lunedì 27 giugno 2022

Sud chiama Nord, parole e frecce per liberare l'Italia (con Cateno De Luca e Dino Giarrusso)

Avevano detto che sarebbe stata questione di giorni e così è stato. Cateno De Luca, sindaco di Messina fino a pochi mesi fa - e proiettato verso la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana - e Dino Giarrusso, europarlamentare eletto nel 2019 con il MoVimento 5 Stelle, hanno presentato oggi un nuovo soggetto politico, il cui nome è tutto un programma: Sud chiama Nord. Il nome scelto fa riferimento alla mobilitazione e alla "questione geografica" del Paese: il movimento, come si legge nel comunicato diffuso, punta a coinvolgere "nuovamente i cittadini, oggi più che mai disamorati dal teatrino dei partiti vecchi e nuovi, per liberare insieme l'Italia, partendo dalla Sicilia". 
Con Giarrusso (segretario nazionale) e De Luca (coordinatore) ci sarà anche - come presidente e prossimo candidato a membro dell'Assemblea regionale siciliana - Ismaele La Vardera, giornalista, già noto come inviato delle Iene (dunque ex collega di Giarrusso). Sono i fondatori stessi a qualificare Sud chiama Nord come "un movimento popolare ed al tempo stesso un Partito che, ispirandosi ai principi autonomistici e federativi dei territori, vuole definire ed attuare un concreto 'patto di solidarietà Sud-Nord', integrando un nuovo quadro di politiche nazionali ed europee finalizzate ad eliminare le sperequazioni sociali economiche ed infrastrutturali tra il meridione ed il resto dei territori europei che non rendono competitivo il 'Sistema Italia'". Perché non si parli in modo solo astratto di lavoro e sicurezza, ma si operi in concreto per costruirli, per i fondatori del nuovo soggetto politico è necessario "garantire una maggiore efficienza, competitività e miglior tenore di vita al Sud", così che anche le regioni del Nord possano averne beneficio (sul piano economico e sociale) e l'Italia proceda "compatta alla stessa velocità" e finalmente competitiva. 
Nello stesso comunicato si apprende che "[i]l partito sarà impegnato per la prima volta nelle elezioni regionali siciliane di novembre, ma ha già iniziato interlocuzioni con altre forze civiche e associazioni presenti in tutte le regioni italiane, con lo scopo appunto di federare e compattare tutte quelle realtà politiche avulse dal giogo dei due grandi poli, centrodestra e centrosinistra, che da tempo non rappresentano decine di milioni di cittadini italiani, non a caso sempre più disaffezionati alla politica e propensi a disertare le urne".
Il simbolo, piuttosto semplice, è basato sul bianco, sull'arancione e sul rosso scuro: quest'ultimo colore tinge la parola Sud, la cui "S" termina nella parte inferiore in una freccia; la sua punta finisce per toccare la punta dell'estremità superiore della seconda asta della "N", anch'essa trasformata in freccia. I due nomi geografici sono dunque coinvolti in un doppio ruolo: il Sud è posto in alto, in uno scambio di posizione col Nord e la sua freccia punta più o meno a sud, non per abbassarsi ma per dare l'idea dell'avvicinamento al Nord; la freccia di quest'ultimo, oltre a puntare a nord, dà l'idea della convergenza e del miglioramento anche di quella parte d'Italia grazie alla liberazione progressiva del Meridione. In basso, ovviamente, non manca lo spazio per le due figure di vertice che hanno promosso la nascita del partito.
Nonostante il progetto politico guardi espressamente alle elezioni regionali previste in autunno - con De Luca candidato alla presidenza e Giarrusso indicato come suo potenziale vice - il simbolo di Sud chiama Nord potrebbe essere depositato senza però finire sulle schede. Lo stesso comunicato, infatti, informa che 
"Sud Chiama Nord sarà presente nella Lista comune con "De Luca sindaco di Sicilia", e sono già migliaia le richieste di adesione, sia da chi vuole per la prima volta impegnarsi personalmente, sia da chi è rimasto deluso da altre esperienze, destra sinistra e Cinquestelle, scappando a gambe levate da un sistema incancrenito". Non a caso, già nelle settimane precedenti era stato presentato e diffuso il simbolo di De Luca sindaco di Sicilia, molto simile nella struttura agli emblemi presentati da Federico Basile a Messina, successore di Cateno De Luca (a loro volta simili a quelli schierati da De Luca quattro anni fa alle amministrative). 
Da segnalare, oltre all'espressione "sindaco di Sicilia" (nel tentativo di trasferire a livello regionale la passata esperienza messinese e, in generale, la formula realmente monocratica del sindaco), anche la doppia versione del simbolo: oltre a quella con il solo nome della lista, ce n'è anche una che nel segmento inferiore rosso contiene il riferimento (giallo) a Sicilia Vera, la forza politica che fa direttamente riferimento a De Luca e che il 20 aprile scorso è stata inserita nel Registro nazionale dei partiti politici, in virtù della partecipazione all'interno della lista dell'Udc (visibile sul simbolo di quest'ultima) e della conformità dello statuto alle previsioni di legge. Si dovrà capire se il contrassegno impiegato alle prossime regionali sarà uno dei due citati o se si preferirà un altro emblema in cui anche Sud chiama Nord possa avere visibilità. 
Dopo aver sottolineato l'importanza del rapporto con gli amministratori locali ("sono loro la prima presenza istituzionale, e con loro la politica 'alta' deve collaborare, non rendergli la vita difficile come ha fatto negli ultimi decenni"), De Luca e Giarrusso hanno aggiunto: "Oggi nasce una speranza non solo per la nostra isola, ma per tutto il meridione e il paese: una politica vicina al popolo, dove viene realmente premiata la partecipazione democratica e dove chiunque, dal semplice cittadino al sindaco, può proporre iniziative, leggi, idee, e proporsi in prima persona per partecipare". Tutto ciò nella convinzione che a novembre, dopo le elezioni regionali, "la Sicilia si risveglierà finalmente liberata, e da lì partirà un nuovo cammino affinché sia libera l’Italia intera". Il Nord è avvisato: la chiamata è partita ed è/sarà tempo di rispondere. Possibilmente senza scagliare frecce.

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