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sabato 26 marzo 2016

Amministrative, Ncd salta "simbolicamente" un giro?

Alle prossime elezioni comunali, lo si è ormai capito, si prepara a correre un numero consistente di simboli. Ma - viene da dire - se si rivoltasse la questione e ci si domandasse, ad esempio, quali simboli non si vedranno proprio a queste elezioni, si troverebbe facilmente una risposta? Un quadro completo probabilmente no, ma qualche idea già è possibile farsela. Salvo sorprese dei prossimi giorni, ad esempio, è quasi certo che alle elezioni non ci sarà traccia del simbolo di Ala, quell'Alleanza liberalpopolare - Autonomie che al momento esiste solo come gruppo parlamentare al Senato e che, sulla sua pagina Facebook ha come avatar un'anonima scritta tricolore su fondo blu.
Un'altro simbolo che però presumibilmente alle amministrative si vedrà poco, essendo assente dalle piazze elettorali principali, in realtà c'è: quello del Nuovo centrodestra. Beninteso, candidati di quel partito ce ne saranno di sicuro, ma saranno inseriti in liste con altri emblemi. La via è stata aperta dalla presentazione alla stampa del simbolo di Milano popolare, variazione di quello di Area popolare "varato" pochi giorni fa. 
Nella Capitale la strategia sarà la stessa, visto che già il 18 marzo la ministra Beatrice Lorenzin aveva dichiarato: "Noi di Ncd faremo la lista civica Roma Popolare in appoggio ad Alfio Marchini - ha battuto ad esempio l'Ansa - e quindi non ci sarà il simbolo di Ncd alle elezioni. Nella lista civica facciamo una chiamata ai migliori, perché questa città ha bisogno che tutti quelli che hanno una professione e delle competenze". La struttura del simbolo è esattamente identica a quella vista appunto a Milano; la formula pure, con le liste aperte agli esponenti di Ncd e alla società civile. Non si parla di Udc, che pure potrebbe essere parte del gioco (avendo contribuito alla nascita di Area popolare), ma emerge soprattutto la scelta di lasciare da parte il marchio del Nuovo centrodestra.
Simbolo ricostruito da manifesto
A Torino, poi, la situazione sembra essere ancora più singolare. Per inquadrarla, in particolare, si può guardare il simbolo che - a giudicare da qualche manifesto apparso nei giorni scorsi - dovrebbe presentare l'Udc per concorrere alle prossime elezioni comunali. L'emblema è quello noto da anni, con lo scudo crociato in assoluto primo piano e, sullo sfondo, le due vele di Ccd e Democrazia europea; l'attenzione può essere attirata dalla dicitura "Rosso sindaco" - ovvio riferimento al sostegno alla candidatura di Roberto Rosso - ma è in basso che bisogna guardare. Al posto di "Unione di centro", infatti, il contrassegno reca la scritta "Area popolare", lasciando intendere che non ne sarà presentato un altro con lo stesso nome. E, se sarà così, difficilmente spunterà da qualche parte il logo di Ncd.
Ad avvalorare questa ipotesi, tra l'altro, ci sarebbe un articolo pubblicato sullo Spiffero giusto mercoledì: stando a questo, il quartier generale del Nuovo centrodestra a Roma sarebbe orientato a non concedere l'uso dell'emblema, per un cumulo di possibili ragioni diverse tra loro (l'inopportunità del sostegno a un candidato avversario del Pd, con cui Ncd è alleato a Roma; varie discussioni interne all'Udc locale che hanno avuto un peso nei rapporti con il partito di Alfano; desideri di alcuni di rendere più ardua la strada di Rosso, prima e dopo le elezioni, proprio grazie al diniego del simbolo). Al di là dei rumors, comunque, appare molto concreta l'ipotesi che Ncd, senza nemmeno "mascherarsi" dietro un simbolo diverso, non lasci alcuna traccia "simbolica" di sé sotto la Mole.

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