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martedì 1 settembre 2015

Lega dei Popoli fedele ad Alberto da Giussano?

Sarà così il simbolo
della nascente Lega dei Popoli?
Ora che è finalmente disponibile, al di là delle anticipazioni e degli estratti giornalistici, l'intera intervista rilasciata da Matteo Salvini ad Antonio Rossitto di Panorama, alcuni punti meritano di essere analizzati dal punto di vista simbolico. 
Del disegno unitario del centrodestra perseguito da Salvini abbiamo già detto (e dovremo tornarci tra qualche riga); del fatto che questo disegno secondo il segretario leghista dovrebbe comprendere le primarie per la leadership (lo voglia o meno Berlusconi) anche. La parte più interessante, però, sembra essere quello legato alla presenza del partito al Sud: "Stiamo lavorando da un anno al progetto del partito nazionale - ha spiegato Salvini a Rossitto - un concetto che è passato anche tra i nostri. I militanti del Nord hanno metabolizzato: ormai sanno che non basta vincere a Treviso, bisogna farlo anche a Reggio Calabria". Il leader del Carroccio sa anche che, finora, l'esperimento di Noi con Salvini non ha dato risultati eclatanti, ma non sembra desistere dal suo progetto di far mettere radici alle battaglie della Lega anche al Sud, combattendo contro la clientela e gli sprechi troppo spesso visti in Meridione.
L'annuncio da non trascurare arriva subito dopo, quando il giornalista scrive che "in autunno dovrebbe quindi nascere il nuovo 'contenitore': la Lega dei popoli". L'espressione "Lega dei popoli" non è direttamente attribuita a Salvini, quindi non è possibile sapere se effettivamente l'ha detta lui durante l'intervista o è stata ripresa da chi ha dialogato con lui, ma è possibile che sia tornata in auge dopo un po' di tempo. E' invece il segretario leghista a precisare che all'interno del nuovo soggetto contenitore "ci sarà la Lega nord e, dal Lazio in giù, i partiti che rappresenteranno le identità culturali del sud", che potrebbero avere etichette come "Lega Sardegna" o "Lega Sicilia" (i nomi li fa il giornalista, ma Salvini riconosce che sarà "una cosa del genere"); l'organizzazione al Sud di questa nuova realtà dovrebbe avvalersi del contributo di "cinque o sei parlamentari in carica del centrodestra", ancora senza un volto, che a settembre sono attesi tra le file della Lega. Quando però Rossitto, chiede se Alberto da Giussano scomparirà dal simbolo, Salvini risponde senza lasciare spazio a dubbi e, come si legge, "saltando sulla sedia": "E no! L’Alberto non si tocca! Quello ormai lo riconoscono pure a Lampedusa. Rimarrà il nostro simbolo a vita".
Sembrano dunque lontani i tempi in cui lo stesso Matteo Salvini aveva chiesto il deposito come marchio di un simbolo con la dicitura "Popoli e identità", ma senza l'effigie del guerriero a spada sguainata (piccolo particolare: la domanda di marchio, in base al database dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, risulta respinta, probabilmente a causa della forma rotonda del contrassegno). 
In effetti, non è chiarissimo se la dichiarazione di eterna fedeltà ad Alberto da Giussano riguardi la sola Lega Nord o anche il nuovo soggetto contenitore, ma il riferimento a Lampedusa farebbe propendere per la seconda ipotesi. Resta però il dubbio maggiore, legato al futuro del centrodestra: che si parli di Lega Nord o di Lega dei popoli, sarà impossibile per Salvini andare da solo alle elezioni con la nuova legge elettorale; lo stesso leader leghista, del resto, è convinto della necessità di un accordo con Forza Italia. Se così sarà - e a prescindere da chi guiderà lo schieramento di centrodestra - si dovrà trovare un unico simbolo per la coalizione: lì certamente Alberto da Giussano non mancherà, resta da vedere in quale compagnia sarà.

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