lunedì 19 maggio 2025

Matera, simboli e curiosità sulla scheda


Dei quattro capoluoghi di provincia chiamati al voto il 25 e il 26 maggio, due sono al Nord (Genova e Ravenna) e due al Sud: se Taranto - essenzialmente per il numero alto di liste - sarà lasciata in coda al viaggio, la penultima tappa è costituita da Matera. Il 20 ottobre scorso si era dimesso il sindaco Domenico Bennardi (M5S), dopo quattro anni di amministrazione, a causa di una crisi politica che non sembrava far intravedere soluzioni (dopo quattro rimpasti di giunta). Bennardi, dopo questi mesi di amministrazione da parte del commissario straordinario Raffaele Ruberto, si ricandida come sindaco e affronta altri 4 aspiranti primi cittadini; in tutto le liste sulla scheda saranno 18, una in meno rispetto al 2020 (esattamente come i candidati sono uno in meno).
 
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Domenico Bennardi

1) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha collocato al primo posto la candidatura di Domenico Bennardi, vale a dire di colui che per quattro anni - dall'ottobre del 2020 all'ottobre 2024 - ha guidato l'amministazione comunale di Matera, almeno fino alla scelta di dimettersi. Bennardi, che nel poco meno di cinque anni fa era stato sostenuto da M5S, Europa Verde, Psi, Volt e Matera 3.0, in questa ricandidatura è sostenuto solamente dal MoVimento 5 Stelle; rispetto alla campagna elettorale precedente, il simbolo è mutato, passando da quello ufficiale allora (con la dicitura Ilblogdellestelle.it) a quello impiegato oggi, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica.
 

Antonio Nicoletti

2) Io Sud

Al secondo posto delle candidature si trova Antonio Nicoletti, ingegnere, manager e dottore di ricerca in Pianificazione urbana e territoriale (già direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e prima ancora dell'Apt regionale); la sua corsa è sostenuta dal centrodestra e le liste in appoggio sono sei. Il sorteggio ha collocato in prima posizione Io Sud, il partito che nel 2009 era stato fondato da Adriana Poli Bortone e che negli ultimi anni era piuttosto sparito dai radar (mentre Poli ha partecipato prima a Fratelli d'Italia e poi a Forza Italia). Il simbolo è lo stesso di un tempo, con il nome bianco su fondo blu scuro, con la "o" sostituita da un cuore rosso disegnato come a frottage.
 

3) Forza Italia

Seconda lista della coalizione è quella di Forza Italia, che nel 2020 era risultata la formazione più votata all'interno della compagine che aveva sostenuto la candidatura di Rocco Sassone. Il simbolo è identico a quello visto a Genova in questo turno, dunque con la bandierina tricolore al centro del cerchio bianco (bordato di blu), stretta tra il riferimento al Partito popolare europeo - disposto ad arco in alto - e il cognome di Silvio Berlusconi, presente anche nel simbolo ufficiale ma qui senza la parola "presidente" (e senza alcun riferimento al comune chiamato al voto o alla candidatura sostenuta).
 

4) La scelta giusta

A differenza delle due precedenti, non ha natura politica ma civica la terza lista della coalizione che sostiene Nicoletti, vale a dire La scelta giusta. La formazione stessa si qualifica come "nata per unire le energie migliori della città intorno a un'idea semplice: ascolto, programmazione e futuro", con la volontà di "offrire a Matera una nuova visione, concreta e coraggiosa". La natura civica, ma strettamente collegata all'appuntamento elettorale emerge dal simbolo scelto: su fondo giallo, oltre al nome nero, si vede solo l'immagine stilizzata di una mano che inserisce una scheda in un'urna elettorale.
 

5) Fratelli d'Italia

Quarta lista della coalizione in appoggio a Nicoletti risulta essere quella di Fratelli d'Italia. Il partito - in generale crescita rispetto alle elezioni locali di quattro anni e mezzo fa, nelle quali comunque aveva superato il 9%, risultando il secondo partito della coalizione - si presenta agli elettori materani con lo stesso contrassegno adottato a livello nazionale in occasione delle elezioni europee del 2024: il nome del partito è stato collocato in alto, lasciando in posizione centrale - e di tutta evidenza, in giallo su fondo blu - il nome e il cognome della presidente nazionale - nonché presidente del Consiglio - Giorgia Meloni, mentre la fiamma tricolore (con base semplice, non trapezoidale) è in basso, ingrandita. Capolista è l'ex consigliere Augusto Toto.
 

6) Unione di centro

La quinta lista su cui può contare Nicoletti è quella dell'Unione di centro, che torna sulle schede elettorali materane dopo una lunga assenza (l'ultima volta era accaduto nel 2010, alle quali il partito aveva peraltro concorso all'interno della coalizione di centrosinistra): capolista è l'ex sindaco (1986-1994) Francesco Saverio Acito. Ed è proprio il suo il cognome inserito - al posto della parola "Italia" - nel segmento circolare rosso che sormonta la parte azzurra del simbolo, con lo scudo crociato apportato dal Cdu in grande evidenza sopra quel che resta - e che si vede in filigrana - delle vele del Ccd e di Democrazia europea.
 

7) Nicoletti sindaco x Matera capitale

L'ultima formazione presentata in appoggio a Nicoletti è anche la sola a contenere un riferimento al candidato stesso. Si presenta come formazione civica Nicoletti sindaco x Matera capitale, con il riferimento all'aspirante sindaco tinto di blu scuro e arancione nella parte superiore del cerchio, mentre in quella inferiore sta il nome dell'associazione fondata alla fine di gennaio. Quest'ultima, che ovviamente richiama il passato ruolo di "capitale della cultura" della città, del logo originario (che nella parte superiore portava una stilizzazione del Sud dell'Italia, con Matera indicata con un puntino bianco) porta con sé anche il segmento curvilineo blu e azzurro, leggermente ondulato.
 

Luca Prisco

8) Democrazia materana

La terza candidatura indicata dal sorteggio è quella di Luca Prisco, operatore turistico e organizzatore di grandi eventi. Se all'inizio si era parlato del possibile sostegno di due o tre liste (tra le quali Matera visione comune), sulla scheda ne arriva solo una, Democrazia materana. Che la lista guardi alla Democrazia cristiana è evidente (quale, magari, è più difficile dirlo): "un po’ di anni fa c’era più democrazia e condivisione; è stato voluto quel simbolo, analizzato, studiato. Un ritorno al passato bisognerebbe, secondo me, farlo" aveva dichiarato Prisco al Quotidiano del Sud. Se però il primo disegno del simbolo conteneva il calco bianco e rosso dello scudo dell'ex Dc-Pizza, con un mezzo scudo interno verticale e la scritta "Mathera" nella parte superiore, richiamando l'idea della croce, sulla scheda è finita - forse dopo un invito della commissione elettorale a evitare la confondibilità col fregio dell'Udc - una versione con uno sfondo più chiaro, lo scudo più "stondato" e senza il mezzo scudo interno, così da non evocare più una croce.
 

Vincenzo Santochirico

9) Progetto comune Matera

Il quarto aspirante alla carica di sindaco è Vincenzo Santochirico, già presidente del consiglio regionale lucano. In precedenza sembrava essere possibile un accordo sulla sua candidatura per rappresentare l'intero centrosinista; la situazione poi è cambiata e, dopo un iniziale proposito di farsi da parte, Santochirico si candida con il solo sostegno della lista Progetto comune Matera, espressione dell'associazione fondata nel 2024 per "promuovere e alimentare un nuovo protagonismo civico" e presieduta proprio dal candidato sindaco. Il simbolo, su fondo rosso, contiene proprio il logo dell'associazione (proposto in bianco): a quanto si apprende, la grafica richiama gli antichi fori di aerazione di Matera, letti come "simboli del tempo che scorre, delòla vita che si rinnova, di un ricambio continuo, di connessioni".
 

Roberto Cifarelli

10) Matera nel cuore

Il quinto e ultimo candidato sindaco è Roberto Cifarelli, consigliere regionale eletto con il Pd, sostenuto da ben nove liste (la coalizione più ampia di questo turno elettorale materano). Prima formazione sorteggiata è Matera nel cuore: si tratta di un'associazione operante da tempo a livello locale, fondata e guidata da Giovanni Angelino (che è anche capolista), che aveva chiesto l'adozione dello strumento delle primarie aperte per consentire al centrosinistra di Matera di scegliere il proprio candidato sindaco. Il simbolo è costituito da un cuore azzurro e verde - come è verde la corona che lo racchiude - con il nome scritto al centro con lettere maiuscole e minuscole. 
 

11) Matera in Azione

La seconda lista della coalizione è denominata Matera in Azione e fin dal nome rende chiaro che si presenti come espressione del partito guidato da Carlo Calenda: il contrassegno ripende i colori del partito - blu e verde - e il nucleo principale del logo (la "A" con la freccia), ma scrive il nome con caratteri diversi rispetto a quelli utilizzati nel simbolo ufficiale. Capolista è Adriana Violetto, avvocata e funzionaria di prefettura, già consigliera e assessora comunale, esponente di Azione e tra i partecipanti alle primarie di Matera Open City, organizzate dal movimento "Giovani per Matera-Matera per i giovani" e tenutesi lo scorso 6 aprile (è arrivata terza con 805 voti).
 

12) Matera democratica

La terza lista che appoggia Cifarelli è forse quella di cui si è parlato di più in queste settimane: Matera democratica, infatti, richiama nel nome l'area del Partito democratico, ma il simbolo ufficiale del Pd sulla scheda non c'è. Cifarelli, peraltro, è iscritto al partito ed è stato eletto in consiglio regionale coi dem, ma ha partecipato alle primarie di Matera Open City - vinte con 2357 voti - "a titolo personale" (nessun partito, del resto, ha ufficialmente riconosciuto quella competizione). Il carattere usato nel contrassegno non ha nulla a che fare con il Pd o con altri partiti noti, ma il rametto stilizzato di ulivo rimanda inevitabilmente all'area dem.
 

13) Periferie per Matera

La quarta lista, Periferie per Matera, ha natura civica. Promossa da Francesco Paolo Grieco (tra gli animatori degli Amici del Borgo La Martella, anch'egli candidato alle primarie aperte, riportando 346 voti), la lista punta a rendere ugualmente vivibili tutte le zone di Matera, sottolineando che "i quartieri popolari, i borghi, le frazioni e le zone dimenticate della nostra città meritano attenzione, rispetto e riscatto", al di là delle zone che hanno avuto visibilità e cura negli ultimi anni. "Ci ispiriamo - si legge sempre nel sito della lista - a chi ha fatto della politica un servizio agli ultimi, come Alcide De Gasperi, e vogliamo portare avanti la sua eredità in chiave contemporanea. [...] La nostra è una chiamata popolare, una scelta collettiva". Ed è proprio la figura di De Gasperi (che tanta attenzione diede ai Sassi) a comparire nel simbolo sotto al nome della lista e al riferimento al candidato sindaco: l'immagine riprende quella della statua in bronzo che lo raffigura in un comizio, situata al rione Spine Bianche.
 

14) Matera VentiTrenta

Non passa inosservato nemmeno il contrassegno della quinta lista della coalizione in appoggio a Cifarelli, vale a dire Matera VentiTrenta (o 2030, come si legge altrove). Si tratta della formazione civica guidata da Nicola Casino, avvocato, figlio del consigliere regionale forzista Michele Casino e già capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ma sospeso dal partito dopo aver partecipato alle primarie di Matera Open City (classificandosi secondo con 1429 voti). Il simbolo, su fondo blu, accanto al nome della lista schiera un'immagine che rimanda direttamente ai cucù (o cuccù), cioè quei fischietti artigianali policromi in terracotta che sono tipici del materano, a forma di gallo (come simbolo di forza e virilità).
 

15) Materia futura - dai Giovani per Matera

Ha natura civica anche la sesta formazione che sostiene Cifarelli, vale a dire Materia futura - dai Giovani per Matera. Si tratta della lista nata proprio dal percorso che ha portato alle più volte citate primarie dalle quali è uscita più consolidata la proposta di Cifarelli. La lista, guidata da Luca Colucci, di fatto cita due volte il nome della città (anche nella parola "MATERiA", con la "i" volutamente minuscola) e ha come simbolo una balena la cui coda sembra quasi un germoglio a due foglie (il fregio rappresenterebbe "l'attaccamento al territorio e la volontà di innovazione").
 

16) Basilicata bene comune per Matera

Risulta già noto il simbolo della settima lista, vale a dire Basilicata casa comune per Matera. Basilicata casa comune, infatti, si era già presentata alle ultime elezioni regionali, avendo come capolista a potenza Angelo Chiorazzo: il simbolo, infatti, contiene la stessa forma di casa stilizzata con il tetto verde e - alla base - quattro fiumi altrettanto stilizzati di varie tonalità di azzurro. Dopo aver abbandonato il tavolo del centrosinistra per un po' di tempo (lamentando "eccessive divisioni, molti personalismi, troppa immotivata convinzione di essere ancora quel partito regione che poi i lucani lasciano puntualmente a casa"), la lista ha deciso di sostenere la candidatura di Cifarelli, avendo come capolista l'insegnante Raffaella Abbatecola.
 

17) Volt Matera

L'ottava lista della coalizione che appoggia la candidatura di Cifarelli è stata presentata da Volt Matera. Benché si tratti di una delle poche apparizioni del movimento paneuropeo, occorre ricordare che una lista era già stata presentata alle scorse elezioni materane (a sostegno di Bennardi) e alle regionali del 2024 (con la candidatura a presidente di Eustachio Follia, sostenuta da quella sola lista). Il fregio elettorale è identico a quello di quattro anni e mezzo fa, con il logotipo di Volt abbinato al nome del comune, entrambi bianchi collocati sul caratteristico sfondo viola.
 

18) Socialisti e +Matera

La coalizione su cui può contare Cifarelli si completa con la lista Socialisti e +Matera, di chiara matrice partitica. La compongono, infatti, esponenti locali del Partito socialista italiano e di +Europa (inclusa la responsabile regionale Cinzia Scarciolla, che alle primarie aperte aveva ricevuto 90 voti). Il simbolo composito unisce la corolla di garofano bianca dai bordi rossi (che era stata messa a disposizione dalla segreteria Psi per le liste presentate insieme ad altre forze politiche) al logo di +Europa declinato col nome del comune chiamato al voto (ma con la stessa struttura grafica), mentre la parte inferiore gialla è la stessa del simbolo di +Europa alle ultime elezioni politiche; tutto il contrassegno è racchiuso da una circonferenza rossa e viola sfumata, come trait d'union tra i due sistemi grafico-cromatici.

sabato 17 maggio 2025

Ravenna, simboli e curiosità sulla scheda


Tra i pochissimi comuni capoluoghi di provincia chiamati a rinnovare in anticipo la loro amministrazione c'è Ravenna: l'elezione di Michele De Pascale alla presidenza della giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha reso necessario tornare al voto due anni prima del previsto (avendo votato nel 2021, in base alla circolare del Viminale Ravenna avrebbe visto slittare le elezioni alla primavera del 2027 in caso di scadenza naturale del mandato).
Si contenderanno la carica di sindaco 7 sfidanti, sostenuti da un totale di 18 liste. Si tratta di una decisa contrazione rispetto al precedente appuntamento elettorale, quando gli aspiranti alla guida del comune erano 11 e i simboli sulla scheda ben 30: in quell'occasione la riduzione delle firme da raccogliere a un terzo di quanto previsto dalla legge aveva reso certamente più facile presentare liste e candidature, mentre il ritorno a circostanze ordinarie ha finito per "calmierare" il numero dei concorrenti.
 
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Maurizio Miserocchi

1) Ravenna al centro

Il primo candidato sindaco, in ordine di sorteggio, risulta essere Maurizio Miserocchi, giornalista e sociologo, a lungo dipendente comunale (ha diretto le attività di comunicazione). Miserocchi può contare sul sostegno "civico" di varie associazioni sportive, in particolare legate al nuoto (Libertas, Aics, Rinascita Team Romagna, Endas, Aquatica, Blu Atlantis, Csi), lasciando trasparire polemiche con la gestione comunale precedente della piscina. Non sembra un caso che l'unica lista in appoggio a Miserocchi, Ravenna al centro, contenga le parole "Sport", "Piscina" (eccola!) e "Ambiente"; l'elemento più evidente, però, è la caveja romagnola, tenuta ferma da un gallo, su fondo color oro, mentre il nome della lista - tinto di nero come gli altri elementi pittografici e testuali - sta nel segmento color ocra scuro (che tende al rosso, altro colore della città).
 

Nicola Grandi

2) Fratelli d'Italia

Secondo candidato sorteggiato è Nicola Grandi, consulente assicurativo e consigliere comunale uscente di Fratelli d'Italia. A lui buona parte del centrodestra si è rivolta come candidato sindaco, sostenuto da tre liste. La prima, in ordine di estrazione, è proprio quella del partito nel cui gruppo milita Grandi; il capolista è il capogruppo uscente, Renato Esposito. Il contrassegno schierato in quest'occasione è quello impiegato da Fdi alle ultime elezioni europee, con il simbolo ufficiale "spacchettato": il nome del partito è stato collocato in alto, subito sotto c'è il nome della leader e presidente del Consiglio Giorgia Meloni e - sotto alla striscetta tricolore - la fiamma con base lineare (un po' più grande che in passato).   
 

3) Forza Italia

Seconda lista della coalizione che sostiene Grandi è quella di Forza Italia, il cui capolista è il candidato sindaco dello scorso appuntamento elettorale (e capogruppo uscente, nonché unico eletto di Fi e della lista apparentata), Alberto Ancarani. Il simbolo rappresenta una variazione di quelli visti anche in questa tornata elettorale: la parte superiore, su fondo bianco, contiene gli elementi consolidati del fregio (il tricolore di Cesare Priori rimpicciolito, il cognome di Berlusconi e, in alto ad arco, il riferimento al Partito popolare europeo); in basso un segmento circolare blu - come il testo della parte superiore e come il contorno - contiene il riferimento bianco al comune di Ravenna.
 

4) Viva Ravenna

Anche la terza (e ultima) lista presentata in appoggio a Grandi può essere considerata un ritorno: Viva Ravenna, infatti, era una delle tre liste (insieme a Fdi e Lega) che aveva sostenuto la candidatura di Filippo Donati nel 2021; questa volta la lista si ripresenta per rappresentare la parte civica a sostegno di Grandi (tra gli ispiratori della formazione di allora), mentre Donati è il capolista. La parte superiore del simbolo è identica a quella di tre anni e mezzo fa, con il nome su fondo giallo scritto in rosso, fatta eccezione per la prima "V" di "Ravenna", resa come se fosse composta dalle tessere di un mosaico; sotto la striscia tricolore, invece, al posto del riferimento al candidato compare la dicitura "Per un futuro migliore" su fondo azzurrino.
 

Giovanni Morgese

5) Democrazia cristiana

Terza candidatura estratta è quella di Giovanni Morgese, già carabiniere e ora attivo nel volontariato. A sostenere la sua corsa a sindaco è una sola lista, quella della Democrazia cristiana: è sufficiente guardare il simbolo - e in particolare la bandiera bianca crociata su fondo blu - per capire che si tratta del partito di cui si ritiene segretario politico Salvatore "Totò" Cuffaro; sopra la bandiera, peraltro, è stata inserita la dicitura "Dc per Ravenna", con l'uso prevalente del carattere Arial, diverso da quello usato per il nome nella parte inferiore (una scelta grafica oggettivamente poco felice). Capolista è il segretario provinciale del partito, Oreste Mauro Bertolino (già candidato nel 2021 come sindaco per Alleanza di Centro di Francesco Pionati).
 

Marisa Iannucci

6) Ravenna in Comune

Quarta candidata è Marisa Iannucci, studiosa dell’Islam, femminista e attivista per i diritti umani. Potrà contare sul sostegno di quattro liste, espressione della sinistra radicale e di parte della società civile. Proprio a quest'ultima fa riferimento la formazione Ravenna in Comune, già vista alle elezioni del 2016 (proprio come contenitore elettorale per le forze di sinistra) e recuperata per esprimere una "scelta di partecipazione, trasparenza, dialogo ed equità". Il simbolo è identico a quello presentato nove anni fa, che con i colori cittadini reinterpreta la stella a otto punte della volta celeste che sormonta il mausoleo di Galla Placidia.
 

7) Partito della Rifondazione comunista

Torna sulla scheda anche il Partito della rifondazione comunista, come uno dei partiti più rappresentativi dell'area della sinistra radicale. Il simbolo, questa volta, è quello ufficiale del partito (con il fregio caratterizzato dalla bandiera rossa a parallelogramma contenente falce, martello e stella - stretta tra le parole "Rifondazione" e "Partito comunista" raccordate da due archi verdi e rossi - inserito tangente in un cerchio rosso col riferimento al partito della Sinistra europea), non più abbinato a quello del Pci com'era stato alle elezioni comunali del 2021. Capolista è Ilario "Iuri" Farabegoli, mentre il candidato sindaco di tre anni e mezzo fa, Alessandro Bongarzone, è tra i candidati consiglieri.
 

8) Potere al popolo!

Torna sulle schede di Ravenna, in continuità con le precedenti elezioni, anche Potere al popolo!, in una delle sue rare apparizioni negli anni successivi alle elezioni politiche del 2018 (ma ormai configurato da anni come soggetto politico autonomo, diverso dalla federazione che aveva concorso sette anni fa); il simbolo, in effetti, è rimasto lo stesso - con le due mezzelune amaranto a individuare il cerchio interno che racchiude il nome, sormontato da una stella - senza alcuna aggiunta territoriale. Il capolista è Gianfranco Santini, aspirante sindaco in occasione del voto del 2021.
 

9) Partito comunista italiano

La coalizione si completa con il Partito comunista italiano, che nel 2021 aveva partecipato alle elezioni amministrative di Ravenna concorrendo alla lista del Prc, mentre questa volta esprime propri candidati direttamente (scegliendo come capolista Giovanni Gavelli, segretario della federazione ravennate). Il simbolo di base somiglia a quello ufficiale del Pci, ma non si capisce perché sia stata usata una versione con l'asta della bandiera italiana coperta dall'altra asta e - soprattutto - con la sigla del partito proposta con il carattere Helvetica, diverso da quello utilizzato nel fregio adottato nel 2016.
 

Veronica Verlicchi

10) La Pigna

La quinta candidata alla guida del comune di Ravenna è Veronica Verlicchi, consulente marketing digitale, già candidata nel 2021 col sostegno di cinque liste. Questa volta c'è solo una formazione, La Pigna, creata nel 2016 per sostenere la candidatura dell'imprenditore Maurizio Bucci: allora la lista ottenne un eletto, la stessa Verlicchi entrò poi in consiglio e riuscì a riconfermarsi cinque anni dopo. Sostanzialmente viene confermato il simbolo del 2021, vale a dire la versione stilizzata e geometrizzata della pigna (che caratterizza le pinete del territorio), resa in giallo che proietta l'ombra sul fondo bianco; al di là del nome e del riferimento alla candidata sindaca (che usa però il nome al maschile non marcato), non sono presenti altri elementi verbali (è sparita la dicitura "Lista civica per Ravenna").
 

Alvaro Ancisi

11) Lega - Lista per Ravenna - Il Popolo della famiglia

Un altro ritorno consolidato è quello di Alvaro Ancisi, che va verso gli 85 anni e fin dagli anni 60 è impegnato in politica, prima con la Dc, poi con la sua Lista per Ravenna, candidandosi direttamente a sindaco già nel 2011 e nel 2021. Proprio quest'ultima lista di fatto è sempre stata presente con il proprio simbolo giallo e rosso con la facciata di Palazzo Merlato in filigrana; questa volta, invece, l'immagine storica sparisce e restano solo i colori, che occupano il semicerchio inferiore. La parte superiore del contrassegno, invece, è riservata alla Lega, che ha mantenuto quasi intatto il nome e ha ridotto molto Alberto da Giussano; a fianco della parola "Lega" trova posto anche la miniatura del simbolo del Popolo della famiglia, che concorre alla lista (anche nel 2021 aveva sostenuto Ancisi).
 

12) Ambiente & animali

Tra le liste che avevano appoggiato Ancisi alle precedenti elezioni c'era pure Amici animali. Ora il progetto si è evoluto in Ambiente & animali: il fondo verde è rimasto, ma alle immagini (rinnovate) di un cane e di un gatto si è aggiunta - in basso, sotto al nome - la sagoma bianca di un albero, per richiamare il concetto di ambiente. Il centrodestra ravennate si presenta dunque diviso in questo primo turno, come era in parte avvenuto nel 2021: per questo le forze che sostengono grandi avevano chiesto ad Ancisi di fare un passo indietro, ma lui si dice convinto che l'unico modo per evitare che il centrosinistra superi il 50% e sia costretto al ballottaggio sia correre divisi per prendere più voti e colpire uniti all'eventuale secondo turno.
 

Alessandro Barattoni

13) Ama Ravenna

Ultima candidatura a sindaco è quella di Alessandro Barattoni, impegnato nella gestione immobiliare e proposto dal centrosinistra allargato come successore di De Pascale. Può contare sul sostegno di sei liste (la coalizione più ampia di questo turno elettorale ravennate). La prima sorteggiata è Ama Ravenna, lista civica (come si legge nello stesso contrassegno) già presente alle elezioni del 2016. Se sono cambiati il contenuto del cerchio (non c'è più l'indirizzo del sito) e il carattere delle parole, è stato confermato il contorno del cerchio stesso, che richiama i mosaici bizantini per cui la città è nota in tutto il mondo. Capolista è Daniele Perini, capogruppo uscente di De Pascale sindaco.
 

14) MoVimento 5 Stelle

Si conferma, come nel 2021, il sostegno ha candidato del centro-sinistra da parte del MoVimento 5 Stelle; capolista è l'assessore uscente al verde pubblico Igor Gallonetto, seguito dal capogruppo attuale Giancarlo Schiano. Il contrassegno impiegato è identico a quello del precedente appuntamento elettorale: in quell'occasione, infatti, era già stato introdotto l'attuale simbolo del M5S, che al nucleo grafico storico aggiunge - nel segmento rosso inferiore - il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica.
 

15) Partito democratico

La terza lista della coalizione di centrosinistra, presumibilmente quella trainante, è stata presentata dal Partito democratico, di cui Barattoni è segretario provinciale. La struttura del contrassegno è simile a quella di molte altre elezioni locali cui partecipa il Pd: il logo dei dem è rimpicciolito nella parte superiore, mentre in basso c'è il riferimento al candidato (assente nel 2016); se però nel 2022 si era adottata una soluzione affine a quella sperimentata nel 2008 alle politiche con riguardo a Walter Veltroni, questa volta l'espressione "Barattoni sindaco" (bianca, con il cognome in grande evidenza) è tutta contenuta in un segmento rosso. Capolista è il sindaco facente funzione Fabio Sbaraglia.
 

16) Progetto Ravenna

Il tema dei mosaici, già incontrato in due casi precedenti, torna anche nel contrassegno della lista Progetto Ravenna. Le quattro tessere di altrettanti colori (blu - con le stelle d'Europa - verde, rosso e azzurro), collocate su fondo giallo e rosso, di fatto richiamano l'impegno di altrettante forze politiche (Azione, Italia Viva, Psi e +Europa) per costruire una formazione riformista, liberaldemocratica ed europeista, aperta alla partecipazione di candidati della società civile. Capolista è Chiara Francesconi, consigliera uscente del gruppo misto, con una storia nel Pri e ora aderente ad Azione.
 

17) Partito repubblicano italiano

Non ci si può stupire nel trovare, tra le liste che sostengono barattoni, anche quella del Partito repubblicano italiano. Se infatti nel resto d'Italia il Pri ha perso gran parte del radicamento di un tempo, in Romagna la tradizione dell'Edera è ancora di rilievo e sicuramente di tutto rispetto, al punto da garantire a ogni appuntamento elettorale la presenza di una lista autonoma, sempre in grado di ottenere almeno un consigliere. Non stupisce, dunque, che sulla scheda compaia il simbolo tradizionale del partito, senza alcuna aggiunta. In lista, salvo omonimia, c'è anche la giornalista Margherita Ghinassi, già volto del Tg1.
 

18) Alleanza Verdi e Sinistra

Ultima lista di questa competizione elettorale ravennate, nonché della coalizione di centrosinistra, risulta essere quella di Alleanza Verdi e Sinistra. In qualche modo può dirsi che la lista raccoglie sensibilità che nel 2021 erano state rappresentate dalle formazioni Ravenna coraggiosa (dopo l'esperimento alle regionali dell'anno precedente) e Ambiente e territorio, anche se allora non erano stati impiegati simboli di partito. Naturalmente la vista in questione utilizza un contrassegno praticamente identico a quello inaugurato da Europa Verde e Sinistra italiana alle elezioni politiche del 2022, ma al posto di "Reti civiche" si legge, sempre in arancione, "Ambiente e territorio Ravenna", richiamando proprio la lista civica ambientalista del precedente appuntamento elettorale.

giovedì 15 maggio 2025

Genova, simboli e curiosità sulla scheda


Si è già segnalato che il comune più rilevante, tra quelli chiamati anticipatamente al voto in questo turno ordinario di elezioni amministrative (nonché unico capoluogo di regione a statuto ordinario) è certamente Genova. L'elezione di Marco Bucci alla presidenza della giunta regionale della Liguria ha reso necessario il ritorno anzitempo alle urne nel capoluogo ligure, dopo il precedente appuntamento elettorale del 2022. Si affronteranno 7 aspiranti sindaci, sostenuti da 17 liste: stesso numero dei contendenti di tre anni fa, ma le liste erano due in più. Di seguito si passano in rassegna i contrassegni secondo l'ordine di sorteggio, non prima di aver espresso un rammarico per il manifesto elettorale pubblicato sul sito del comune di Genova: si può apprezzare il proposito di non creare un file troppo pesante, ma la qualità delle immagini lascia davvero a desiderare... (i simboli, pertanto, sono stati rintracciati in rete).
 
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Silvia Salis

1) Partito democratico - Possibile - Partito socialista italiano

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Silvia Salis, scelta dal centrosinistra "allargato" (se si preferisce, campo abbastanza largo) per tentare il ritorno alla guida del comune di Genova. La sostiene una coalizione di cinque liste: la prima estratta è quella presentata dal Partito democratico, forza politica di punta dell'area. Si tratta peraltro - come in passato - di una formazione elettorale composita: il logo dem è stato ridotto e spostato in alto per lasciare spazio, in basso, a un segmento circolare rosso a base curvilinea; all'interno, oltre alla dicitura "Silvia Salis sindaca" (in passato assente), lungo il contorno trovano posto in miniatura - e in negativo - i loghi di Possibile (con il segno dell'uguale al posto della O) e del Partito socialista italiano (solo la sigla e il garofano, quasi come nel contrassegno del 2022 ma senza cerchio contenitivo). Capolista è il capogruppo Pd uscente Davide Patrone.
 

2) Alleanza Verdi e Sinistra

Come seconda lista è stata sorteggiata quella di Alleanza Verdi e Sinistra. Se nel 2022 Sinistra italiana aveva presentato una propria lista ed Europa Verde ne aveva formata una insieme a Linea condivisa, questa volta le due forze politiche concorrono alla stessa formazione elettorale utilizzando esattamente lo stesso contrassegno comune e composito, creato in vista delle elezioni politiche del 2022 e replicato di frequente in seguito. Come capolista è stata scelta la consigliera uscente Francesca Ghio.
 

3) Lista civica Silvia Salis sindaca

Dopo due liste chiaramente politiche, la terza ha natura dichiaratamente civica. Infatti la Lista civica Silvia Salis sindaca è una delle più vicine alla candidata, già atleta (con prestazioni notevoli nel lancio del martello) e dirigente sportiva. La lista include varie figure del "civismo progressista" - inclusi alcuni nomi espressi da Volt Italia e Linea Condivisa - ed è guidata dall'architetta e professoressa di design del prodotto Silvia Pericu (figlia di Giuseppe, già sindaco di Genova per il centrosinistra dal 1997 al 2007). Il simbolo, dal fondo azzurro sfumato radiale, contiene il nome della lista (con evidenziato il cognome della candidata, rosso su un rettangolo bianco) con la carica correttamente declinata al femminile e un piccolo segmento rosso; gli stessi colori e il motivo grafico hanno caratterizzato l'intera campagna elettorale della candidata.
 

4) Riformiamo Genova con Silvia Salis

Può essere considerata civico-politica la quarta lista, Riformiamo Genova con Silvia Salis: accanto a figure qualificabili come civiche, infatti, nella lista sono schierati candidati riconducibili a Italia viva, Azione, +Europa e Demos (tra loro ci sono anche alcuni consiglieri uscenti provenienti dal centrodestra, come Arianna Viscogliosi, Angiolo Veroli e Stefano Costa). Anche per sottolineare la varia provenienza dei candidati, il simbolo ha un fondo sfumato (che vira tra giallo, rosso, magenta, viola e verde, tinte che riassumono buona parte dei partiti che concorrono alla lista), che emerge anche all'interno della parima parte del nome della formazione, ricavato in negativo su un cerchio interno bianco; sotto al riferimento alla candidata, un piccolo segmento circolare contiene la croce di san Giorgio del comune.
 


5) MoVimento 5 Stelle

La coalizione a sostegno di Salis si completa con la lista del MoVimento 5 Stelle, che dunque si pone nuovamente a sostegno di una candidatura genovese condivisa con il centrosinistra, dopo l'appoggio ad Ariel Dello Strologo nel 2022. Il simbolo schierato su manifesti e schede, naturalmente, è lo stesso utilizzato alle elezioni precedenti, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica nel segmento rosso inferiore, collocato al di sotto del nucleo grafico del simbolo.
 

Raffaella Gualco

6) Genova unita

La seconda candidatura estratta è quella di Raffaella Gualco, avvocata civilista di lungo corso (con impegno anche nel diritto scolastico. La sostiene una sola lista, Genova unita: si tratta dell'evoluzione di un progetto già avviato in precedenza, in particolare da Aristide Massardo (docente di Sistemi energetici e ambientali a Genova e già candidato alla presidenza della Liguria nel 2020 col sostegno di +Europa, Italia viva e Psi: questa volta è il capolista) e da Gianluca Chiaramonte (ex dirigente Pd uscito dal partito, coordinatore della lista ma non candidato) e che in un primo tempo aveva individuato come aspirante sindaco Filippo Biolé, fino al dissidio che ha portato al cambio di candidatura. Il simbolo raccoglie in un cerchio bianco bordato di blu il nome della lista (blu e rosso, molto sottile), il profilo di alcuni monumenti genovesi - apre la Lanterna, chiude la Porta Soprana delle mura - e un segmento color aviatore con il riferimento alla candidatura (anche qui con l'uso della parola "sindaca").
 

Francesco Toscano

7) Democrazia sovrana popolare

Altra candidatura monolista è quella di Francesco Toscano, già candidato alla presidenza della regione Liguria lo scorso anno. Pure in quell'occasione si era presentato con il sostegno di Democrazia sovrana popolare, il partito di cui è presidente e figura più nota insieme all'altro fondatore, Marco Rizzo. La lista - che impiega il simbolo ufficiale del partito, con il nome collocato sotto alle due tracce verdi e rosse di pastello e la parola "sovrana" in stile handwriting - è frutto anche di un accordo con Indipendenza e con Alessandro Rosson, che per il partito guidato da Gianni Alemanno e Massimo Arlechino si era candidato alla guida della Liguria (Rosson si presenta col sostegno di Dsp come presidente del I municipio). 
 

Pietro Piciocchi

8) Noi moderati - Orgoglio Genova

Quarta candidatura estratta è quella di Pietro Piciocchi, vicesindaco reggente di Genova, dunque in continuità con l'amministrazione di Marco Bucci. La sua è la coalizione più nutrita: sette liste, tra politiche e civiche. La prima formazione sorteggiata ha entrambe le nature: lo stesso contrassegno, infatti, ospita Noi moderati e Orgoglio Genova, la cui parentela con Orgoglio Liguria che sostenne Bucci alle regionali dello scorso anno è evidente. L'elemento che più spicca nel simbolo blu, infatti, è proprio il cognome dell'attuale presidente della regione ed ex sindaco; nessun elemento cromatico rimanda al partito guidato da Maurizio Lupi, di cui resta solo la denominazione proposta con il carattere originale (capolista - e, stando alle anticipazioni, potenziale vicesindaca - è però Ilaria Cavo, deputata di Noi moderati ed ex assessora delle giunte regionali guidata da Giovanni Toti).
 

9) Lega

La seconda lista della coalizione di centrodestra è quella della Lega, il cui simbolo non desta particolari sorprese: la base è sempre il contrassegno inaugurato alle elezioni politiche del 2018, con Alberto da Giussano al centro, stretto tra la parola "Lega" in alto, la bandiera ligure a sinistra, il riferimento rosso alla Liguria a destra e, nel segmento inferiore blu, la dicitura "Piciocchi sindaco" - con il cognome in evidenza in giallo - al posto di "Salvini premier". Curiosità: la capolista è l'assessora uscente al commercio "Paola Bordilli detta Bordi e Boldrini e Bordini".
 

10) Forza Italia

Terza lista, tutta di natura politica, è quella di Forza Italia, che indica come capolista l'assessore uscente all'urbanistica e demanio marittimo Mario Mascia e subito dopo il capogruppo uscente Paolo Aimé. Il simbolo impiegato in quest'occasione è quasi identico a quello in uso dalle elezioni politiche del 2022, quindi con la bandierina tricolore stretta tra il riferimento al Partito popolare europeo e il cognome di Silvio Berlusconi; manca solo la parola "presidente" (così come ogni riferimento al territorio o al candidato sostenuto).
 

11) Piciocchi sindaco - Vince Genova

Sembra avere natura decisamente civica - e risultare la più vicina al candidato sindaco, avvocato e docente a contratto di diritto pubblico - la lista Piciocchi sindaco - Vince Genova, parente stretta della lista Vince Genova presentata nel 2022, quanto a natura e grafica: in alto c'è sempre la bandiera ligure leggermente mossa (che lascia intravedere un fondo blu), in mezzo il riferimento al candidato sindaco blu su fondo bianco, in basso il nome "Vince Genova" sul fondo arancione (di conio totiano). Uniche variazioni riguardano il colore di quest'ultima parte di testo (blu e non più bianco) e le sue dimensioni, aumentate anche perché il cognome di Piciocchi è stato scritto più piccolo di quello di Bucci (essendo più lungo) e ha lasciato più spazio da occupare. Oltre al capolista Carmelo Cassibba "detto Carmelo", presidente uscente del consiglio comunale, e all'assessore uscente Enrico Giuseppe Costa, si segnala la presenza di due ex calciatori di rilievo, Stefano Eranio (ex Genova e Milan) e Luca Pellegrini (già capitano della Sampdoria dello scudetto 1990-91).  
 

12) Unione di centro

La coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura di Piciocchi prosegue con la lista dell'Unione di centro, che indica come capolista il commissario provinciale Paolo Carini. Il simbolo corrisponde praticamente a quello ufficiale del partito, allegato allo statuto: lo scudo crociato apportato dal Cdu sta in primo piano, sopra le vele che furono del Centro cristiano democratico e - sotto - di Democrazia europea, su fondo azzurro; in alto, al posto della parola "Italia", il segmento circolare rosso contiene il riferimento alla Liguria. 
 

13) Fratelli d'Italia

Non poteva mancare, all'interno della coalizione a sostegno di Piciocchi, la lista di Fratelli d'Italia, che ha scelto come propria capolista l'assessora uscente al turismo Alessandra Bianchi. La formula grafica del contrassegno è la stessa già vista in varie altre occasioni, con il simbolo ufficiale di Fdi inserito all'interno di un cerchio bicolore, che nella parte superiore blu contiene il riferimento tanto alla presidente (e attuale presidente del Consiglio) Giorgia Meloni, la parola "per" in corsivo e il riferimento a "Piciocchi sindaco". 

14) Nuovo Psi - Democrazia cristiana

Pure l'ultima lista della compagine che appoggia Piciocchi è politica, presentata dal Nuovo Psi e dalla Democrazia cristiana; il contrassegno si basa sull'ultima versione del simbolo del Nuovo Psi. Nel cerchio bianco bordato di rosso, il riferimento a "Piciocchi sindaco" sostituisce la dicitura "Liberali e riformisti", ma i colori sono ribaltati (di solito la scritta è bianca sul segmento blu a base concava, qui la scritta è blu, inserita nello stesso segmento bianco bordato di blu); in basso una circonferenza più piccola contiene il garofano e la sigla nPSI, lasciando il posto a un cerchio blu con il nome della Dc. Il mancato uso di un simbolo - non si sa se la scelta sia stata fatta dall'inizio o se sia frutto di una richiesta di sostituzione - non aiuta a capire di quale Democrazia cristiana si tratti; il carattere usato fa pensare a un gruppo vicino al partito guidato nel tempo da Gianni Fontana, Renato Grassi e Totò Cuffaro. Tra le persone candidate non sfugge la presenza di Carlo Carpi, già candidato più volte alle comunali genovesi e imperiesi e alle regionali, e di Cosimo Damiano Cartellino, già citato in questo sito come depositante al Viminale dei contrassegni del Partito dei valori cristiani e Partito Unione nazionale italiana.
 

Antonella Marras

15) Sinistra alternativa

Esauriti i candidati sostenuti da coalizioni, il sorteggio ha indicato la candidatura di Antonella Marras, volto ben noto delle battaglie della Valpolcevera e a favore delle periferie. Già candidata sindaca per La Sinistra insieme nel 2022 (e in passato per Potere al popolo!), Marras conta sul sostegno della lista Sinistra alternativa, promossa dal Partito della rifondazione comunista, Partito comunista italiano e Sinistra anticapitalista. Le miniature dei tre simboli sono al centro del contrassegno, su fondo bianco, mentre il nome è diviso tra i due segmenti rossi ricavati nella parte superiore (che ospita pure una stella) e in quella inferiore.
 

Mattia Crucioli

16) Uniti per la Costituzione

Si ripresenta come aspirante sindaco di Genova anche Mattia Crucioli, avvocato ed ex senatore - nella scorsa legislatura - eletto con il MoVimento 5 Stelle e poi tra le anime del gruppo Alternativa dopo il dissenso sul sostegno al governo Draghi. Come nel 2022 Crucioli si candida appoggiato dalla lista Uniti per la Costituzione, la stessa che aveva sostenuto lui tre anni fa e Nicola Morra nel 2024 alle regionali liguri: il contrassegno è dominato dalla figura rossa di san Giorgio che uccide il drago, collocata nella parte superiore bianca (mentre il nome è posto su tre righe nel segmento inferiore rosso).
 

Cinzia Ronzitti

17) Partito comunista dei lavoratori

L'ultima candidatura indicata dal sorteggio è la sola che possa dirsi una "tricandidatura consecutiva". Come nel 2017 e nel 2022, infatti, si presenta come aspirante sindaca Cinzia Ronzitti, già commessa e ora attiva all'interno della Cgil. Ronzitti anche stavolta è sostenuta dal Partito comunista dei lavoratori, di cui è coordinatrice a Genova; il capolista è Francesco (Franco) Grisolia, già candidato a sindaco di Roma nel 2021 per lo stesso partita e nativo di Genova. Il Pcl schiera il suo simbolo consueto, con la falce e il martello di colore rosso leggermente ombreggiati, posti sul globo azzurro con meridiani e paralleli, mentre il nome del partito è disposto ad arco sopra e sotto alla grafica.