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lunedì 25 aprile 2016

Se a Torino in Comune mancava la sinistra

Alle volte l'assenza di una parola, per piccola che sia, diventa pesantissima, tanto da dover correre ai ripari al più presto per colmare il vuoto. Qualcosa del genere sarebbe accaduto a Giorgio Airaudo e alla sua lista Torino in Comune. L'emblema, presentato alcune settimane fa, aveva già creato un certo interesse, per l'abbraccio "quasi da infinito" che era stato coniato come segno grafico distintivo. Mancava qualcosa però, a quanto pare, e non era il nome del candidato sindaco, presente fin dall'inizio.
Cosa si era scordato dunque Airaudo? "Ha dimenticato la 'sinistra', - ha scritto Lo Spiffero lunedì scorso - Un bel guaio per chi, come l’ex sindacalista Fiom, ha l’obiettivo dichiarato di ricostruirla, anzi di farla rinascere come araba fenice dalle ceneri democratiche ormai sepolte sotto le macerie del partito della nazione". Per questo, da una manciata di giorni, nella parte bassa del simbolo è apparsa la scritta "La Sinistra", in corpo anche leggermente maggiore rispetto ad "Airaudo sindaco". 
Il motivo, peraltro, non sarebbe (sol)tanto di posizionamento o di tradizione politica: si tratterebbe anche di evitare che un certo numero di voti prenda altre vie: quelle - sempre secondo Lo Spiffero - degli "ex compagni di ventura, passati armi e bagagli (o rimasti, a seconda dei punti di vista) sui lidi piddini". Di chi si sta parlando? Di Progetto Torino, lista che sostiene Piero Fassino ed è guidata dall'assessore uscente Gianguido Passoni: nel simbolo, oltre al nome, si legge infatti "Sinistra per la Città"
L'emblema, tra l'altro, è sempre rosso di fondo; cambia la parte inferiore, invece, tinta di arancione e con il profilo della città, che inizia con l'Arco Olimpico e termina con la Mole Antonelliana. Ovviamente nessun problema legale, visto che il termine "sinistra" non è certamente proprietà privata di una forza politica; per lo staff di Airaudo, tuttavia, non marcare la propria posizione a sinistra doveva sembrare troppo rischioso, così ha piazzato la parola al suo posto. Saranno le urne a dire se la modifica ha pagato o no.

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