della pattuglia di neoeletti non ci pensarono nemmeno, non accettando di portare le loro radici "cattoliche democratiche e popolari, riformatrici, ambientaliste, laiche e liberaldemocratiche" (parole proprio di Rutelli) in un partito di sinistra; d'altra parte, gli ex popolari non considerarono nemmeno di tornare e portare gli altri nel gruppo del Ppe, per non prolungare una convivenza poco gradevole con gli eletti di Forza Italia. 
Il logo originario del Pde
Dovendo cambiare gruppo, il più vicino (o il meno lontano) come sensibilità era quello dei liberali, il gruppo Eldr, che corrispondeva agli eletti riferiti al Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori. L'accordo per allargare la compagine, creando un gruppo che si facesse davvero carico di portare avanti le istanze europeiste, c'era; era importante, tuttavia, che quel gruppo avesse un nuovo nome e che, oltre all'Eldr, vi facesse riferimento un partito europeo nuovo nuovo, diverso da quelli operanti fino a quel momento e in cui potessero sentirsi a casa tanto i centristi, quanto i liberaldemocratici. Nacque così l'idea di creare il Partito democratico europeo, la cui anima era costituita dai rutelliani e dall'Udf (Union pour la démocratie française) di François Bayrou: assieme all'Eldr, poco più avanti, avrebbero fatto nascere il gruppo Alde - Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa) al Parlamento europeo (lo stesso nome che, in seguito, avrebbe assunto lo stesso partito Eldr: anche per questa omonimia, il Pde è sempre stato meno noto della famiglia liberale).
Alla fine di novembre, Rutelli è stato confermato (sempre con Bayrou) co-presidente del Pde per il biennio 2017-2018; la dirigenza italiana vede anche la presenza del vicepresidente Luigi Cocilovo (già vicepresidente del Parlamento europeo quando militava nella Margherita, poi confluito nel Pd) e del vicesegretario generale Gianluca Susta (anch'egli ex Margherita-Pd, poi eletto deputato con Scelta civica in quota "montiana" e dal 2015 tornato nel Pd); alla riunione del council era presente, tra gli altri, anche Giovanni Palladino, deputato di Scelta civica, ora nel gruppo dei Civici e innovatori, contrari all'alleanza coi verdiniani di Ala. 
In quell'occasione Rutelli ha presentato un documento, intitolato Democratici nell'Europa del XXI secolo: la nota diffusa dal Pde precisava che quel testo partiva "dai grandi cambiamenti politici per proporre di partecipare ad una direzione risolutamente nuova, per evitare che la crisi dell'Europa divenga irreversibile e si affermino estremismi e populismi". Scorrendo quel documento, tuttavia, assieme al nuovo logo del Pde (monocromatico in blu e meno schiacciato rispetto al precedente) appare il simbolo tipicamente circolare del Pde Italia preannunciato da Rutelli due settimane dopo. Si tratta, a ben guardare, di una grafica parente stretta di quella che nel tempo ha caratterizzato il partito europeo: restano le otto stelle, disposte su due archi di cerchio; la sigla Pde è nella font attualmente usata in Europa, stondata e meno schiacciata rispetto a quella precedente; accanto al blu, in compenso, è stato mantenuto il colore arancione già presente in passato. Così, se nel sito del Pde Rutelli figura ancora come esponente di Alleanza per l'Italia (sebbene nel sito del partito ci sia solo la pagina iniziale in cui si legge che il partito "ha concluso le sue attività"... anche se ha continuato a presentare i suoi bilanci anche dopo la sua sparizione dalle Camere), tra poco è probabile che possa sfoggiare la sua nuova etichetta, di un partito che può sentire veramente suo, avendolo fondato due volte, prima in Europa e poi in Italia, come diretta emanazione della sua creatura nata a Bruxelles.

Grazie a Tommaso Gentili per la segnalazione.

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