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lunedì 23 settembre 2019

Umbria, una firma per le Buone maniere

Il post che segue è dichiaratamente anomalo, ma in fondo nemmeno troppo. La data per le elezioni regionali in Umbria è stata fissata per il 27 ottobre 2019: il che significa che le liste corredate da tutti i documenti richiesti dalla legge (compresi i contrassegni) dovranno essere consegnate all'Ufficio unico circoscrizionale presso il Tribunale di Perugia tra le ore 8 del 27 settembre e le ore 12 del 28 settembre. Ciascuna lista dovrebbe depositare tra 500 e 1000 firme autenticate a proprio sostegno; ma dal momento che le elezioni si svolgono in anticipo di oltre 120 giorni rispetto alla scadenza naturale della consiliatura, la legge regionale prescrive che il loro numero sia ridotto della metà, dunque il range di sottoscrittori va dai 250 ai 500. 
Ora, l'Umbria è una regione particolare, almeno dal punto di vista delle elezioni regionali. Si tratta infatti di uno dei pochissimi casi in cui non sono previste esenzioni per i partiti rappresentati in Parlamento o in consiglio regionale: in qualunque forma e con qualunque simbolo ci si presenti, le firme vanno raccolte, da parte di tutti, anche delle forze politiche maggiori (Lega, Pd, M5S, Fratelli d'Italia, Forza Italia). Non stupisce, dunque, che queste elezioni possano essere più "competitive" nella fase che precede le stesse candidature (almeno 300 firme, per sicurezza, è meglio raccoglierle): si parla già delle candidature dell'ex avversario di Catiuscia Marini, Claudio Ricci (stavolta tornato al sostegno civico), di Rossano Rubicondi per il Partito comunista e di Emiliano Camuzzi per Potere al popolo! (per Wikipedia sarebbe pronto anche Antonio Pappalardo coi suoi Gilet arancioni).
In queste condizioni, chiedere aiuto a qualcuno per raccogliere le firme non è certo un male e nemmeno un'ammissione di debolezza: si chiede soltanto di avere la possibilità di finire sulla scheda, per potersi presentare agli elettori di un territorio. Uno sforzo che non costa quasi nulla, visto che chi firma a sostegno di una lista non è certo obbligato a votarla poi il giorno delle elezioni. Per tutti questi motivi, personalmente sento di invitare i lettori umbri a firmare perché possa presentarsi la lista del Partito delle Buone maniere, che vorrebbe candidare il suo ispiratore Giuseppe Cirillo alla presidenza. Non si tratta certo dell'ultimo arrivato, nemmeno in politica: nel 2000 con la lista Preservativi gratis si candidò alle provinciali di Caserta e per un centinaio di voti non riuscì a ottenere il seggio; nel 2001 fu candidato dalla Lista Bonino e nel suo collegio prese il 3,13% (più del candidato dell'Italia dei valori); nel 2007 si candidò addirittura a sindaco di Monza e, del tutto fuori dal suo territorio, riuscì a non arrivare ultimo. Con il Partito delle Buone maniere si è candidato in alcuni piccoli comuni negli ultimi due anni, cercando sempre di portare avanti le sue battaglie per l'educazione, in modo inappuntabilmente educato.
La stessa cosa vorrebbe fare in Umbria, magari come test per nuove consultazioni l'anno prossimo. Anche per questo, mentre continua la sua raccolta firme, Cirillo si sarebbe rivolto - così spiega in un volantino in distribuzione in questi giorni - anche ai comitati civici legati al nuovo progetto politico di Matteo Renzi, Italia viva. Perché lo avrebbe fatto? "Buone maniere Caserta - spiega nel volantino - è iscritta ai comitati civici e ha partecipato alla Leopolda dello scorso anno a Firenze". Nello stesso comunicato, tuttavia, si legge che lo stesso Cirillo venerdì avrebbe ricevuto una telefonata da una responsabile dei comitati, la quale avrebbe espresso "il disappunto e la viva opposizione alla candidatura del nostro partito in Umbria".
Cirillo si chiede se l'Umbria sia "già lottizzata"; a questo sito interessa essenzialmente che la competizione sia la più aperta possibile, per tutti. Si è scelto poche settimane fa di lanciare una campagna - #cimettilafirma - in cui si chiede a tutti di raccogliere un numero ragionevole di firme. Chi riesce a farlo in autonomia, si preparerà serenamente alle elezioni; chi non è in grado potrà rinunciare oppure, come è suo diritto fare, potrà chiedere aiuto ad altri per ottenere almeno la possibilità di partecipare e far conoscere le proprie istanze. Ciò che conta è che le firme siano raccolte tutte e in modo legittimo: ce lo si aspetta da tutti, a maggior ragione da un partito intitolato alle "buone maniere". 
Chiedere, se lo si fa nel modo giusto - ma vale quel che si è appena detto sul nome del partito - è sempre lecito e non viola nessuna norma; ciascuno è libero di firmare oppure no, ma l'importante è che la decisione sia frutto di una sua scelta ed è giusto che chi ha bisogno delle firme si faccia conoscere, così che ogni elettore possa decidere se sottoscrivere una lista, un'altra lista o nessuna di quelle che vorrebbero correre. Se qualcuno chiede la firma per la sua lista e la proposta vi incuriosisce, anche se non la votereste il giorno delle elezioni, firmate (purché non sosteniate altre liste); se apprezzate che qualcuno voglia candidarsi in nome delle Buone maniere, firmate per Giuseppe Cirillo.

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