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mercoledì 23 marzo 2016

Bolzano, centrodestra spaccato e con simboli retrò

Il fenomeno sembra noto fin dagli anni '60 (in area socialista, ma non solo): in certe condizioni, l'uso delle parole "unità" e "uniti" si applica puntualmente a un contesto di divisione o frammentazione. Sembrava di poterlo dire alcuni giorni fa per la "Sinistra unita" a Trieste; ora c'è la forte tentazione di dirlo per il centrodestra a Bolzano. Comune che ritorna al voto dopo appena un anno dall'ultima tornata elettorale: a settembre erano arrivate le dimissioni del sindaco di centrosinistra Luigi Spagnolli, che pochi mesi prima aveva iniziato il terzo mandato (era in carica dal 2005) ma non era riuscito a trovare in consiglio comunale una maggioranza coesa. 
Il capoluogo altoatesino, dunque, andrà alle urne al turno di fine primavera e il centrodestra, secondo alcuni, avrebbe avuto più di una possibilità di vincere, a patto naturalmente che si presentasse unito. E questa è l'impressione che si potrebbe avere guardando il simbolo della lista che dovrebbe sostenere alle elezioni l'odontoiatra (già candidato al Senato per il Pdl) Mario Tagnin: leggendo "Il Centrodestra - Uniti per Bolzano", con "Uniti" scritto a caratteri cubitali, si potrebbe davvero pensare che tutto è fatto, tutto è pronto per una corsa unitaria verso il municipio.
Mentre si riflette, tra l'altro, si potrebbe notare con curiosità che l'emblema ricalca in tutto e per tutto quello del Popolo della libertà, o per lo meno il suo primo disegno, quello che non prevedeva l'indicazione "Berlusconi presidente". "Non è la grafica del PdL - precisa Alessandro Urzì, guida del gruppo L'Alto Adige nel cuore (già candidato sindaco alle scorse comunali) che sostiene Tagnin - è una nostra ideazione che, se richiama l'idea di una casa comune, in ogni caso può avere anche un senso". L'arcobalenino, è vero, è leggermente diverso e le scritte pure, ma è difficile dire che l'impressione grafica che si ricava dall'emblema coniato per Tagnin, anche grazie ai colori e alla font usata, sia diversa da quella trasmessa dal marchio dell'antico Pdl.
Se però ci si guarda intorno, si scopre che l'unità di cui parla l'emblema non è proprio così ampia (al più va interpretata nel senso che di liste a sostegno di Tagnin ce ne sarà una sola). Alla conferenza stampa di presentazione della candidatura di Tagnin, infatti si vedevano gli emblemi dell'Alto Adige nel cuore, di Forza Italia, della Lega Nord e di UnItalia, una formazione di destra radicata in quel territorio. L'accordo sul candidato è stato siglato il 17 marzo, ma con uno strascico notevole di polemiche, legate soprattutto alla partecipazione di Forza Italia. Se infatti a spingere per Tagnin era stata la componente "ufficiale", che fa capo a Elisabetta Gardini, commissaria del partito in quell'area, di diverso orientamento era il gruppo legato invece a Michaela Biancofiore, che nei giorni precedenti aveva invece spinto sul nome "fuori dai partiti" dell'avvocato Igor Janes. 
Quella candidatura non è stata accettata (con grande ) e, a quel punto, è tornato in gioco Giorgio Holzmann, che l'Ansa definisce "storico esponente della destra con radici nel Msi"  Già più di un mese fa era stato presentato l'emblema di Alleanza per Bolzano, che certamente richiamava nel nome e nella struttura (scritta su semicerchio superiore azzurro, semicerchio inferiore bianco) l'emblema di An; in questi ultimi giorni, quando la candidatura ha ripreso corpo, nella parte inferiore si sono aggiunte le "pulci" delle varie forze che hanno reso esplicito il sostegno allo stesso Holzmann. Anche in questo caso si è scelta la via della lista unica, un po' per semplificare il quadro politico e un po' per evitare di farsi male con la legge elettorale (che richiederebbe a eventuali liste coalizzate di raggiungere una soglia minima che, a tutta evidenza, alcuni simboli rischierebbero di non superare). 
Sono così apparsi i "bottoni" di Fratelli d'Italia, del Nuovo Psi, dei Conservatori e riformisti, dell'ex sindaco Giovanni Benussi e - da una manciata di giorni - anche dell'adinolfiano Popolo della Famiglia. Nessun riferimento alla Biancofiore, che però a Pietro De Leo del Tempo ha dichiarato di valutare seriamente il sostegno a Holzmann, anche con una propria lista. Insomma, da una parte si parla di unità, dall'altra di alleanza, ma la spaccatura nel centrodestra sembra difficile da sanare e il tempo per ricucirla è sempre meno.

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