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sabato 26 dicembre 2015

La verità sul simbolo del Pilu

Sarà forse perché molti di noi, a scuola, hanno ascoltato almeno una volta Ci vuole un fiore di Gianni Rodari e Sergio Endrigo (e anche di Luis Bacalov, giusto per non dimenticare nessuno) e hanno imparato presto che inevitabilmente da cosa nasce cosa; sarà che la curiosità è uno dei motori più importanti di tutto ciò che facciamo, quindi lasciarsi trasportare è quasi sempre la cosa migliore. 
Sarà forse per tutto questo insieme, ma quando nella coda della seconda serata di Panariello sotto l'albero è apparso un emblema che all'interno recava la scritta "A breve il simbolo completo" e per Giorgio Panariello era uno stratagemma per "intercettare il voto degli indecisi", personalmente non ho creduto un secondo a quella versione, così è scattata subito la ricerca in rete, per capire chi diamine potesse nascondersi dietro un simbolo così assurdo da non poter essere vero: non poteva trattarsi di un emblema definitivo, era più probabile che fosse un simbolo già pronto ma maldestramente "tagliuzzato" al centro, nell'attesa di svelare la grafica scelta.
Qualche indizio utile per l'identificazione, in realtà, c'era: nel filmato, infatti, si poteva intravedere in alto il nome della lista, anche se i pixel dello schermo obbligavano a interpretare il testo. Con un po' di attenzione, si riusciva a leggere qualcosa come "Lista Persone indipendenti libere unite", ammesso che ci fosse scritto proprio così. Una breve ricerca in rete ha permesso di portare a casa i tre punti: in questo modo è apparso il contrassegno integrale della Lista Pilu per Oria, ove Oria è un paese di poco più di 15mila abitanti, in provincia di Brindisi. Non è proprio la terra di Cetto Laqualunque (notoriamente calabrese), ma il fatto che Pilu non sembrasse esattamente una sigla fu colto da molti e più di un giornalista si occupò della questione.
Demiurgo della "operazione Pilu", datata 2011, fu tale Franco Arpa, candidato sindaco che con il suo progetto aveva in mente di far voltare pagina al paese mettendo al centro le persone, purché fossero slegate da formazioni e soggetti politici già esistenti, lontane da ogni azione clientelare e pronte a discutere insieme per migliorare il territorio, in costante ascolto della popolazione. L'obiettivo di entrare in consiglio non fu centrato - Arpa ottenne il 2,84% (288 voti su 10141), ma fece meglio della lista Pilu, che si fermò all'1,53% (150 voti su 9773) - ma l'esperimento merita di essere ricordato, visto che la lista si preoccupò di offrire agli elettori una lettura dettagliata del proprio simbolo, ad opera del graphic designer Luca Crescenzo: il testo è quello che si può leggere di seguito. Lo si può non condividere, come si può non apprezzare il risultato, ma lo studio merita un plauso: qui almeno un po' di sostanza c'era, assente in tanti emblemi che finiscono sulle schede nudi e crudi, senza un briciolo di ricerca alle spalle.



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ORIA - RELAZIONE ESPLICATIVA DI PROGETTO LOGO LISTA P.I.L.U.

Tavola dei colori: CICLAMINO SFUMATO (idealizzante, sfondo); BIANCO (idealizzante, figure umane stilizzate, contorno di chiusura, sigla e stesura acronimo); GIALLO E BLU (territorializzante identificativi della città, stemma centrale allusivo).

Premessa

Il logo ideato e progettato per la lista civica Lista P.I.L.U. per Oria si propone di racchiudere in sé molteplici significati, in linea con gli indirizzi indicati dal committente. Ogni singolo elemento grafico e cromatico, pertanto, frutto di ricerca e studio accurato, mira a trasporre nel progetto le esigenze comunicative fatte presenti dagli interessati.

FIGURE IN PRIMO PIANO: si tratta di due persone stilizzate, appositamente asessuate, che spiccano un ideale salto con le braccia levate al cielo che, nel punto più alto, entrano in contatto tra loro (ideale mano sinistra della figura a destra/ideale mano destra della figura a sinistra). Ciò, per tenere fede all’acronimo P.I.L.U. (Persone Indipendenti e Libere Unite). In preambolo, la tinta selezionata (bianco) si rifà alla PUREZZA delle intenzioni che confluiscono nel costituendo movimento politico locale.

Proseguendo, si è inteso rappresentare l’INDIPENDENZA da un lato evitando il richiamo seppure sfumato a sigle e simboli di partito già esistenti, dall’altro collocando le due figure l’una sul lato sinistro, l’altra sul lato destro del campo visivo: indipendenti, cioè, eppure intenzionate a condividere un progetto comune, come si capirà più in basso nella descrizione.

La LIBERTÀ è simboleggiata nella fattispecie dall’ideale salto/volo che le due persone spiccano verso l’alto e dal fatto che nel saltare tengono le braccia bene aperte, cioè appunto libere di agire quindi svincolate da qualsiasi legame esterno (altro particolare che richiama in certo qual senso l’INDIPENDENZA di cui sopra).

L’UNIONE o se si preferisce l’UNITÀ di queste persone, perlomeno dei loro intenti, è testimoniata dal contatto tra le rispettive estremità superiori e inferiori (mani e piedi) sinistre e destre (ut supra). Concetto, questo, rafforzato dalla presenza, esattamente al centro del primo piano dello stemma (peraltro vagamente allusivo rispetto al significato gergale dell’acronimo) che si rifà ai colori tradizionali della città.

TERRITORIALITÀ: è data, per l’appunto, dall’inserimento all’interno dello stemma stilizzato delle due tonalità cromatiche che identificano la città di Oria (giallo e blu). Lo stemma è posto, certamente non a caso, al centro del logo (così come l’acronimo P.I.L.U.) per indicare la centralità del territorio e il legame con esso delle persone stilizzate poste in primo piano.


SFONDO: a completamento del progetto, si è optato per una tonalità di sfondo ciclamino lievemente sfumato per assecondare esigenze pratiche e ideologiche. Infatti, la tonalità selezionata è di sicuro impatto visivo e risalta nell’insieme dei simboli attualmente esistenti, quindi si presenta di facile individuazione ottica una volta collocata su supporto cartaceo elettorale e, soprattutto, su scheda elettorale. In tal modo ne è agevolata la riconoscibilità e, quindi, la preferibilità rispetto ad altre opzioni. Per quanto concerne il valore idealizzante, il ciclamino, inteso in senso botanico simboleggia passione, in questo caso e certamente in senso figurato PASSIONE (volendo estremizzare, quasi amorosa) per il proprio territorio d’appartenenza). Inoltre, il fiore ciclamino è simbolo di DIFFIDENZA: nella fattispecie, dunque, diffidenza nei confronti della politica tradizionale e di quanti finora ne siano stati interpreti. Per rafforzare il concetto, basti pensare che in antichità gli estratti di ciclamino venivano impiegati come ANTIDOTO ai morsi dei serpenti più velenosi, che nel caso specifico potrebbero essere identificati, ut supra, dalle minacce esterne, ideali “morsi” di certa politica e certi politici o politicanti che dir si voglia.

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