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martedì 17 settembre 2019

L'Italia viva di Renzi, non proprio nuova

Solo questa mattina Matteo Renzi aveva anticipato la "novità" (in gergo, scissione") dei gruppi parlamentari - almeno quello alla Camera, al Senato si vedrà - in un'intervista ad Annalisa Cuzzocrea della Repubblica, tenendo però per sé il nome che i gruppi e la sua nascente formazione avrebbero adottato. Sarebbe stata sicuramente questione al massimo di qualche giorno, il tempo di completare la lista esatta degli aderenti all'operazione a Montecitorio e a Palazzo Madama; è bastato invece attendere qualche ora, cioè l'arrivo di Renzi nello studio-salotto di Porta a Porta. Proprio lì e, infatti, ai giornalisti ha rivelato che la sua creatura si chiamerà Italia viva. Un nome che, pur essendo riconducibile alla logica "zaino in spalla" dell'ex sindaco di Firenze, non suona nuovissimo nella struttura. E non solo perché si era trattato, salvo errore, dello slogan di una ormai antica Leopolda data 2012: L'Italia viva, infatti, è stato uno dei claim della campagna elettorale elezioni politiche del 2008 del Partito democratico a vocazione maggioritaria guidato da Walter Veltroni. È vero che il nome era preceduto da un articolo e a volte nei segni distintivi questo fa la differenza (su tutte, lo dimostra la vicenda de L'Avanti! di Valter Lavitola), ma tra i Dem questa somiglianza non può che suonare molto curiosa (e qualcuno potrebbe notare che Veltroni quelle elezioni le perse, quindi il precedente, alla pari di quello di Azione civile di Ingroia, non sarebbe molto felice).
Le curiosità, peraltro, possono andare ben oltre e tracimare sul piano grafico. È molto presto, naturalmente, per immaginare quale sarà il simbolo, anche perché si sa già che questo sarà presentato tra poco più di un mese, in occasione della prossima Leopolda. Allo stesso modo, era piuttosto facile pensare che lo staff dell'ex Presidente del Consiglio avrebbe fatto attenzione a non far scoprire troppo facilmente le proprie carte, tentando di registrare come marchio quell'emblema, sicuri che qualche giornalista attento sarebbe riuscito a scoprire troppo in anticipo la grafica della nuova formazione renziana. Eppure, proprio consultando il database dell'ufficio italiano brevetti e marchi, è facile scoprire che un segno distintivo contenente l'espressione Italia viva esiste già, presentato e registrato dall'associazione omonima giusto dieci anni fa (e scadrebbe  giusto quest'anno...). Si tratta naturalmente di un emblema più complesso, nel quale sono presenti altre parole e ulteriori elementi grafici, in particolare un tricolore e delle spighe; il nome, però, era già stato registrato e in passato associazioni sono state piuttosto combattive nella difesa dei loro diritti acquisiti sulla denominazione (si veda il caso di Diritti e libertà, che Massimo Donadi avrebbe voluto utilizzare alla sua uscita dall'Idv, ma fu ostacolato da un ente di volontariato operante da anni). Associazione, peraltro, non ignota alla politica: il 10 marzo 2012 si tenne la decima assemblea a Roma e intervennero in diversi, a partire dal sindaco in carica Gianni Alemanno e dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
È certo, dunque, che il simbolo della renziana Italia viva non assomiglierà a quello che già esisteva, ma chissà se a qualcuno di loro non verrà voglia di reclamare la primogenitura del nome, anche solo per non creare confusione...

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