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sabato 18 febbraio 2017

Movimento nazionale, come sorprendersi di nuovo

Alla fine bisogna ammetterlo: sono riusciti un'altra volta a stupirci. Pensavamo, in effetti, che fosse già stato un discreto colpo di teatro la scelta di sottoporre a votazione quattro emblemi che nemmeno erano stati proposti nella prima fase di invio delle idee grafiche per il nuovo "soggetto sovranista" che La Destra di Francesco Storace e Azione nazionale di Gianni Alemanno si apprestavano a far nascere. E invece ieri, all'apertura del congresso fondativo di cui anche in questo sito si è parlato più volte, è spuntato un emblema ancora diverso, nel senso che nemmeno questo era parte - in tutti i suoi elementi - della quaterna che era stata offerta al voto precongressuale online.
La struttura grafica, in realtà, è la stessa di tutte e quattro le opzioni del sondaggio (con le due pennellate "a fiamma" su fondo bianco e il resto su fondo blu tridimensionale), ma a cambiare in modo significativo è il nome: lasciando da parte Destra nazionale e Azione nazionale, alla fine il soggetto da varare è stato chiamato Movimento nazionale. Il nome scelto, va detto, era se non altro parte della quarantina di soluzioni proposte da coloro che avevano partecipato alla call for ideas, esprimendosi tra l'altro con maggior favore per l'opzione "Movimento", rispetto alla possibilità che si parlasse di "Partito".
Sta di fatto, comunque, che se questa mattina a prevalere era decisamente l'opzione "Destra nazionale", senza sigla a caratteri cubitali - particolare poi rispettato dalla scelta finale - e con la scritta "Per la Sovranità" in basso (la soluzione sfiorava il 37%, mentre raccoglieva quasi il 25% la stessa grafica con il nome "Azione nazionale"), è da immaginare la sorpresa di chi si è reso conto che il nuovo simbolo era diverso da ciò che era stato votato. Altri cambiamenti hanno riguardato la scritta "Per la Sovranità", proposta in giallo e non più in bianco, e la font con cui è stato scritto "Movimento nazionale": abbandonato l'Arial per un Helvetica Inserat, il testo fa acquisire al contrassegno un'impronta più retrò, più passatista.
Non è dato sapere cosa abbia portato i dirigenti del nascente soggetto politico a scegliere un nome ancora diverso; senza voler essere minimamente maliziosi, non è impossibile che abbia avuto un piccolo peso la scelta di evitare dall'inizio contenzioni con altre forze politiche, in particolare con il Movimento sociale italiano di Gaetano Saya e Maria Antonietta Cannizzaro, che all'inizio portava proprio il nome di Destra nazionale e tuttora lo comprende all'interno della denominazione estesa e del simbolo, pluriregistrato sotto varie forme.
Sorpresa a parte, sarà questo il nuovo emblema da cui intende ripartire la destra sovranista che non si riconosce nei soggetti attualmente esistenti. Così, mentre Storace rivendicava la necessità di mettersi "in marcia per un’Italia sovrana e mai più colonia" delle banche, dei migranti o dell'Europa, si rammaricava per l'assenza di Giorgia Meloni e di Fratelli d'Italia, ma con la convinzione che per il popolo di destra occorresse una casa unitaria  ("Non dividete più. Bisogna unire, non dividere"), Alemanno rafforzava il pensiero del fondatore della Destra sulla necessità delle primarie ("Dobbiamo farle per arrivare a un centrodestra unito, per scegliere il candidato premier e le linee programmatiche"), senza compromessi al ribasso e archiviando definitivamente i partiti personali (ogni riferimento, tra gli altri, a Fdi è parso poco casuale). Domani, con la chiusura dei lavori congressuali, l'avventura inizierà ufficialmente

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