venerdì 26 giugno 2026

Torna la Lista Pannella con la rosa nel pugno e "Partito radicale"?

Alle elezioni politiche del 20 e 21 giugno 1976 - praticamente 50 anni fa - sulle schede elettorali comparve per la prima volta - dopo scaramucce e manrovesci nella fase di deposito delle liste - il simbolo della rosa nel pugno: il Partito radicale lo aveva mutuato dall'esperienza dei socialisti francesi (che, dopo averlo richiesto alla fine degli anni '60, dall'inizio del decennio successivo l'avevano impiegato sempre di più) e nel 1982 - anche a seguito di un contenzioso - ne acquisì la titolarità per l'Italia e la legittimità dell'uso dal creatore, Marc Bonnet. L'uso che ne ha fatto - anche nella veste "listata a lutto" nel 1980 da Aurelio Candido dopo che il congresso di quell'anno volle rendere visibile la partecipazione alla lotta contro lo sterminio per fame e guerra - lo ha reso particolarmente riconoscibile all'interno della politica italiana almeno fino alla fine degli anni '80 (quando il partito assunse la forma transnazionale e scelse di non presentarsi più "in quanto tale e con il proprio simbolo a competizioni elettorali") e volendo fino all'inizio degli anni '90, quando l'azione politica, parlamentare e soprattutto elettorale fu assunta in particolare dalla Lista Marco Pannella, costituita nel 1992 e ancora attiva, pur con una partecipazione elettorale limitata negli ultimi anni, soprattutto dopo la morte di Pannella, avvenuta il 19 maggio 2016. 
Ieri, però, sulla bacheca Facebook di Maurizio Turco, segretario del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito, ma anche presidente della Lista Pannella, è comparsa un'immagine che non poteva passare inosservata per i #drogatidipolitica: il simbolo che il Partito radicale aveva impiegato nel 1976, con il nome del partito in carattere Times New Roman disposto ad arco in basso a sinistra e la rosa nel pugno - resa in versione colorata - su fondo bianco, ma con l'aggiunta della dicitura "lista Marco Pannella" (questa volta in carattere bastoni) disposta sempre ad arco, in alto a destra. Il fregio che unisce il nome e il simbolo storici dei radicali alla denominazione dell'associazione politica che dal 1992 ha partecipato alle elezioni per portare avanti le stesse battaglie è stato apposto anche su uno dei manifesti di quella storica campagna del 1976 - opera di Piergiorgio Maoloni - che riportava il disegno della rose au poing anche sullo sfondo, ma con la mano colorata di blu.
Quel simbolo composito indica forse l'intenzione di partecipare alle prossime elezioni politiche? Rivolgo la domanda direttamente a Turco e lui conferma che quelle immagini lanciate in Rete oggi sono il primo passo di un percorso iniziato proprio in questi giorni: "Si vota per il rinnovo del Parlamento tra circa un anno - spiega - e l'obiettivo è che la Lista Pannella possa partecipare a quelle elezioni, presentando proprie liste. Ci muoviamo già adesso perché occorre trovare le persone che vogliano 'mettere la faccia' in un progetto che in effetti è già pronto e già 'scritto': non c'è bisogno di convocare conferenze programmatiche o eventi simili, perché le riforme di cui questo paese ha bisogno sono le stesse da cinquant'anni, non sono mai state realmente fatte e dunque mantengono tutta la loro attualità. La base dell'impegno, quindi, sarà quella". 
Nessuna novità rispetto al passato? "Oggi, in effetti, non abbiamo la struttura che avevamo in passato, soprattutto quando c'era Marco. Ci stiamo quindi orientando a pensare a liste come tribune, con l'idea di dare voce a chi non ce l'ha oppure se l'è vista togliere: penso a persone che hanno avuto disavventure giudiziarie, magari assolte, ma nel frattempo hanno visto distrutto il proprio percorso politico all'interno del loro partito o ne sono state escluse, oppure a chi ha vicende o idee che cerca di diffondere, ma non riceve la possibilità di crescere o di fatto è tenuto nascosto. L'idea è questa, dopodiché per noi come sempre si tratta di una lotta: non so se ce la faremo oppure no, lo scopriremo soltanto alla fine, ma intanto per noi la lotta è iniziata e mettiamo sul tavolo quello che abbiamo per essere riconoscibili".
Quest'ultimo riferimento di Maurizio Turco non è soltanto alle battaglie tematiche storiche del Partito radicale (dalla giustizia giusta al diritto alla conoscenza, passando per molte altre), ma anche e soprattutto ai segni di identificazione del partito e della Lista Pannella: "La scelta di mettere in campo la Lista Marco Pannella nel 1992 - ricorda, come del resto aveva già fatto nel 2022 nel testo scritto come introduzione al libretto contenente le proposte di simbolo inviate trent'anni prima dai militanti - venne fuori perché allora era il solo modo che Marco e noi che eravamo con lui per farci riconoscere e identificare. Di fatto il pensiero di allora è valido tuttora: oggi sono rimasti, oggi restano la Lista Marco Pannella, il nome del Partito radicale e la rosa nel pugno, dunque l'emblema grafico e i due richiami nominali ad altrettanti tempi della stessa storia". Il primo tempo è ovviamente costituito dal Partito radicale, in particolare quello "ricostituito" con il congresso straordinario di Bologna del 1967; il secondo tempo - o, se si vuole, la seconda ondata - è rappresentato dalla Lista Pannella, che ha assicurato la continuazione delle lotte sul piano politico-elettorale. 
Il simbolo mostrato ieri da Turco unisce dunque questi elementi: "Possiamo dire che quel simbolo compendia in sé la storia elettorale dei radicali in Italia, almeno fino al 2012-2013 - puntualizza -. Marco non c'è più da dieci anni e in questo periodo diversi soggetti si sono proposti come continuatori di quella storia; dopo dieci anni possiamo dire che questi soggetti hanno fallito l'obiettivo, ma non vorremmo che, nel fallire il loro obiettivo elettorale, trascinassero con sé la storia del partito. Del resto, per noi le elezioni non sono mai state coincidenti con il risultato elettorale: per noi il vero risultato elettorale è sempre coinciso con la partecipazione, con l'occasione politica per rilanciare le nostre proposte. Si tratta di un obiettivo sempre più difficile da raggiungere con i mezzi d'informazione che abbiamo, ma dobbiamo provarci".
Il progetto, l'idea della lotta c'è, il simbolo - o almeno un'idea di simbolo - pure: proprio per questo, però, potrebbero sorgere un dubbio, da sciogliere subito. L'uso del vecchio simbolo del Partito radicale, pur se integrato con il nome della Lista Pannella, significherebbe che il Partito radicale parteciperebbe alle elezioni? "Assolutamente no - chiarisce Maurizio Turco. - Il Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito è un soggetto giuridico, con le sue disposizioni statutarie, incluso l'art. 1, comma 3, per cui 'Il Partito Radicale, per ribadire il proprio carattere transpartitico e transnazionale, non si presenta in quanto tale e con il proprio simbolo a competizioni elettorali'; l'Associazione politica nazionale Lista Marco Pannella è un diverso soggetto giuridico, con un diverso statuto e diverso codice fiscale. A presentare il contrassegno elettorale e le liste sarebbe sempre e comunque la Lista Marco Pannella e lo farebbe in piena legittimità. Ricordo infatti che i segni identificativi del Partito radicale, in particolare la denominazione e la rosa nel pugno, sono di proprietà della Lista Marco Pannella". La cessione dei segni era già stata annunciata nel 2011 alla prima sessione del 39° congresso del Prntt a Chianciano Terme e - dopo alcune contestazioni sorte negli anni precedenti - era stata ribadita in seguito e formalizzata nel bilancio del 2018 del Partito radicale approvato durante il 41° congresso ordinario del 2019. "Quando il Partito radicale si è evoluto in transnazionale - continua Turco - ha lasciato i suoi 'beni elettorali', che per statuto dal 1989 non poteva utilizzare direttamente e dei quali si è 'disfatto', alla Lista Pannella, cioè il soggetto elettorale dei radicali in Italia, cioè quelli del Partito radicale, come la storia indica". 
La Lista Pannella, dunque, in una prima fase della sua attività ha impiegato la rosa nel pugno - non sempre utilizzata nelle grafiche elettorali: si pensi al 1999, quando fu lanciato il contrassegno con il riferimento a Emma Bonino - con l'assenso del Partito radicale, quando questo ne era ancora titolare (accadde anche, in qualche modo, nel 2005-2006, quando rappresentanti dello Sdi e della Lista Pannella, incluso Turco, costituirono l'associazione "La Rosa nel Pugno - Laici liberali socialisti radicali" e nell'atto costitutivo si scrisse che il simbolo sarebbe stato "concesso in uso all'associazione dal Partito radicale" sino alla fine del 2011). Dopo la cessione, la Lista Pannella ha utilizzato direttamente i simboli ricevuti, impiegandoli anche nei depositi dei contrassegni prima delle elezioni politiche del 2018 e prima delle elezioni europee del 2019 e del 2024 (si trattava dell'emblema con la dicitura "Stati Uniti d'Europa").
In ogni caso, come si diceva prima, il progetto c'è, un'idea di simbolo pure; oltre alle persone da coinvolgere, peraltro, ci sarebbe la questione molto delicata della raccolta delle firme a sostegno delle candidature: rimane infatti la necessità di ottenere tra 1500 e 2000 sottoscrizioni di elettori in ogni collegio plurinominale, tanto con le norme in vigore (che esentano solo le liste con due gruppi parlamentari all'inizio della legislatura in corso), quanto con quelle in discussione (che estenderebbero l'esonero anche alle liste con un gruppo solo, purché - con riferimento alla prima applicazione delle norme - quel gruppo esista alla data del 31 dicembre 2025). "Vedremo esattamente quali saranno le norme in vigore nei pressi del voto e le condizioni politiche - spiega Maurizio Turco -. Certo, allo stato attuale le firme dovrebbero essere raccolte, ma lo stesso onere toccherebbe anche a tanti altri soggetti politici. Ci sarà tempo per occuparsi della questione e per predisporre eventuali campagne per raggiungere il risultato necessario; credo in ogni caso che la selezione delle proposte politiche che devono essere rappresentate in Parlamento dovrebbe essere fatta a valle, cioè dai cittadini, non a monte, con meccanismi come la raccolta firme, mentre sarei più favorevole alla prestazione di garanzie economiche per chi si vuole candidare".
Al di là della questione - certo non irrilevante - della raccolta delle firme, già il fatto che ci sia l'intenzione di far tornare sulle schede un simbolo riconoscibile come la rosa nel pugno, per giunta abbinato ai nomi del Partito radicale e della Lista Pannella, è significativo; si vedrà nei prossimi mesi come quell'intenzione potrà tradursi in iniziative e candidature.

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