venerdì 11 dicembre 2015

La sinistra polverizzata e il quiz dell'Espresso

Falce e martello sono spariti dal Parlamento italiano (dal 2008), non certo dalla scena politica, anche se le dimensioni che le varie formazioni che se ne fregiano hanno raggiunto farebbero dire che di quegli "arnesi" sono rimasti giusto dei brandelli, peraltro molto piccoli. Ne sono di certo consapevoli anche Marco Doria, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda, i sindaci - tutti militanti, almeno per un po', in partiti che hanno avuto i due segni del socialismo e del comunismo nei loro emblemi - che hanno inviato alla Repubblica una lettera per invitare all'unità il centrosinistra, a partire dal Pd e da Sel, fino ad arrivare a tutte le "forze di sinistra interne ed esterne al Pd".
"L'obiettivo comune alle forze del centrosinistra - hanno scritto i tre politici - non può che avere la prospettiva del superamento delle attuali divisioni e [...] il rafforzamento delle componenti della sinistra, sapendo e riuscendo a conquistare nuovi consensi". Solo questa soluzione - loro lo hanno messo in chiaro - permetterebbe al centrosinistra di non imbarcare in maggioranza forze che si collocano da tutt'altra parte e, in prospettiva immediata, di vincere le elezioni amministrative sempre più vicine; in caso contrario, per non farsi relegare al "più facile ruolo dell'eterna opposizione", l'unica speranza di un centrosinistra diviso sarebbe "la divisione degli avversari".
Per alcuni, peraltro, i margini di un percorso unitario sono pochissimi perché "la tendenza alla scissione dei movimenti di area ha infatti origini storiche ed è quasi impossibile elencare tutti gli episodi trascorsi". Ne è convinta la redazione online dell'Espresso, che proprio oggi ha proposto - a firma di Mauro Munafò - un quiz originale: Quanto conosci davvero la sinistra (e le sue mille divisioni). Al lettore, occasionale o seriale, drogato di politica o solo incuriosito, veniva chiesto un compitino di abbinamento grafico: occorreva identificare correttamente ciascuno dei 18 simboli di altrettanti partiti qualificati come "di sinistra e centro sinistra, di oggi e di ieri", dai quali era stato opportunamente tolto il nome; il punteggio finale dipendeva dal numero di coppie azzeccate.
Non è dato sapere in quanti abbiano partecipato al giochino, che in ogni caso si è diffuso viralmente tra gli appassionati di politica, non necessariamente legati alla sinistra radicale. Naturalmente ognuno di loro si è prestato e i veri politics addicted, forti delle loro conoscenze, hanno accolto con un minimo di soddisfazione la sentenza definitiva - "Sei il solito comunista" - con cui veniva sanzionato l'en plein per chi indovinava tutti e 18 i partiti. Fatto tutto il quiz, c'è chi si è prodigato a trovare dei difetti al passatempo: fin troppo facile, per più di qualcuno, lagnarsi dell'inserimento nella magica diciottina del gabbiano iride dell'Italia dei valori, in effetti difficilmente qualificabile come partito di sinistra o centrosinistra (men che meno legato alle scissioni di quell'area politica), anche se alle compagini elettorali o governative di quella parte di solito ha partecipato. 
C'è chi non ha visto di buon occhio nemmeno il ripescaggio del garofano del Psi craxiano, ritenendo forse che con quell'area c'entrasse poco. Decisamente per palati fini, invece, l'osservazione relativa all'emblema che accosta a falce e martello il ritratto di Mao: non è, come è scritto, il Partito comunista leninista italiano, bensì il Partito marxista-leninista italiano, "da non confondere - sottolinea ad esempio Calogero Laneri - con il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista (PCI-ML)". Si tratta, in fondo, di peccati veniali: primo, perché ci hanno permesso di divertirci per qualche minuto; secondo perché, se ci fossero stati anche i loghi del Pci-Ml (e magari anche gli altri del nostro filone "In fondo a sinistra"), il quiz sarebbe diventato davvero proibitivo e il tasso di questionari interamente corretti sarebbe precipitato a percentuali bassissime. Così, invece, si è garantita una quota maggiore di "soliti comunisti", tra i quali naturalmente figura anche il sottoscritto, che ha ricevuto la segnalazione del gioco da ben tre persone nel giro di pochi minuti: sottrarsi era impossibile, anzi, quasi immorale, così anch'io mi sono prestato. Il risultato per molti era scontato ma l'ho accolto con sollievo sì: un solo errorino e l'espulsione dal club dei drogati di politica sarebbe stata immediata...

1 commento:

  1. Grazie ai tuoi insegnamenti e alle mie conoscenze anche io ho svolto il test senza errori, come penso la gran parte dei lettori attenti di questo blog!

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