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lunedì 4 aprile 2016

Milano, simboli ritoccati al minimo (e senza nome a Sinistra)

Facendo quattro passi tra i simboli già noti delle elezioni amministrative a Milano, sembra facile rendersi conto che i partiti maggiori sono poco interessati a modificare profondamente i propri emblemi in occasione di questo turno elettorale. Fatta eccezione per il caso sui generis del Nuovo centrodestra (che in gran parte dell'Italia sembra pronto a utilizzare il marchio di Area popolare, declinato città per città, come decisione del partito a livello nazionale), gli altri attori politici in campo non solo non nascondono le loro insegne, ma generalmente concepiscono come unica modifica la "personalizzazione" dell'emblema, con l'inserimento del nome del candidato sindaco o poco più. 
Vale per l'emblema di Forza Italia visto nei giorni scorsi, ma anche per quello del Partito democratico, presentato alla fine di marzo assieme alla campagna di comunicazione "Avanti Milano!". L'inserimento, in questo caso, riguarda non solo il cognome del candidato, ma il nome tutto intero (o quasi, visto che Beppe è la forma breve), probabilmente perché gli spazi consentivano al testo di stare sotto al simbolo. Rispetto alla soluzione grafica adottata per Pisapia nel 2011 (un segmento a una base tutto verde, che conteneva l'espressione "Pisapia sindaco"), stavolta si è scelto un segmento a due basi, dunque una sorta di fascia per evidenziare solo il nome del candidato alla guida di Milano. Non sembra esserci un motivo particolare per questo diverso "trattamento" (e non c'entra che la proposta di Sala sia venuta dal Pd, rispetto a quella di Pisapia che invece era un esterno): l'effetto finale è sostanzialmente lo stesso.
Non si discosta molto da questa logica il simbolo di Fratelli d'Italia, che pure sceglie uno stratagemma grafico diverso: il simbolo nazionale non viene ritoccato, ma semplicemente rimpicciolito di poco e inserito in una corona circolare gialla, in cui - in basso - si legge "per Parisi sindaco". Decisamente interessante, tuttavia, è che nella parte alta della corona sia in buona evidenza il nome di Giorgia Meloni (che risalta forse di più del riferimento a Stefano Parisi): sembra quasi un tentativo di massimizzare anche a livello locale il potenziale attrattivo della leadership (in una fase in cui, come si è già ricordato, Berlusconi non metterà invece il suo nome sul simbolo di Forza Italia), senza peraltro ricorrere a forzature grafiche poco felici già viste in passato, con i nomi all'interno del simbolo tradizionale. 
Tornando nello schieramento di centro sinistra, niente nome invece per la lista Sinistra x Milano, formazione nata per raccogliere soprattutto il consenso di Sel, dei Verdi e di coloro che genericamente si richiamavano all'area "arancione" che si era riunita intorno alla candidatura di Giuliano Pisapia nel 2011, fino alla sua vittoria. Il colore arancione del simbolo è rimasto e tinge tutto il fondo dell'emblema; il "x" è composto con una sorta di segno di "maggiore", che può anche essere letto come una freccia che parte da sinistra e punta in avanti. Il nome di Sala, invece, come detto non c'è, forse perché poco in linea con "l’ambizione di voler parlare a tutti quei cittadini progressisti democratici e di sinistra che in questi cinque anni sono stati vicini all'amministrazione di Giuliano Pisapia", messa in luce da una nota ufficiale della lista, che sarà guidata da Daria Colombo. Chi voterà Sinistra x Milano, insomma, non lo farà necessariamente per Sala (o, forse, lo farà nonostante lui).

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