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domenica 6 dicembre 2015

Simboli fantastici (12): Topi e paperi per elezioni fai-da-te

Le elezioni a Paperopoli e Topolinia, lo si è visto. sono state un gioco per adulti adattato per i più piccoli (e non solo per loro), grazie all'idea che la direttrice di Topolino Claretta Muci delineò nel 2001 e mise in pratica quella volta e cinque anni più tardi, in concomitanza con il voto per rinnovare le Camere in Italia. Forse neppure la Muci e quelli che con lei gestirono l'iniziativa, tuttavia, potevano immaginare che tra i loro giovanissimi lettori alcuni si sarebbero dilettati a tal punto da volerle organizzare direttamente, le elezioni a fumetti.
Prendete ad esempio Piotr Zygulski, che nell'anno di scarsa grazia 2001 ha 8 anni, è ancora lontano dagli studi giuridico-economici e il Topo lo legge con estremo piacere. L'idea che si voti a Paperopoli lo colpisce, e molto, ma di quell'anno gli resta impressa anche una copertina del Venerdì di Repubblica con quattro faccioni a caricatura in primo piano (Rutelli, D'Alema, Berlusconi e Fini). Ovviamente prende parte al voto paperopolese, ma la molla - anche se lui non lo sa - è scattata: alle elezioni, le prossime volte, ci penserà lui.
Detto, fatto: nel giro di qualche anno - le prove sono disponibili dal 2005 - con cadenza sostanzialmente annuale in casa Zygulski si organizzano le elezioni, con un rito in grande stile. Nel 2005 e nel 2006, per esempio, si prepara una scheda con tutti i personaggi della banda dei Paperi, con un'altra opera di ingegneria (fotocopiando le teste dai fumetti e procedendo a un taglia-incolla rigorosamente manuale): chi desidera votare deve depositare il bollettino nell'urna di cartone posta in corridoio. 
Per garantire una maggiore affluenza e un più ampio bacino di elettori, poi, si stabilisce che le elezioni durino un intero mese, così da estendere il diritto di voto dalla sola famiglia nucleare ai cugini, agli amichetti e agli invitati alle feste di compleanno in cui si porta puntualmente l'urna, nella speranza di coinvolgere qualcuno di più nel gioco della democrazia a fumetti. Morale, nei primi due anni il numero dei votanti arriva a superare anche le 40 unità, estendendosi anche all'universo dei Topi (ricorrendo peraltro anche al mondo di Geronimo Stilton, vista la scarsità di personaggi noti a Topolinia).
Se alle prime elezioni a Paperopoli aveva trionfato Paperino, nel 2005 a casa Zygulski accade esattamente la stessa cosa, mentre l'anno dopo arriva alla pari con il suo doppio Paperinik e con il cugino sbadato di Paperoga; ci pensa il secondo turno a riconsegnarli la vittoria. In casa dei topi, invece, arrivano al ballottaggio Topolino e il suo cane Pluto, che vede sfumare la vittoria di un solo voto (per fortuna senza schede nulle, che rischierebbero di scatenare un contenzioso potenzialmente infinito). Ogni risultato, ovviamente, viene fissato in cartelli grafici ad hoc, realizzati con il computer, nel tentativo di modernizzare la macchina elettorale.
Nel 2007 Piotr decide di cambiare leggermente musica: perché accontentarsi delle elezioni, quando si può indire addirittura un referendum - che in realtà tecnicamente è un plebiscito - sulla forma di governo? Anche qui si passa all'azione: si fa una doppia scheda, questa volta a computer, per chiedere se si vogliono unificare le elezioni di paperi e topi (più da referendum in effetti) e per sottoporre agli elettori quattro proposte politiche. Si deve scegliere, in particolare, tra il Partito del Diamante (Paperino e Topolino sovrani a vita, senza più elezioni), Ancora e Partito simpatico (accettano la doppia sovranità, ma chiedono che si voti, rispettivamente, ogni 5 e ogni 2 anni) e Farfalla votante (si continua a votare ogni anno, dicendo no alla diarchia paperotopolinesca); le istruzioni di voto, diligentemente compilate, danno anche notizia delle liste bloccate collegate ai contrassegni, intruppando tutti o quasi i personaggi più noti della banda Disney. Manco a dirlo, il timore che il gioco delle elezioni potesse non ripetersi a cadenze regolari dà la maggioranza alla Farfalla votante, per cui l'anno dopo si torna alle urne; l'interesse però risulta calato, visto che i votanti sono meno di 20.
Nel 2008, in ogni caso, si svolgono le elezioni separate tra Topi e Paperi, facendo affrontare nei due casi le liste Farfalla, Allegri e simpatici e di nuovo il Partito del Diamante. Quell'anno Paperino viene sì eletto, ma perde la presidenza a favore di Pico De' Paperis, capolista della Farfalla; lista che stravince anche tra i Topi, mandando sullo scranno più alto un "papa straniero", ossia Geronimo Stilton. La partecipazione quell'anno va un po' meglio, ma quelle sono le ultime consultazioni, visto che l'età dei partecipanti consiglia loro di interessarsi ad altri passatempi. Rimarchevole, tuttavia, l'interesse per l'ambiente: tra il materiale conservato relativo a quell'anno, c'è anche una "certificazione verde", per dare conto della piena ecosostenibilità del voto (anche grazie all'uso di carta riciclata per le schede). Regolamenti, bollettini, istruzioni e verbali finiscono in un cassetto, ma hanno dato il loro contributo ad avvicinare chi li ha riempiti alla politica, quella vera. Quella che come personaggi non ha gli animali di fantasia, ma persone in carne e ossa che, non di rado, risultano infinitamente meno simpatiche (se non addirittura meno raccomandabili) dei personaggi dei fumetti.

Quarta e ultima puntata - Rileggi la prima, la seconda e la terza puntata

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