Post in evidenza (clicca sull'immagine e firma la petizione)

Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

domenica 6 settembre 2015

Prima l'Italia: "Fratelli (d'Italia), rifate An con noi"

Manca solo che qualcuno dica: "E insomma, rifacciamola una buona volta, questa An!". Proprio ieri, nello stesso giorno in cui questo sito ha dato notizia del sondaggio che Fratelli d'Italia avrebbe svolto tra i suoi iscritti per capire come come la pensi la base circa la partecipazione del partito alla riattivazione di Alleanza nazionale, il Movimento Prima l'Italia - che ha i suoi maggiori riferimenti in Gianni Alemanno e nella moglie Isabella Rauti - ha rivolto un appello a Fdi e alle altre forze di "area destra", perché si colga l'opportunità di ridare a chi in Italia sente di appartenere a quello schieramento un partito unico e in grado di ottenere una solida rappresentanza.
All'assemblea nazionale di Prima l'Italia - presso lo chalet Eventi (Roma, piazzale dello Stadio Olimpico) - si è eletto il nuovo portavoce nazionale del movimento, Marco Cerreto (anch'egli membro della direzione nazionale di Fdi), ma il passo più importante è stato l'approvazione all'unanimità di un documento, significativamente intitolato Riaggregare la destra sommersa e diffusa. Un programma di intenti, a breve e medio termine, che tiene necessariamente conto della scadenza sempre più vicina del 3 ottobre, giorno dell'Assemblea della Fondazione An, che per un gruppo di persone dovrebbe vedere il risveglio di Alleanza nazionale come partito. O, per lo meno, qualcosa che gli somigli.
Il documento prende atto dell'assenza di un univoco "punto di riferimento organizzativo ed elettorale" per "un ampio spazio politico ed elettorale di destra" (lo dimostrerebbe pure la differenza tra i voti che furono di An e quelli raccolti ora dall'unico partito che si definisce di destra, cioè Fratelli d'Italia), in una situazione di crisi per l'intero centrodestra: servirebbe un "cantiere di rilancio" basato su una "organica ridefinizione culturale e programmatica" e su un personale politico scelto con "metodo chiaro, meritocratico e non verticistico".
Il testo riconosce il "coraggioso e importante lavoro di rappresentanza dei valori della Destra" di Fratelli d’Italia (portato avanti anche, sottolineano i firmatari, con il contributo dei dirigenti di Prima l’Italia), ma per non lasciare a quel'area "un ruolo secondario e marginale" nella politica italiana serve "un salto di livello, un nuovo grande processo di aggregazione", che consenta di avere la forza elettorale e politica per "confrontarsi alla pari" con i potenziali alleati. Si può partire da una base programmatica comune (sovranità e identità nazionale, senso dello Stato, solidarietà comunitaria, difesa del Made in Italy e del lavoro italiano, l’affermazione dei valori non negoziabili della persona), ma per Prima l'Italia è irrinunciabile la "concreta azione politica nel territorio e nelle istituzioni.
E' qui che arriva - praticamente scontato - il "pieno appoggio" alla "mozione dei quarantenni” presentata da un gruppo di aderenti alla Fondazione An e da discutere all'assemblea del 3 ottobre, con cui si chiede alla fondazione di mettere il proprio "impegno politico e organizzativo" per la riaggregazione politica ed elettorale della Destra italiana. Quel processo, secondo Prima l'Italia, dovrò avvenire "nella massima trasparenza, con il coinvolgimento democratico di tutte le persone disponibili, senza rendite di posizione per nessuno e senza egemonie precostituite", perché la Destra possa conoscere davvero una stagione nuova, che pure continui la tradizione della stessa area.
Se però l'invito a contribuire alla nuova realtà è rivolto a "tutti i rappresentanti politici e a tutti i militanti che oggi sono dispersi in diverse collocazioni politiche o sociali", lo stesso documento non nasconde che il primo soggetto cui chiedere uno sforzo è Fratelli d'Italia, a partire dai suoi vertici. Spetterebbe a loro "accogliere positivamente questa opportunità, evitando sterili polemiche e verificando concretamente il valore qualitativo e quantitativo dell’aggregazione che si potrà raccogliere attorno all'impegno politico della Fondazione An".
C'è la consapevolezza che senza l'apporto di Fdi sarebbe molto più difficile "creare un nuovo soggetto unitario con tutte le energie disponibili": il riferimento è innanzitutto alle idee e al carisma delle persone, ma è forte la tentazione di leggere dietro la parola "energie" anche il termine "risorse", che più che da Fratelli d'Italia dovrebbero venire dalla fondazione.
Anche Prima l'Italia sa che, nel caso, il percorso verso il nuovo soggetto politico non sarebbe esattamente breve: occorrerà, nel caso, costituire (lo prevede la stessa mozione) un "Comitato dei Promotori" che consenta di arrivare all'indizione di un congresso aperto a ogni componente di destra. Solo a quel punto potrebbe rinascere An, ammesso che Alemanno convinca la Meloni a essere della partita, abbandonando "le sue perplessità" - come riportato da Carlo Solimene oggi sul Tempo - e giocando a pieno titolo con il resto della squadra. Di tempo fino al 3 ottobre ce n'è, ma si assottiglia sempre di più. 

Nessun commento:

Posta un commento