mercoledì 29 maggio 2024

Perugia, simboli e curiosità sulla scheda

Presenta un numero significativo di simboli la competizione in cui è in palio la guida dell'amministrazione di Perugia. Dopo il doppio mandato da sindaco di Andrea Romizi, il comune doveva necessariamente cambiare la figura di vertice. Si candidano a quel ruolo 5 persone, sostenute da 19 liste; se i numeri sembrano alti, si ricordi che nel 2019 gli aspiranti sindaci erano 10, con l'appoggio di 22 simboli.
 

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Leonardo Caponi

1) Partito comunista italiano - Perugia contro guerra e neoliberismo

Tra coloro che aspirano alla carica di sindaco risulta primo, in base al sorteggio, Leonardo Caponi, già senatore tra il 1994 e il 2001 prima per Rifondazione comunista (era stato il primo segretario regionale), poi per il Partito dei comunisti italiani. Ed è proprio l'evoluzione di quella forza politica, cioè il Partito comunista italiano, a sostenere Caponi; il simbolo, quasi identico a quello storico del Pci, è collocato in dimensioni ridotte all'interno del contrassegno, davanti a una rappresentazione stilizzata (e molto geometrica) di Palazzo dei Priori; nella corona rossa che la racchiude si legge il motto che si pone come seconda parte del nome della lista, Perugia contro guerra e neoliberismo.
 

Margherita Scoccia

2) Per Scoccia sindaco - Perugia civica

Per la successione a Romizi, il centrodestra ha scelto di puntare su Margherita Scoccia, assessora uscente (o forse, in questo caso, l'interessata preferirebbe "assessore") all'urbanistica e all'edilizia. È suo il record di liste in questo turno elettorale: 8 in tutto. La prima estratta è Per Scoccia sindaco - Perugia civica, probabilmente la più vicina all'aspirante prima cittadina. Il cognome della candidata, scritto in giallo, spicca sul fondo fucsia nella parte superiore del cerchio; sotto a una fascetta tricolore c'è la dicitura "Perugia civica" a fianco di un fiore bianco stilizzato a sei petali (lo stesso che figura come "puntino" sulla "i" di Scoccia).
 

3) Fratelli d'Italia

Il secondo posto all'interno della coalizione trainata dal centrodestra è toccato alla lista di Fratelli d'Italia, vale a dire il partito della stessa Scoccia. Diversamente dalle competizioni di questo turno elettorale viste sin qui, il partito della Presidente del Consiglio si presenta con una grafica diversa, che riprende la struttura "a cannocchiale" ed è simile a quella impiegata cinque anni fa; se però allora, sopra al simbolo ufficiale di Fdi, c'era solo la dicitura "per Andrea Romizi", questa volta in alto c'è - come lo si è visto in vari comuni negli scorsi anni - il nome di Giorgia Meloni "per" la nuova candidata, il cui nome si prende dunque lo spazio di maggiore visibilità
 

4) Futuro giovani

Si propone come una lista civica attenta soprattutto all'elettorato meno âgé Futuro giovani, collocata in terza posizione. In alto compare una stilizzazione fucsia della Fontana Maggiore della città di Perugia; il nome è scritto in azzurro su fondo bianco (carattere bastoni), mentre il riferimento alla candidata è riportato in bianco nella parte inferiore (con la parola "sindaco" in un rettangolo fucsia). Nel semicerchio inferiore, sulla tinta azzurra del fondo, emergono in filigrana le frecce del fast forward che hanno caratterizzato la campagna di Scoccia ("Il futuro non si ferma") e si ritrovano anche nelle "o" di "Futuro" e "Scoccia".
 

5) Unione di centro

Della coalizione in appoggio a Scoccia fa parte anche l'Unione di centro, che presenta il suo simbolo ufficiale, con lo scudo crociato in primo piano (sopra le vele del Ccd e di Democrazia europea che emergono in filigrana sullo sfondo azzurro) e il nome in basso disposto ad arco. L'unica variante riguarda il segmento rosso collocato in alto: al posto della parola "Italia", infatti, c'è una figura stilizzata che ricorda un po' la Fontana Maggiore e un po' la chiesa di San Michele arcangelo, stretta tra il bordo superiore e la dicitura, su due righe, "Scoccia sindaco" (la ripetizione del maschile non marcato della carica indica che la scelta linguistica è voluta).
 

6) Fare Perugia con Romizi - Forza Italia

Nella compagine trainata dal centrodestra non manca Forza Italia, che impiega il suo simbolo ufficiale, descritto nello statuto (dunque con la dicitura "Berlusconi presidente"); il partito, tuttavia, concorre a una lista più ampia, denominata Fare Perugia con Romizi, promossa dunque dal sindaco uscente, dirigente forzista (il suo cognome, scritto in arancione su fondo blu nel segmento superiore del cerchio, in proporzione è forse l'elemento più evidente del contrassegno). Alla lista civico-politica, come sottolineato dai media, concorrono anche i gruppi Civici X di Andrea Fora e l'associazione Fuori Tutti (legata al vicesindaco Gianluca Tuteri e all'assessore Gabriele Giottoli).
 

7) PerugiAmica

Al sesto posto della coalizione in appoggio a Scoccia si trova la lista PerugiAmica. Se il nome sembra comunicare soprattutto una vicinanza tra amministrazione e cittadinanza, il contenuto grafico del contrassegno indica inequivocabilmente una sensibilità animalista (e l'intento di promuovere iniziative politiche mirate per chi ha animali domestici) da parte dei promotori: su fondo verde chiaro sfumato, infatti, si stagliano con nettezza le sagome in verde scuro di un gatto e di un cane; lo stesso colore tinge il riferimento alla candidata. Altro elemento distintivo è la "A" corsiva (in carattere Brush Script) condivisa tra le due parole del nome.
 

8) Progetto Perugia

Si pone come formazione civica-moderata la lista Progetto Perugia, riproposta dopo le due partecipazioni alle ultime due consulazioni (passando dal 4,78% del 2014 al 14,84% del 2019). Rispetto a quei due precedenti, il nome della lista è molto più visibile, perché è stato portato in primo piano insieme all'ulteriore stilizzazione della Fontana Maggiore già vista in passato (in quella stessa posizione, prima, c'era il riferimento a Romizi); in basso invece, sono indicate - in forma di hashtag - le parole d'ordine "impegno", "fiducia" e "futuro". Rimane simile la struttura cromatica che gioca sui colori fondamentali (rosso in primo piano, giallo e azzurro); si aggiunge poi un presumibile riferimento ai colori della stampa in quadricromia (ciano, magenta, nero e giallo). 
 

9) Lega

Chiude la coalizione di centrodestra la lista della Lega, che cinque anni fa era stata la più votata tra quelle in appoggio a Romizi con il 15,05%, superata soltanto dal Pd (sarà interessante valutare i rapporti di forza nella nuova ). Anche in questa consultazione elettorale, come si è visto pure altrove, il riferimento al segretario federale Matteo Salvini è sparito, sostituito dalla dicitura "Perugia per Scoccia" collocata nel segmento blu sotto Alberto da Giussano: si tratta di scelte non indifferenti, che contemperano maggior attenzione ai territori e una rivalutazione circa il potenziale attrattivo "automatico" del nome del leader quando le competizioni sono legate al territorio.
 

Davide Baiocco

10) Alternativa riformista - Italexit

Terza candidatura, in ordine di sorteggio, è quella di Davide Baiocco, sostenuto da una coalizione di due liste. La prima, di natura politica, si presenta come una "bicicletta" che unisce Alternativa riformista (il partito legato ad Amato John de Paulis che partecipò alle elezioni regionali del 2015 e alle comunali perugine del 2019, in appoggio al candidato Marco Mandarini e sempre con la foglia di cannabis sativa stilizzata in primo piano) e Italexit: il partito si riconosce per la freccia bianca su esagono verde-rosso, ma il nome è scritto con un lettering diverso (molto più comune) e nella freccia si legge la dicitura "per Perugia con Baiocco sindaco", col riferimento al candidato ripetuto due volte in pochi centimetri.
 

11) Forza Perugia

La seconda lista, Forza Perugia, si spiega molto meglio inquadrando la biografia di Baiocco: perugino, calciatore professionista, ha militato per cinque stagioni nella squadra di calcio locale, giocando anche in Serie A e allenato pure da Serse Cosmi tra il 2000 e il 2002. Sapendo questo si comprende più facilmente il nome "calcistico" della lista, l'uso dei colori bianco e rosso (che caratterizzano sia lo stemma cittadino, sia la divisa della squadra) e l'immagine delle mani che abbracciano il cuore. Baiocco - che ha giocato in molte altre squadre, inclusa la Juventus, e ora allena la primavera del Gubbio - aveva annunciato la sua candidatura già poco meno di un anno fa, riuscendo a mantenere il suo proposito.
 

Massimo Monni

12) Monni sindaco - #Perugiamerita

Oltre a Caponi, un altro candidato si presenta sostenuto da un'unica lista: si tratta di Massimo Monni, già socialista, eletto consigliere regionale nel 2010 con il Pdl (non confermato cinque anni dopo con Per l'Umbria popolare) e ora a capo di una formazione al di fuori dai poli, denominata Monni sindaco - #Perugiamerita, pensata per il rilancio della città. Se il logo unisce il blu (del cerchio "tagliato" centrale) al fucsia carico  della corona, non passano certo inosservati i simboli di Partito socialista italiano, Italia viva e Tempi nuovi - Popolari uniti (il soggetto politico promosso da Giuseppe Fioroni) collocati nella parte inferiore del contrassegno.
 

Vittoria Ferdinandi

13) Partito democratico

Chiude la rassegna delle candidature Vittoria Ferdinandi, psicologa clinica, direttrice nel corso degli anni di vari ristoranti, incluso il "Numero Zero, progetto di inclusione socio-lavorativa di pazienti psichiatrici. Ferdinandi in questa campagna può contare sul sostegno di sette liste: in ordine di sorteggio la prima risulta essere quella del Partito democratico, che come nei tre appuntamenti elettorali precedenti ha scelto di schierare il suo simbolo ufficiale nazionale, senza aggiungere alcun riferimento al comune o alla persona candidata (nel 2019 aveva ottenuto il 17,18%, dimezzando i suoi risultati precedenti ma risultando comunque la forza più votata).
 

14) Pensa Perugia

La seconda formazione estratta è Pensa Perugia, che a giudicare dalla grafica ha come forza trainante Azione. Lo dimostrano i caratteri impiegati e l'uso del blu e del verde sfumato (identici a quelli del partito di Carlo Calenda); in più, nella parte inferiore, il simbolo di Azione è ben più grande di quelli di Socialisti per Perugia (con una raffigurazione della Marianna, ma è evidente che il Psi ufficiale ha fatto altre scelte), Perugia in Europa (e la coloritura modulare del testo è evidentemente quella di +Europa) e Laboratorio civico (che su fondo arancio-rosso contiene un altro disegno della Fontana Maggiore). Nella parte superiore il cognome di Ferdinandi ha grande rilievo, mentre la disposizione degli altri elementi testuali non sembra troppo ordinata.
 

15) Alleanza Verdi e Sinistra - Sinistra umbra - Volt

A Perugia in appoggio a Ferdinandi si presenta anche Alleanza Verdi e Sinistra, ma per l'occasione la collaborazione si allarga anche ad altri soggetti, la cui visibilità nel contrassegno costringe a restringere gli spazi per Europa Verde e Sinistra italiana (e sparisce del tutto il riferimento alle Reti civiche). Sotto al segmento curvilineo a due "basi" diviso a metà tra Ev e Si, infatti, trova spazio l'associazione Sinistra umbra (che accanto al nome mostra tre quadrati, uno rosso, uno verde e uno viola: gli stessi colori del partito greco Syriza), mentre nella parte inferiore c'è uno spazio minuscolo anche per Volt, il cui logo è collocato ovviamente su fondo viola.
 

16) Perugia per la sanità pubblica

Accanto a formazioni di chiara matrice politica ce ne sono alcune di natura civica: è il caso di Perugia per la sanità pubblica, lista civica che mira a difendere e rilanciare la tutela della salute a livello locale, contrastando i tagli alle risorse pubbliche destinate a ciò. La lista si è dotata di un contrassegno rosso con elementi bianchi (riprendendo dunque i colori cittadini), con il nome del comune scritto sopra una stilizzazione dei monumenti di piazza IV Novembre (Palazzo dei Priori, Fontana Maggiore e cattedrale di san Lorenzo); il concetto di "Sanità pubblica" risulta essere il più evidente di tutto il fregio elettorale.
 

17) MoVimento 5 Stelle

A differenza che altrove, a Perugia è stata possibile l'alleanza tra Pd e MoVimento 5 Stelle: della coalizione in appoggio a Ferdinandi, dunque, fa parte anche il M5S che propone sulla scheda elettorale l'ultima versione del suo simbolo ufficiale, da statuto. Il MoVimento riparte dal 7% sfiorato nel 2019, a sostegno solitario della propria candidata sindaca Francesca Tizi (cinque anni prima, però, la percentuale ottenuta era stata più che doppia); si vedrà se questa volta l'alleanza - finora sottoposta all'elettorato perugino solo alle regionali del 2019 - avrà effetti sul consenso per la lista.
 

18) Orchestra per la Vittoria

Si propongono come pienamente civiche le ultime due liste della coalizione di Ferdinandi, secondo l'ordine stabilito dal sorteggio. In sesta posizione si trova Orchestra per la Vittoria, denominazione che gioca con il nome della candidata sindaca (nella sua speranza che questo possa essere di buon auspicio) e con l'idea di un lavoro coordinato di squadra (come, appunto, in un'orchestra) tra persone candidate ed elettrici/elettori per raggiungere il risultato sperato. Il fondo bianco e rosso rimanda, anche qui, ai colori cittadini, mentre il color sabbia di "Ferdinandi sindaca" si ritroverà anche nell'ultimo contrassegno.
 

19) Vittoria Ferdinandi sindaca - Anima Perugia

L'ultimo emblema che si incontra sulla scheda elettorale è quello della lista civica Anima Perugia, altro gioco di parole che vorrebbe riferirsi sia all'anima della città (che la lista vorrebbe incarnare e in cui chi vota dovrebbe identificarsi), sia al proposito di animare il comune perché guadagni in vitalità. Il fondo color sabbia - anche se forse si dovrebbe dire color pietra o color marmo - con i suoi disegni impercettibili sembra ricordare, in qualche modo, la vista dall'alto della solita Fontana Maggiore; il nome della candidata domina al centro del cerchio (e la scelta del femminile "sindaca" anche qui è tutt'altro che casuale).

martedì 28 maggio 2024

Piemonte, simboli e curiosità sulla scheda

L'8 e il 9 giugno, oltre che per il rinnovo di poco meno di metà delle amministrazioni comunali italiane e l'elezione dei 76 europarlamentari spettanti all'Italia, si vota per eleggere il presidente della giunta regionale e i membri del consiglio regionale del Piemonte: com'è noto, si tratta della terza elezione collocata in anni diversi da quelli del maggior numero di regioni chiamate al voto (quelli che finiscono con le cifre 0 e 5) a causa dell'annullamento del voto del 2010 che ha portato a nuovi comizi elettorali nel 2014. 
Si affronteranno cinque aspiranti alla carica di Presidente, incluso l'uscente Alberto Cirio (centrodestra): nel 2019 erano stati uno di meno, mentre nel 2014 se ne erano contati sei. Quanto al numero delle liste, ne sono state presentate 13 (anche se nella circoscrizione di Biella sulla scheda ne finiranno solo 12); si conferma il calo rispetto agli anni precedenti (erano state 14 nel 2019, 16 nel 2014). Di seguito ecco i simboli sulla scheda, proposti secondo l'ordine sorteggiato per la circoscrizione di Torino

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Alberto Costanzo

1) Libertà

Il sorteggio ha collocato in prima posizione Alberto Costanzo, 62 anni, avvocato con studio a Casale Monferrato: alle ultime elezioni politiche si è candidato con Italexit, mentre in passato si è proposto come candidato sindaco a Casale Monferrato (nel 2004 con Casale tricolore, nel 2019 con Casapound e Nuova Voce civica), dopo una militanza precedente (fino al 2001) in Alleanza nazionale. Costanzo è il candidato presidente di Libertà, la lista di forze antisistema promossa da Cateno De Luca. 
Se la struttura rimane quella del contrassegno "nazionale" (scritta "Libertà" su segmento centrale biconcavo color carta da zucchero, inclinato di un paio di gradi), merita più attenzione il contenuto: sopra la scritta ci sono le miniature di Noi Popolo Unito (comitato - sorto nasce "da una aggregazione di tutti i movimenti, i partiti, i gruppi organizzati, le sigle, i cittadini e le cittadine che [...] da qualche anno si stanno opponendo ad una politica schizofrenica che prende ordini da strutture sovranazionali (Unione Europea, Nato, OMS, …) e bada esclusivamente a difendere gli interessi della grande finanza" - di cui è portavoce lo stesso Costanzo e che aveva lamentato la difficoltà per le forze politiche non rappresentate nelle istituzioni di partecipare, anche per la previsione della legge elettorale regionale n. 12/2023 che non considera valide le firme autenticate prima dell'indizione delle elezioni), Sud chiama Nord - De Luca sindaco d'Italia (forza che ha concesso l'esenzione dalla raccolta firme), Grande Nord e il Popolo della Famiglia; sotto la scritta appaiono invece Movimento per l'Italexit, Vita, Partito Pensionati + Salute e Insieme liberi - UscIta. Il contrassegno è lo stesso sia per il "listino" regionale, sia per le liste circoscrizionali.

Francesca Frediani

2) Piemonte popolare

La seconda posizione su manifesti e schede è toccata a Francesca Frediani, consigliera regionale uscente, eletta nel 2019 nel torinese con il MoVimento 5 Stelle e fondatrice nel 2021 della componente del gruppo misto Movimento 4 ottobre (gruppo fuoriuscito dal M5S) - ribattezzata nel 2022 Unione popolare. A sostenerla è la lista Piemonte popolare, cui concorrono Potere al Popolo, Partito della Rifondazione comunista, Sinistra anticapitalista e ManifestA, nonché varie figure indipendenti e i collettivi universitari Cambiare Rotta (la lista è esente grazie alla consigliera Frediani, presente nel gruppo misto da oltre due anni). Il simbolo ha il fondo per metà rosso e per metà arcobaleno, per richiamare l'idea della pace; sotto al nome, collocato in primo piano (con una stellina sulla "i" di "Piemonte" e una sottolineatura gialla) si leggono le parole "pace diritti lavoro ambiente". Il contrassegno è lo stesso sia per il "listino" regionale, sia per le liste circoscrizionali.
 

Sarah Disabato

3) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha collocato una dopo l'altra tutte e tre le candidature appoggiate da una sola lista: dopo Costanzo e Frediani, tocca a Sarah Disabato, eletta cinque anni fa sempre nella circoscrizione di Torino nella lista del MoVimento 5 Stelle. Ed è proprio con il M5S che Disabato si presenta anche questa volta: in Piemonte non si è concretizzata alcuna alleanza con il Pd o con altre forze politiche che altrove hanno scelto di presentarsi in coalizione con il partito guidato da Giuseppe Conte. Anche in questa competizione elettorale il M5S si presenta con il proprio simbolo ufficiale nella sua ultima versione (con il riferimento al 2050 - anno della neutralità climatica - in un segmento rosso sotto alla parte consolidata del logo). Anche in questo caso il contrassegno è lo stesso sia per il "listino" regionale, sia per le liste circoscrizionali.
 

Alberto Cirio

Si ripresenta alle elettrici e agli elettori piemontesi il presidente uscente della giunta regionale, Alberto Cirio, sempre sostenuto dal centrodestra: può contare infatti sull'appoggio di cinque liste. In questo caso, però, la legge consente al candidato presidente appoggiato da una coalizione di dotarsi di un contrassegno che non sia per forza "l'insieme dei contrassegni delle liste collegate": per questo, il "listino" regionale di Cirio si distingue con un contrassegno che ha in primo piano la denominazione "per il piemonte" (rossa e blu, come i colori dello stemma regionale) e sullo sfondo la sagoma del Piemonte.
 

4) Noi Moderati

Prima formazione elettorale del centrodestra indicata dal sorteggio è quella che nella coalizione ha la storia più recente, Noi moderati. Il partito guidato a livello nazionale da Maurizio Lupi concorre a questa competizione elettorale con il suo simbolo ufficiale - il nome bianco e giallo in carattere bastoni corsivo, su fondo azzurro blu sfumato e "ondina" tricolore che in basso delimita un piccolo segmento bianco - senza alcuna aggiunta o modifica (non ci sono dunque riferimenti alla candidatura del presidente o al territorio in cui la lista viene presentata). Non può sfuggire, tra i candidati della circoscrizione di Torino, la presenza di Roberto Gremmo, autonomista storico che ha accettato di rimettersi in gioco in questa lista. come a voler dire che gli autonomisti veri non stanno nella Lega.
 

5) Fratelli d'Italia

Al secondo posto all'interno della coalizione di Cirio c'è Fratelli d'Italia, partito che nel 2019 aveva sfiorato il 5,5% in regione - attestandosi come terza forza della coalizione di maggioranza - ma in questo caso aspira a un risultato decisamente migliore. Anche alle elezioni regionali piemontesi il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni impiega il contrassegno schierato alle contemporanee elezioni europee (e inaugurato alle regionai sarde): il riferimento evidente alla leader al centro, su fondo blu, tra il nome della forza politica in alto e - sotto a una striscia tricolore - la fiamma tricolore in basso.
 

6) Lega

La forza più votata in assoluto nel 2019 era stata la Lega, con il suo 37,11% si era aggiudicata 17 seggi dei 22 destinati alle liste circoscrizionali della maggioranza. In quest'occasione il partito lotterà per difendere il risultato di cinque anni fa, anche se le condizioni politiche non sono identiche a quelle di allora; identico è invece il contrassegno, con la statua di Alberto da Giussano nel mezzo, tra la parola "Lega" in alto (scritta con il consueto carattere Optima) e la dicitura "Salvini Piemonte" (con il cognome del leader leghista in grande evidenza, in giallo) in basso, nel segmento blu; a sinistra della statua del guerriero di Legnano, poi, c'è la bandiera piemontese.
 

7) Cirio presidente - Piemonte moderato liberale

Il quarto posto nella coalizione di centrodestra è toccato alla lista più vicina al presidente in cerca di riconferma: ci si riferisce alla lista "civica" - così si legge nel contrassegno - Cirio presidente - Piemonte moderato liberale. Nessun dubbio sul fatto che il cognome di Cirio sia l'ingrediente principale di questa grafica elettorale; il bianco, il blu e il rosso (che tinge solo la parola "Piemonte") richiamano i colori dello stemma regionale; la dicitura collocata in basso richiama in parte le forze che concorrono alla formazione della lista (Moderati, storicamente vicini al centrosinistra ma non questa volta, Torino Bellissima, Piemonte nel Cuore, Tempi Nuovi con Giorgio Merlo e Azione, che indica alcune candidature).
 

8) Forza Italia - Udc - Pli

Chiude la coalizione di centrodestra l'ultimo partito da indicare, nonché quello in cui si riconosce lo stesso presidente della giunta regionale, Forza Italia. In questo caso la bandierina forzista, il riferimento al Partito popolare europeo e - soprattutto - il cognome di Silvio Berlusconi vengono sacrificati nelle dimensioni per lasciare spazio, nel segmento circolare blu collocato in basso, al cognome di Cirio (il suo peso visivo è analogo a quello del contrassegno visto sopra); in basso si leggono anche, pur molto piccoli, i riferimenti all'Unione di centro (Udc) e al Partito liberale italiano (Pli). Va precisato che la lista di Fi non sarà presente sulle schede della provincia di Biella: l'esclusione dalla lista di Lorenzo Leardi (ritenuto incandidabile per la condanna subita nel processo "Rimborsopoli", senza che fosse ritenuta efficace la riabilitazione) ha portato al non rispetto della parità di genere all'interno della lista composta da due soli candidati, dunque alla bocciatura dell'intera lista (Tar e Consiglio di Stato hanno respinto i ricorsi).
 

Giovanna (Gianna) Pentenero

Ultima candidatura estratta è quella di Giovanna Pentenero (nota come "Gianna"): è lei - dal 2021 assessora al lavoro e sicurezza a Torino, nonché ex assessora regionale sotto le presidenze Bresso e Chiamparino e consigliera nella legislatura intermedia - la persona individuata dal centrosinistra. Anche in questo caso è stato scelto un contrassegno diverso dalla somma dei simboli delle liste: un semplice cerchio bianco bordato di rosso, con l'espressione "Gianna Pentenero presidente", con il nome e il cognome (più evidente) in rosso e l'ultima parola in grigio, sottolineata in rosso. Pure in questo caso l'emblema è poco evidente e poco di richiamo, anche nel tentativo di evitare che qualche elettore metta la croce solo su questo senza segnare alcun simbolo di lista (stratagemma che peraltro non è consentito - e forse non è del tutto corretto o paritario - alle candidature appoggiate da una sola lista, visto che c'è l'obbligo di usare lo stesso contrassegno dell'unica lista).
 

9) Stati Uniti d'Europa per il Piemonte

La coalizione in appoggio a Pentenero si apre - almeno a Torino - con la lista Stati Uniti d'Europa per il Piemonte, lista che somiglia nella sua composizione a quella promossa per le elezioni europee. Si nota facilmente, infatti, come sia quasi uguale la parte superiore (con il nome tinto dalla texture +europea blu, inserito in un fumetto e collocato sopra la bandiera d'Europa sventolante su fondo giallo); sotto si vedono quattro dei sei simboli di partito inseriti nel contrassegno delle europee (Psi, +Europa, Italia viva, Libdem europei), disposti ad arco sopra all'espressione "Pentenero presidente". Il contrasssegno risulta essere il più "pieno" della competizione, più o meno al livello di quello di Libertà.
 

10) Pentenero presidente

Si presenta come molto più semplice e lineare il contrassegno della seconda lista, indicata come "Lista civica" e chiamata semplicemente Pentenero presidente. La grafica, con l'espressione "Lista civica" rossa in alto su segmento bianco e il resto del nome scritto in bianco su fondo rosso ricorda molto i contrassegni delle liste "personali", con nomi legati alla società civile, che hanno accompagnato le candidature a sindaco di Torino di Piero Fassino nel 2016 e di Stefano Lo Russo nel 2021: in qualche modo sembra che si sia voluto esportare il modello per portarlo sull'intero territorio regionale.
 

11) Piemonte ambientalista e solidale

Appare ugualmente vicina alla candidata Pentenero la terza lista, Piemonte ambientalista e solidale. I colori adottati dal simbolo (il verde acqua del fondo, il verde più chiaro e il bianco del testo) sono mutuati direttamente da Democrazia solidale - DemoS; dalla stampa si apprende che concorrono alla formazione anche Alleanza verde e civica, Alleanza dei Democratici (il gruppo legato a Pino De Michele), Volt Europa e Giorgio Bertola, nel 2019 candidato alla presidenza della regione per il M5S e questa volta indicato come capolista di Piemonte ambientalista e solidale nella circoscrizione di Torino. 

12) Alleanza Verdi e Sinistra - Possibile

La quarta forza della coalizione che sostiene Pentenero è l'unica a non avere nel simbolo un riferimento all'aspirante presidente per il centrosinistra: Alleanza Verdi e Sinistra. Il simbolo utilizzato in quest'occasione è quasi identico a quello coniato in vista delle elezioni politiche del 2022; si deve però dare conto dell'aggiunta di Possibile, inserito - quasi come contraltare di Reti civiche - nella parte destra del contrassegno. Il fregio elettorale che ne risulta è molto simile a quello delle ultime elezioni regionali in Friuli - Venezia Giulia (allora però c'erano anche le versioni plurilingue dei due partiti principali della federazione)
 

13) Partito democratico

Ultima lista che completa la compagine in appoggio a Pentenero è quella del Partito democratico, che anche in Piemonte adotta una soluzione grafica già vista altrove: il logo di Nicola Storto risulta ridotto nelle dimensioni per consentire l'inserimento di un segmento verde in cui trova posto il riferimento alla candidata presidente. Nel 2019 il Pd aveva ottenuto il 22,44%, ottenendo comunque 9 seggi; questa volta la lista combatterà, probabilmente, oltre che per trainare la coalizione, anche per cercare di avvicinarsi il più possibile a quel risultato.

lunedì 27 maggio 2024

Bari, simboli e curiosità sulla scheda

In questa competizione elettorale ammnistrativa Bari si presenta come il capoluogo di regione in cui concorreranno più liste e, pur non disponendo di uno sguardo completo su tutti i comuni chiamati al voto, con grande probabilità sarà tra i teatri elettorali da record nella prossima consultazione fissata per l'8 e il 9 giugno. Saranno infatti 26 le liste che finiranno sulla scheda elettorale, a sostegno di 5 aspiranti alla carica di sindaco; nel 2019 erano state 6 persone a contendersi la guida dell'amministrazione comunale, ma le liste erano state "solo" 24 (del resto, se si torna indietro al 2014, le liste in corsa erano addirittura dieci in più, 34 per 10 aspiranti alla carica principale).
 

Nicola Sciacovelli

1) Sciacovelli sindaco ci piace!

Il sorteggio ha collocato in prima posizione Nicola Sciacovelli, già consigliere comunale dal 2009 al 2019 (l'ultima volta eletto nella civica Decaro per Bari, poi transitato in Iniziativa democratica di Alfonso Pisicchio). Sciacovelli conta sull'appoggio di due liste, anche se all'inizio i primi manifesti diffusi riportavano una possibile "Confederazione di liste civiche" formata da cinque elementi. Prima lista è Sciacovelli sindaco ci piace!, che si distingue con un cerchio metà giallo ocra e metà bianco, con il cognome nel semicerchio superiore; in basso, sotto la parola "sindaco", il concetto del "ci piace!" è ribadito dall'immagine del "pollice recto", con una grafica che richiama quella storica di Facebook. 
 

2) Italexit per l'Italia - Noi per Bari

Il giallo ocra del contrassegno precedente somiglia all'arancione chiaro che tinge tutto il fondo dell'emblema della seconda lista, che unisce un soggetto politico come Italexit per l'Italia a una formazione di matrice chiaramente locale, Noi per Bari: il simbolo di quest'ultima figurava - al pari di quello della prima lista - tra i fregi che erano stati svelati in una prima fase con i manifesti, con una nuvola a forma di cuore nel cielo azzurro, sopra a un mare mosso stilizzato, con il nome del gruppo scritto in rosso (colore cittadino insieme al bianco); il simbolo di Italexit, invece, è quello ufficiale indicato dallo statuto. Nella parte superiore del contrassegno, infine, figura la dicitura "per Sciacovelli Sindaco", con il "per" corsivo quasi invisibile.
 

Michele Laforgia

3) Bari città d'Europa

Seconda candidatura estratta è quella di Michele Laforgia, avvocato penalista e fondatore del movimento La giusta causa (nonché figlio di Pietro, già militante Psdi, Psi e Pds). Può contare sull'appoggio di sei liste, unite in una coalizione piuttosto variegata. La prima è Bari città d'Europa: la struttura del contrassegno è parente stretta di quella della lista Stati Uniti d'Europa, con la bandiera europea sventolante su fondo giallo in alto (con in primo piano il nome del comune inserito in una sorta di fumetto e con la stessa texture di +E a varianti di blu) e le miniature dei simboli di +Europa (con il riferimento a Bari nella parte inferiore) e Partito socialista italiano nell'area inferiore, sopra al riferimento al candidato sindaco. 
 

4) MoVimento 5 Stelle

Seconda lista sorteggiata nella coalizione di Laforgia è quella del MoVimento 5 Stelle, vale a dire una delle due forze che aveva sostenuto dall'inizio (insieme a Sinistra italiana) il penalista e che a metà aprile ha scelto comunque la via della candidatura autonoma, non ritenendo che vi fossero (più) le condizioni per partecipare alle primarie del centrosinistra dopo le inchieste in materia di corruzione relative al comune di Bari e alla Puglia. Il simbolo schierato dal M5S è quello ufficiale, ormai in uso dall'ultima riforma statutaria del MoVimento, con il riferimento al 2050 anno della neutralità climatica sotto al nucleo storico del logo.

5) Generazione urbana

Terza formazione a sostegno di Laforgia risulta essere Generazione urbana, qualificata soprattutto come "lista giovane". La grafica è sicuramente quella di maggior rottura rispetto alle altre. Su fondo rosso mattone campeggia una strada a zig zag, ma che in realtà sembra rimandare piuttosto a una saetta, un fulmine; ai lati della strada - percorsa da un bambino in bicicletta - si vedono varie case molto colorate e alcuni alberi, come a voler dare l'idea di una città a misura di chi vi abita. Un segmento azzurro scuro (con base obliqua) contiene la dicitura "Laforgia sindaco" che ricorrerà altre due volte in seguito.
  

6) Bari bene Comune

La quarta lista della compagine di Laforgia dà l'impressione del già visto e l'impressione è corretta: Bari bene Comune, infatti, nel 2019 era stata una delle formazioni a sostegno della seconda corsa a sindaco di Decaro e ora si presenta con il contrassegno quasi invariato - in particolare nella composizione multicolore di parole collocata alla destra - in questa competizione, stavolta però a sostegno di Laforgia. L'unica novità, infatti, è il segmento azzurro scuro con l'espressione "Laforgia sindaco" (qui in positivo, mentre nel contrassegno precedente era in negativo). In questa lista sono confluite, tra le altre, le candidature di Sinistra italiana.
 

7) Partito comunista italiano

Della coalizione in appoggio a Michele Laforgia c'è anche il Partito comunista italiano, che partecipa a questa competizione elettorale con il suo simbolo ufficiale che tanto somiglia a quello del vecchio Pci: in questo modo dà visibilità ai segni storici della sinistra italiana, visto che la sua è l'unica falce e martello presente su questa scheda elettorale (il segno, anzi, torna a concorrere alle amministrative baresi, visto che nel 2019 non era stato schierato da nessuno: si deve tornare al 2014, anno in cui aveva partecipato il Partito di alternativa comunista).
 

8) Laforgia sindaco

L'ultima formazione che sosterrà la candidatura di Michele Laforgia è verosimilmente quella più vicina all'aspirante primo cittadino: si chiama semplicemente Laforgia sindaco e mostra meglio la resa tridimensionale del testo che era apparso in due contrassegni precedenti. Il rilievo dato alla scritta, tra l'altro, consente di notare con più attenzione che nella "O" di Laforgia è stata intagliata una piccola saetta, la stessa che emerge sul fondo del cerchio (che è colorato di un blu più scuro) e che in Generazione urbana era stata reinterpretata come strada. 
 

Vito Leccese

9) Noi popolari

Conta sull'appoggio di sette liste il candidato del Pd Vito Leccese, già capo di gabinetto e direttore generale del comune di Bari. Prima formazione da considerare, in base all'ordine del sorteggio, è Noi popolari, formazione legata al consigliere comunale uscente Pasquale Magrone e che per l'occasione contiene pure figure legate all'altro raggruppamento civico Progetto Città futura (animato da Giuseppe Varcaccio e Giuseppe Benedetto). Di fatto la lista appare in parte in continuità con quella dei Popolari per Bari presentata nel 2019 (e con un proprio eletto), come mostra il nucleo del contrassegno, con il cuore rosso pennellato su fondo blu e la scritta "Popolari" maiuscola in carattere bastoni; stavolta però il cuore è ripetuto anche più grande, su fondo bianco (così da richiamare meglio i colori cittadini), mentre in primo piano compare un tricolore sempre pennellato. Il simbolo, peraltro, non è nuovo, essendo già stato visto - ad esempio - a Foggia lo scorso anno.

10) Progetto Bari con Leccese

Viene direttamente dalle scorse elezioni amministrative anche la lista Progetto Bari, altra formazione civica che era stata coniata per appoggiare Decaro (riuscendo a eleggere un consigliere) e ora fa parte della coalizione in appoggio a Leccese. L'unico cambiamento grafico di rilievo rispetto a cinque anni fa, infatti, riguarda il riferimento al candidato sindaco, opportunamente "aggiornato": resta il nome scritto in bianco (con un carattere graziato e il puntino della "i" di Bari trasformato nella seconda "o" di "Progetto") e resta intatta la struttura ad archi concentrici tinta a toni di rosso.
 

11) Partito democratico

Non manca ovviamente nella coalizione in appoggio a Leccese la lista del Partito democratico, vale a dire del partito che ha espresso i due ultimi sindaci di Bari (Antonio Decaro e, prima, Michele Emiliano) che hanno scelto l'attuale candidato sindaco. Il Pd - che conferma l'uso del proprio simbolo ufficiale, senza alcuna specificazione territoriale e senza l'indicazione dell'aspirante primo cittadino - nel 2019 aveva sfiorato il 17%, risultando la lista più votata di tutte quelle in campo; alle elezioni di giugno cercherà probabilmente di difendere anche questo primato (nella coalizione, ma soprattutto al di fuori).
 

12) Leccese sindaco

Il quarto posto all'interno della compagine di centrosinistra, in continuità con l'amministrazione uscente, è toccato alla formazione più vicina al candidato: lo dimostra in qualche modo il nome stesso, semplicemente Leccese sindaco, sul modello di quanto visto poco fa per Laforgia. Qui però la grafica, pur essendo molto essenziale, è comunque un po' più elaborata: sopra al cognome del candidato (scritto in un insolito grigio, come non è usuale il carattere utilizzato) e al segmento verde che contiene la parola "sindaco", infatti, c'è un albero stilizzato (segno anche della sensibilità ambientalista di Leccese), il cui tronco grigio è un avambraccio con una mano aperta. Una soluzione che si è già incontrata con la lista Sinistra futura vista in Sardegna in febbraio e a Cagliari ora (anzi, a dire il vero, la mano - stavolta senza le radici stilizzate - sembra la stessa...). 
 

13) Con - Leccese sindaco

Da un certo punto di vista sembra che la sorte si sia divertita a collocare una dopo l'altra due liste che sembrano molto simili nel messaggio (anche se, almeno sulle schede, non risultano affiancate, ma su due righe diverse, nemmeno impilate). La quinta lista, infatti, è quella di Con - Leccese sindaco, vale a dire la formazione da anni vicina all'ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il contrassegno quindi riprende il colore giallo di fondo e la parola "con" scritta nel caratteristico font Bodoni (e con lo spazio interno della "o" tinto di azzurro); il fatto che sotto si legga l'espressione "Leccese sindaco", però, può far percepire un generico messaggio di appoggio al candidato sindaco.  
 

14) Decaro per Bari

Se già con alcune liste precedenti era lecito avere una sensazione di déjà vu, con il contrassegno di Decaro per Bari quell'impressione non può che essere fondatissima: si tratta infatti dello stesso emblema già comparso nel 2014 e nel 2019 a sostegno del sindaco attualmente uscente (e ora candidato Pd alle elezioni europee), nonché parente stretto - graficamente parlando - della lista Emiliano per Bari presentata in precedenza. Viene riproposto, dunque, il contrassegno bianco e blu (colore che tinge la parte inferiore del cerchio, delimitata in alto da una base curvilinea, come a richiamare l'acqua del mare in movimento) e con il cognome del primo cittadino attuale in rosso (richiamando di nuovo i colori cittadini) per "tirare la volata" al candidato scelto in continuità. Nel 2014 Decaro per Bari era stata la lista più votata della coalizione dopo quella del Pd; nel 2019 era stata la terza, superata da #Decaro sindaco (ora ribattezzata Decaro per il sindaco e presentata solo nei municipi, ma sempre con il cancelletto disegnato - da Proforma, come quello analizzato prima - con le linee della metropolitana barese).    
 

15) Europa Verde

Settima e ultima lista che sosterrà Vito Leccese in questa corsa verso la guida del comune di Bari è quella di Europa Verde. Si tratta, in qualche modo, di un "ritorno alle origini", nel senso che Leccese era stato eletto deputato nell'XI e nella XIII con la Federazione dei Verdi, soggetto che ha dato il principale contributo alla nascita di Europa Verde (prima come lista federativa, poi come forza politica). Il simbolo è quello consueto (con il girasole, il sole che ride nel nome, il riferimento ai Verdi e ai Verdi europei), con l'aggiunta dell'espressione "Leccese sindaco" nella parte bassa del cerchio. La lista concorrerà per avere un buon risultato al primo turno. Nella speranza - insieme alle altre della coalizione - che, qualora Leccese acceda al ballottaggio contro lo sfidante del centrodestra, possa arrivare al secondo turno anche il sostegno di chi ha votato Laforgia. 
 

Fabio Saverio Romito

16) Bari per Fabio Romito

Si presenta unito il centrodestra barese nel sostenere la candidatura dell'avvocato (e dottore di ricerca in Principi giuridici ed istituzioni fra mercati globali e diritti fondamentali) Fabio Saverio Romito. Proprio lui fa il pieno di liste in questa competizione, schierandone addirittura dieci (ma in passato c'è chi ha superato questo numero). Per prima è stata sorteggiata una formazione civica, tra le più vicine all'aspirante primo cittadino: Bari per Fabio Romito. Il simbolo è molto semplice, con il nome scritto in blu su fondo bianco, fatta eccezione per una "X" pennellata gialla che campeggia al centro, rendendo così il concetto del "per" (il colore chiaro probabilmente è stato scelto anche per evitare rischi di contestazioni, molto più probabili se si fosse usata una croce nera).  
 

17) Agorà

Si può riconoscere un'impronta civica anche alla lista Agorà - Movimento delle idee, un'associazione attiva nei territori di Santo Spirito, Palese, San Pio e Catino. Se già nel 2019 aveva operato nelle elezioni dei municipi, questa volta concorre per il consiglio comunale. Il contrassegno, proprio come allora, è a fondo giallo (con l'elemento principale del nome contenuto nel segmento inferiore blu) e si caratterizza per il disegno stilizzato di un tempio greco; al di sotto, però, non c'è più un emiciclo, ma una barretta tricolore, sotto la quale si legge l'altra parte del nome, limitata ai lati da due triangolini blu.
 

18) Mario Conca per Bari

Il contrassegno più semplice di tutta la compagine che appoggia Romito, probabilmente, è quello della lista Mario Conca per Bari, collocato al terzo posto. Conca, eletto consigliere regionale nel 2015 per il M5S e ripresentatosi nel 2020 con la lista Cittadini pugliesi, nel 2022 si era proposto come sindaco di Gravina e ora appoggia con una sua lista il candidato del centrodestra. Il simbolo è a fondo bianco, con il nome della lista scritto in rosso (si punta, anche in questo caso, sui colori cittadini, con la massima semplicità possibile); unica particolarità, la "C" di Conca inserita all'interno di un quadrato tratteggiato.  
 

19) Noi moderati - Riprendiamoci il futuro

Sono tutte presenti nella coalizione che appoggia Romito - in forma più o meno diretta - le forze politiche che a livello nazionale si riconoscono nel centrodestra. La prima a incontrarsi è Noi moderati, che presenta l'ultima versione del suo simbolo, quella della trasformazione in partito. Il nome della formazione guidata da Maurizio Lupi, però, viene leggermente compresso nel suo spazio, perché il segmento bianco inferiore (delimitato in alto dall'ondina tricolore) risulta più ampio per fare spazio al simbolo di Riprendiamoci il futuro, lista che si era presentata ai baresi sempre nel centrodestra già cinque anni fa, pur non riuscendo a ottenere eletti (la grafica, in compenso, è rimasta la stessa, con vari bambini che si tengono per mano e uno che fa volare un nastro tricolore).
 

20) Liberali e riformisti - Nuovo Psi

Pur essendo un soggetto politico più piccolo, è riuscito a presidiare anche la competizione amministrativa barese il Nuovo Psi, che da tempo ha arricchito il suo nome con la dicitura Liberali e riformisti. L'ultima volta che il partito di Stefano Caldoro e Lucio Barani aveva partecipato a queste elezioni comunali era stata nel 2014, con il garofano adottato tra il 2006 e il 2008. Qui il fiore è un po' più ridotto e giusto meno realistico, ma è pur sempre più evidente rispetto al garofano in miniatura contenuto nella "pulce" del Psi ospitata nel contrassegno di Bari città d'Europa. 
 

21) Prima l'Italia - Unione di centro

Fabio Romito è stato eletto consigliere regionale nelle liste della Lega per Salvini premier. Chi però cercasse la statua di Alberto da Giussano sulla scheda non la troverebbe; vedrà invece il simbolo "alternativo" di Prima l'Italia, con le fettucce tricolori su fondo azzurro, sopra al cognome del candidato in grande evidenza. La denominazione della lista, peraltro, è piccola anche perché nella parte superiore il contrassegno lascia spazio anche alla miniatura dell'Unione di centro, che dunque concorre a formare la lista (una collaborazione che, avviata alle europee, continua anche sui territori). 
 

22) Fratelli d'Italia

Non può mancare in questa competizione elettorale, nella compagine di centrodestra, la lista del partito nazionale di maggioranza relativa, dunque di Fratelli d'Italia, nel 2019 entrato in consiglio con il 3,25% (e il terzo posto all'interno della coalizione) ma con l'attesa di un risultato più consistente in questa tornata elettorale. Pure a Bari il partito ha scelto di utilizzare la versione del simbolo sfoggiata per la prima volta alle elezioni regionali sarde, con il nome di Giorgia Meloni sempre su fondo blu ma stavolta in posizione centrale, in gran rilievo tra la denominazione del partito in alto e la fiamma tricolore in basso.  
 

23) Forza Italia

Chiude la rassegna dei partiti maggiori del centrodestra (curiosamente sorteggiati uno dopo l'altro) la lista presentata da Forza Italia. Pure in questo caso sulla scheda è finito lo stesso simbolo inaugurato con le elezioni regionali in Sardegna e comparso in varie altre elezioni comunali (con la bandierina tricolore di Cesare Priori al centro, il cognome di Silvio Berlusconi subito sotto e il riferimento al Partito popolare europeo in alto, disposto ad arco). Nel 2019 Fi aveva ottenuto un seggio al pari di Fdi, ottenendo mezzo punto in più (3,71%): sarà interessante vedere come cambieranno i rapporti di forza questa volta. 
 

24) Romito sindaco

La nona lista della coalizione che appoggia Romito è probabilmente la più vicina all'aspirante primo cittadino: il suo nome è semplicemente Romito sindaco, il fondo del simbolo è blu leggermente sfumato in chiarezza verso il basso; se a metà del cerchio si ritrova il nome della lista (con il cognome bianco del candidato in evidenza e sotto la parola "sindaco" in giallo e più piccola), buona parte dell'area inferiore è occupata da due fasce "a zig zag" azzurre, che richiamano anche in questo caso il mare, un elemento molto legato a Bari, come si può vedere. 
 

25) Pensionati e invalidi - Giovani insieme 

L'ultima lista della coalizione in appoggio a Romito può sorprendere, almeno in parte: si trova infatti Pensionati e invalidi - Giovani insieme. Nel corso degli anni la formazione fondata e guidata da Luigina Staunovo Polacco ha spesso presentato candidature in Puglia, non di rado schierandosi con il centrosinistra (l'ha fatto nel 2014 a Bari e nel 2020 sostenendo Emiliano alle regionali), mentre nel 2019 alle amministrative baresi ha scelto una corsa autonoma, appoggiando il proprio candidato Francesco Corallo (0,14-0,15%). Stavolta il simbolo - bordato delle stelle d'Europa in una corona blu e con un lievissimo tricolore sullo sfondo, vale a dire l'emblema non ammesso dal Viminale nel 2018 - si trova nel centrodestra: trattative e accordi hanno probabilmente suggerito un esito diverso.
 

Sabino Mangano

26) Oltre

Chiude l'offerta elettorale delle elezioni amministrative di Bari la candidatura di Sabino Mangano (detto Marco), già aspirante primo cittadino nel 2014 per il MoVimento 5 Stelle. Questa volta si propone come guida del comune con il sostegno di un'unica lista, Oltre, formata da "movimenti civici associati". Nel contrassegno si vedono le miniature dei simboli di Azione civile (il soggetto politico fondato e guidato da Antonio Ingroia), Partecipazione attiva (gruppo alternativo al M5S, fondato nel 2021 e con associati anche in Puglia: al centro è ben visibile un puzzle tricolore su fondo arancione sfumato), COM.RE.CO.it (sigla di Comitato Referendario - per portare la proposta dei referendum deliberativi - dai Comuni per la gestione dello Stato) e Fronte Verde.