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giovedì 27 dicembre 2012

Quando la lite si inFiamma - l primi anni Duemila

Quando arrivano le elezioni del 2001, alla sede della Fiamma tricolore sono quasi del tutto tranquilli: si può tranquillamente ripresentare il simbolo che due anni prima il Ministero dell’interno ha preso per buono alle elezioni europee, se l’ha considerato valido due anni prima, perché mai dovrebbe cambiare idea questa volta? In effetti l'anno precedente c'era anche un'altra fiamma in circolazione, quella del Movimento sociale europeo di Roberto Felice Bigliardo, Clemente Manco e Nicola Cospito, usciti appunto nel 2000 dalla Fiamma tricolore: l'esperienza politica, tuttavia, è durata poco (Bigliardo è rientrato in An dopo alcuni mesi), dunque la presentazione dell'emblema dovrebbe andare liscia.
La doccia fredda arrivata del tutto inaspettata e, dunque, sembra ancora più ghiacciata. Già perché, questa volta, il Viminale il simbolo lo rispedisce al mittente. Troppo simile a quello di Alleanza nazionale, bisogna cambiarlo. Qualcuno grida al voltafaccia, persino al complotto; la verità è che, rispetto al 1999, An ha ripreso il contrassegno tradizionale, senza più l’elefantino a sballare tutte le dimensioni dell’emblema. Stavolta la fiammella si vede di nuovo abbastanza bene e la confondibilità potrebbe esserci; per di più, An ha depositato il simbolo col numero 103, la Fiamma con il 114, per cui tocca a chi è arrivato dopo cambiare marchio.
Si lambiccano il cervello al quartier generale di Pino Rauti: alla fiamma non si vuole rinunciare, ma “quella” fiamma non va bene. Alla fine si opta per una soluzione di emergenza: via la scritta «Movimento sociale» (tanto ormai tutti chiamano il partito solo «Fiamma tricolore»), quello che resta della denominazione fa una sorta di semicerchio, mantenendo il vecchio font; quanto alla fiamma, resta, ma a guardarla bene sembra piuttosto una goccia bianca, con due “toppe” verdi e rosse che tentano di dare l’idea del tricolore, ma con l’ombra sottostante comunicano solo la fretta con cui si è arrivati alla soluzione. Bello o no, l’emblema passa e arriva sulle schede: l’accordo di desistenza con la Casa delle libertà stavolta c’è e l’unico parlamentare che la Fiamma aveva lo mantiene.
Quel simbolo, però, in fondo non piace nemmeno agli aderenti alla Fiamma. Non a caso dura davvero pochissimo e, alla prima occasione utile – già al congresso del 2002, che porta alla segreteria Luca Romagnoli, mentre Rauti resta presidente – l’emblema inizia a cambiare foggia: la parte testuale non cambia, mentre la fiamma mantiene la forma a goccia e le “pezze” di colore restano con tanto di ombra, ma il loro bordo è più irregolare.  
In una prima versione, ad essere seghettato è solo l'esterno dei due elementi colorati, in seguito lo stesso trattamento è riservato all'interno e il disegno che risulta (specie se immaginato sulle schede, in un cerchio di 3 centimetri di diametro) sembra davvero una fiammella, appena piu schiacciata in larghezza rispetto a quella del 2001.
L’emblema ai militanti piace molto di più di quello adottato alle politiche e, anche se il simbolo ufficiale, come da statuto, resta quello del vecchio Msi (che ovviamente la Fiamma non può usare, per la nota vicenda legale che continua a opporre la Fiamma tricolore ad An, riuscendo quest'ultima sempre vincitrice), quello adottato per ultimo di norma non viene più toccato in seguito, se non per essere inserito in contrassegni più complessi.
Quando è il momento di presentarsi alle elezioni europee, infatti, l’emblema utilizzato è quell’ultima versione – mentre viene di nuovo bocciato quello del 1999, presentato all'ultima consultazione per il Parlamento europeo: lo 0,73% raccolto in quell’occasione è sufficiente a confermare un seggio a Strasburgo (lo occupa il segretario Romagnoli), nonostante a confondere le acque siano spuntate altre fiamme. 
Già, perché in quella tornata c’è anche Alessandra Mussolini, che con la sua piccola formazione «Libertà di azione» dà vita al cartello «Alternativa sociale», con il Fronte sociale nazionale di Tilgher e Forza Nuova di Roberto Fiore: proprio quest’ultimo partito tenta di abbandonare il suo emblema tradizionale della coccarda tricolore su fondo blu e lo sostituisce con un altro in cui la F (verde) e la N (rossa) stilizzate vanno a somigliare – guarda caso – a una fiamma, peraltro su una base trapezoidale nera in cui è contenuto il nome del partito, replicato anche sui bordi del cerchio. È troppo anche per il Viminale, che infatti boccia l’intero emblema di Alternativa sociale, accettato una volta che Forza Nuova ha ripreso il suo vecchio simbolo.
Soprattutto, però, a quelle elezioni c’è pure Pino Rauti. Messo in minoranza al congresso straordinario di pochi mesi prima, ha fondato una sua forza politica, il «Movimento idea sociale»: la sigla è Mis, proprio come molti compitavano quella dell’Msi perché così era ben difficile da pronunciare – del resto, si è sempre detto “missino”. Non basta: il simbolo depositato al Ministero, all’interno di una corona circolare azzurra sfumata (e con una stampa non proprio perfetta), c’è una fiamma stilizzata, con il profilo dell’Italia nel mezzo e, verso il basso, un trapezio blu con dentro la sigla «M.I.S». Niente punto dopo l’ultima lettera, proprio come non c’era in «M.S.I» nel vecchio simbolo di Almirante. Anche qui, per il Viminale si è passato il segno: quel trapezio, così com’è, proprio non va. Forse manca il tempo di sistemarlo, forse la voglia non c’è: da qualche parte spunta un pennarello blu che copre alla bell’e meglio le lettere e stavolta il simbolo va bene. Il risultato alla fine è dello 0, 15%: troppo poco per avere un europarlamentare, anche spennarellato.

3 commenti:

  1. mi sembra di ricordare che tra il simbolo utilizzato nel 2001, soluzione di emergenza adottata per non vanificare il lavoro di raccolta firme per presentarsi, ed il simbolo delle europee 2004 ce ne sia stato uno intermedio che aveva le frastagliature solo lateralmente, non é mai sstato utilizzato per elezioni nazionale ma in qualche amministrativa si. Per quanto riguarda il simbolo di Rauti nel 2006 il ministero boccio definitivamente quel logo, tanto che nell'unica regione dove riuscirono a presentare (la Puglia) avevano un altro simbolo con scritto Lista Rauti. Massimo Bosso

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    1. Il testo è stato emendato con l'inserimento del simbolo che mancava (e, già che c'ero, anche di quello del Mse di Bigliardo)

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  2. E' vero, in effetti l'ho trovato in qualcuno dei manifesti, anche se è stato un simbolo davvero di scarso utilizzo. Grazie della sua indicazione...

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