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lunedì 7 dicembre 2015

Quando la Marianna divenne radicale: leggendo Valter Vecellio

Ogni tanto è bene tacere. Soprattutto quando altri hanno da dire cose interessanti. La parola oggi la lascio a Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali (e che chi segue il Tg2 conosce da anni, la voce dei servizi su Ustica e su altre pagine italiane poco onorevoli è la sua): il suo editoriale uscito oggi merita attenzione, perché ripercorre a modo suo la storia del Partito radicale, legata soprattutto a Marco Pannella ma non solo. 
C'è un piccolo spazio anche per i simboli in questa storia, ma merita di essere letta e conosciuta a prescindere: ne riporto qui alcuni brani, perché a qualcuno venga voglia di leggersela tutta. Non ho chiesto il permesso di copia all'autore, ma spero che mi perdonerà: oggi che i Radicali sono fuori dal Parlamento, è giusto che qualcuno ricordi come e dove sono nate certe battaglie. Perché chi dimentica - lo dice lo stesso Vecellio - è come la ragione che si addormenta. Buona lettura a tutti voi. 

A Marco Pannella glielo chiedo durante le due ore della domenicale conversazione a Radio Radicale: “Te lo ricordi, dov’eri l’8 dicembre del 1955?”. Scuote la testa. “Dimmelo tu…”.
Non se lo ricorda davvero, o mi canzona? “L’8 dicembre del 1955”, dico, “una trentina di consiglieri nazionali dell’allora Partito Liberale si dimettono…”. Macché, non fa una piega. Eppure se lo deve pur ricordare, quel giorno. Proseguo: “Con quelle dimissioni avete gettato le fondamenta del Partito Radicale… Sono trascorsi sessant’anni da allora, non è uno scherzo, il Partito Radicale è il più antico sulla scena politica…”.
Il Partito Radicale lo faccio ogni giorno…, replica. Stop, fine dei ricordi, della rievocazione. Eppure le radici di quest’albero che non si stanca di fiorire sono importanti, da ricordare; è importante non smarrire la memoria. Chi dimentica è come la ragione che si addormenta.
Proviamo a raccontare qualcosa. In quella “pattuglia” che esce dal PLI ci sono Mario Pannunzio, Nicolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi… un bel gruppo; oltre a loro Leo Valiani, Guido Calogero, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Franco Roccella, come abbiamo detto Pannella, Sergio Stanzani; e anche Eugenio Scalfari, che è già lo Scalfari che sappiamo.
Escono dal PLI e dopo qualche mese, il 5 febbraio del 1956, al termine di un convegno, si formalizza il Partito Radicale, un esecutivo di cinque: Carandini, Pannunzio, Piccardi, Valiani, Villabruna… [...]
I radicali vengono da lontano. Le loro radici storiche e ideali si riallacciano alla tradizione repubblicana e federalista di Carlo Cattaneo; alla “Giustizia e Libertà” dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, Piero Calamandrei, Gaetano Salvemini; e come abbiamo detto, Ernesto Rossi, il grande economista e polemista; ma anche Antonio De Viti De Marco, il settimanale Il Mondo, di Pannunzio, che per tutti gli anni ‘50 conduce importanti battaglie radicali: contro la Federconsorzi, i monopoli, i petrolieri, gli agrari, e la famosa campagna contro le speculazioni immobiliari a Roma: “Capitale corrotta, nazione infetta”. Tra i fondatori del Partito anche Arrigo Benedetti, fondatore e direttore dell’Europeo e dell’Espresso.
A un certo punto il Partito Radicale si scioglie…Le elezioni sono andate male, e nel primo Partito Radicale ci sono tante anime: una  guarda con interesse al Partito Repubblicano; un’altra invece cerca una sponda nel Partito Socialista; altri, delusi, decidono di non impegnarsi più nella politica attiva. Pannella e pochi altri della Sinistra Radicale decidono di continuare la scommessa del Partito; sono non più di duecento in tutt’Italia, ma tengono duro.
Presidente del partito diventa Elio Vittorini, lo scrittore; fonda “Il Politecnico”, per anni milita a fianco del PCI, poi rompe clamorosamente con Palmiro Togliatti; alla fine approda alle sponde radicali. A chi gli chiede perché, risponde "perché noi radicali siamo gli unici politici copernichiani…". 
I radicali diventano il partito dei diritti civili, nel 1965 comincia la campagna divorzista. Nasce la Lega per l’Istituzione del Divorzio... Nel 1967 a Bologna si tiene il primo congresso del nuovo Partito Radicale, ricostruito su un programma di profonde riforme, di impegno anticlericale e antimilitarista, e dotato di un nuovo statuto-manifesto. Viene confermato il tradizionale simbolo, la testa di Marianna con cappello frigio.
Proviamo a riassumere ulteriormente: nel 1968 Pannella e altri quattro radicali sono arrestati a Sofia in Bulgaria, mentre protestano contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Nel 1973 fonda e dirige il quotidiano Liberazione, che uscirà dall’8 settembre 1973 al 28 marzo 1974. Quello è anche l’anno del referendum sul divorzio: una valanga di NO alla sua abrogazione, quasi il 60 per cento dei voti, travolge le velleità democristian-clerical-fasciste, di abolire una legge per la quale i radicali avevano lottato ininterrottamente per cinque anni; si lancia la campagna per la depenalizzazione dell’aborto e per la legalizzazione delle droghe leggere. Nello stesso anno, mentre lei è impegnato in un digiuno che durerà tre mesi, Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera apre un dibattito sul “caso Pannella”. Pasolini doveva intervenire con un testo preparato poche ore prima di essere ucciso al congresso radicale del 1975 a Firenze: un “testamento” nel quale esorta i radicali a non aver timore di fare sempre scandalo e di rendersi “irriconoscibili”.
Nel 1975 Emma Bonino, Giorgio Conciani e Adele Faccio sono arrestati con l’accusa di procurato aborto. Viene arrestato anche il segretario radicale Gianfranco Spadaccia. Quegli arresti sono il detonatore per imporre l’attualità di una tragedia, quella dell’aborto clandestino, che fino a quel momento, ipocritamente, ad esclusione dei radicali, tutti avevano preferito ignorare. Grazie alla campagna radicale, si apre nel paese un dibattito politico che porterà, nel 1978, alla regolamentazione legislativa dell’interruzione di gravidanza. Nel luglio del 1975 Pannella, durante una conferenza stampa, mostra un pezzetto di hashish e lo fuma, facendosi così arrestare. È l’ennesima disobbedienza civile, per costringere il Parlamento a rivedere la legge che fino a quel momento puniva con il carcere sia i grandi spacciatori che i fumatori anche occasionali di “spinelli”. Nel 1976 viene eletto alla Camera dei Deputati; con lei Bonino, Faccio e Mauro Mellini...[...] 
E ora? Ora i radicali sono quello che hanno delineato nel 1989 con il progetto del “Partito Nuovo” in occasione del XXXV congresso del Partito Radicale di Budapest, in Ungheria: transnazionale, transpartito, gandhiano, laico, federalista, ecologista. Da allora il simbolo è l’effigie di Gandhi. Sono un po’ matti, ma in ottima compagnia. [...] Da sessant’anni la stessa scommessa, ambiziosa, ma non velleitaria: il possibile contro il probabile.

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