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domenica 30 dicembre 2012

Tremonti, una freccia contro la paura (della paura)

Mentre i telegiornali sono ricchi di dichiarazioni sul centrosinistra (Pd+Sel+Psi+Cd), sull'area "arancione" (Rivoluzione civile), sul Pdl (o ciò che rimane) e sui possibili alleati, sulla Lega e talvolta sul Movimento 5 stelle: non appare, invece, la formazione guidata dall'ex ministro Giulio Tremonti, il cui programma è tutto meno che semplice, ma è presentato senza mezze misure. Lui, il principale alfiere della "finanza creativa", ha creato la "Lista lavoro e libertà". 3L, per chi volesse far prima.
"Siamo in guerra. Dentro una strana guerra: economica, non violenta, “civile” e per questo diversa da quelle del passato. Ma pur sempre una guerra! Possiamo perderla, questa guerra, se per paura accettiamo di farci colonizzare, se nel 2013 votiamo per dare il nostro richiesto consenso al nostro assistito suicidio". Una frase d'impatto, non c'è che dire, come sorta di preambolo per il programma del partito. Per Tremonti in Italia ci sono "troppe tasse e troppa paura", si fallisce non solo più per debiti, ma anche "per i crediti, perché il denaro – fatto per circolare – non circola".
Per vincere la guerra di cui parla, Tremonti sostiene che occorre vincere la paura "perché è la paura, e solo la paura, che fa paura": a suo dire, l'Italia sarebbe "(ancora) enormemente ricca, più ricca di quanto si dice agli italiani" e, se indubbiamente servono sacrifici, secondo l'ex ministro "avranno un fine ed una fine e non saranno per fare guadagnare gli altri, ma per mettere davvero in sicurezza l’Italia e gli italiani".
Tutto questo, compreso il suo programma - una sberla di 81 pagine, che anche nelle proposte sintetiche non sembra particolarmente chiaro a chi non si ciba normalmente di economia e finanza - dovrebbe stare nella grafica minimalista del simbolo che l'ex ministro ha scelto per la sua creatura politica: una frecciona arancione, che punta in alto a destra (come quella di Fermare il declino, che però viene prima), sormontata soltanto dalla denominazione del partito, blu e di font oblungo come il cognome di Tremonti sovrapposto alla freccia; appena sotto alla punta, la sigla 3L, in un grigio poco entusiasmante (come del resto l'effetto dell'intera cromia non è di quelli da ricordare).
Tremonti ritiene essenziale che a portare avanti il suo progetto, che punta in alto come la sua freccia, sia "una maggioranza di giovani" e che la politica sia messa in quarantena, così che "almeno per un giro [...] per nessun incarico politico si potrà guadagnare più di un precario". Verrebbe da chiedersi: compreso Tremonti stesso?

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