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venerdì 29 aprile 2016

Simboli fantastici (15): Siracusa, la ricetta "allo sprofondo" di Friedrich Nicita

Nei giorni che si fanno frenetici mentre si avvicina la presentazione di liste e contrassegni, si avverte il bisogno di reagire a questa scarica di tensione e al fiume di carta che sta per scorrere. Il solo modo sano è una buona dose di cazzeggio meditato: si dà libero sfogo alla fantasia burlona, avendo cura di condirla con sufficiente seriosità, perché nessuno dica che si perde tempo in chiacchiere. Quel tempo lo si investe; se proprio si perde, almeno lo si fa con stile.
Viene allora da ripescare l'esperimento messo in campo nel 2013 da un gruppo di persone: sdrammatizzando l'attesa del voto per rinnovare l'amministrazione di Siracusa, scelsero di dare corpo e programma a un impagabile candidato sindaco (sarebbe stato il nono, quella volta): Friedrich Nicita. Passate oltre i suoi baffoni alla Borat, levatevi dalla testa ogni immagine di sindaco iperattivo che voglia rivoltare la città come un calzino: lasciatevi invece conquistare dal alcune frasi della descrizione presente sul suo sito. "La Sicilia orientale - si legge - è finalmente giunta al suo declino. [Egli] ha pertanto inteso rilanciare la propria città, Siracusa, come capitale dell’abisso e punta avanzata dello sprofondo verso il nulla. [...] Siracusa è per Nicita il modello perfetto dell’Eterno Ritorno dell’Uguale, e da qui è convinto si possa cominciare a scavare verso l’abisso". 
E nessuno pensi che in tutto questo non ci sia alcun ragionamento: Nicita si diceva infatti ricco solo di "un pensiero lucido e visionario insieme" e lui intendeva "metterlo al servizio della comunità cittadina per annientarla". Un programmino che avrebbe persino potuto intercettare più di qualche voto di protesta, se si fosse fatto lo sforzo di raccogliere le firme per i simboli "veramente falsi" a sostegno del candidato sindaco, Siracusa allo sprofondo e Nichilisti per Siracusa, con l'appoggio esterno dell'associazione Siracusa Metafisica. Lo spirito della candidatura, lo racconta oggi lo staff di Nicita, in una lunga chiacchierata surreale: giudichi il lettore se questo crogiolo di colpi di genio meritava il suo voto, nel segreto della cabina elettorale.


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Friedrich Nicita, teorico dell'abisso. Vi piace questo titolo, per iniziare l’intervista?
Sì, il Sommo Maestro è un erudito, quindi l’aspetto teorico alla base del movimento nichilista e sprofondista è di fondamentale importanza, ma al contempo non va trascurato l’aspetto pratico. Noi siamo per un nichilismo attivo, un nichilismo del disfare. Il Sommo Maestro Friedrich Nicita ha voluto perciò attorno a se un cerchio magico di personaggi che ogni giorno, con le piccole azioni e con le grandi nefandezze, si adoperino per trasformare  il suo pensiero in pratica. Ricordiamoci sempre che “quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro; e quando il supersiracusano guarda a lungo nella sua vaschetta di patatine fritte, le patatine fritte guardano dentro le sue Hogan”.
L'idea centrale è "rilanciare Siracusa come capitale dell’abisso e punta avanzata dello sprofondo verso il nulla": ma serve più sforzo per migliorare o per peggiorare?
Siracusa ha nel dna tutte le caratteristiche dello sprofondo. Purtroppo però, come credo possa immaginare, bisogna lottare giorno per giorno affinché il pressappochismo, la mediocrità, il sano “me ne fotto” non vengano persi per strada nella quotidiana battaglia tra bene e male.
Lo slogan è “Bisogna tramontare”: sembra quasi di sentir parlare chi teorizza la decrescita felice. Anche il vostro disegno è in quel solco o c'è poco da stare allegri?
Il nostro tramonto non ha nulla a che vedere con la decrescita felice, ma piuttosto con una crescita villana e spropositata. Chi l’ha detto che se non ho i soldi per comprare i libri di testo a mia figlia in quinta elementare io debba anche rinunciare a un nuovo SUV BMW? Questo è il concetto che vogliamo portare avanti. Noi confidiamo nel saccheggio delle risorse (umane, naturali, economiche) come volano per un fine lenta e agonizzante.
Nichilisti per Siracusa: il simbolo più bianco degli ultimi anni. Significa che il niente è l'orizzonte cui tendere o che piuttosto il niente lo temete?
Il niente per noi è tutto e il bianco è nero!
Lo scarabocchio dell'emblema sembra poco decifrabile agli occhi dei non iniziati: è un disegno creativo e molto ispirato, alla Bruno Munari, oppure non significa davvero niente? E poi, come mai citate il duomo e non lo mettete?
Abbiamo voluto affidarci alla polisemia dell’oggetto materiale. Potrebbe trattarsi di uno scarabocchio, alcuni ci vedono uno sfregio, per noi rappresenta il caos a cui aspiriamo. Se citiamo il Duomo e non lo inseriamo saranno pure fatti nostri! Che sono fatti nichilisti, ovviamente.
Siracusa allo sprofondo: una pala ci seppellirà o, piuttosto, ci salverà? Nessuno aveva mai osato piazzare una pala in un simbolo, al massimo si era arrivati a una vanga. Sicuri che ci sia solo da scavare e che non serva a spalare o distribuire materia meno nobile della terra?
Quella pala scava in eterno e più va a fondo più si raggiunge la salvezza dello sprofondismo. Se per raggiungere il nostro nobile scopo sarà necessario dissotterrare materiali meno nobili e profumati del petalo d’un giglio, noi non ci fermeremo. Nostro obiettivo dichiarato è la corruzione della ragione attraverso i beni materiali di infima qualità, le attività futili, lo shopping compulsivo, il cospirazionismo da bancone, i vestiti leopardati, le polo con il colletto rialzato, le scarpe di dubbio gusto, il peculato e il familismo amorale. Scaveremo fino ad arrivare alle fondamenta della civiltà. Poi ci prenderemo un cappuccino e un raviola con la ricotta al bar.
Una lista non era sufficiente? E se proprio si doveva moltiplicare, perché non dedicarne una a una giusta causa, come la trasformazione degli stand di fritture in strutture permanenti? Quale poteva essere il simbolo? A proposito, come mai non presenta la lista l'associazione Siracusa Metafisica? E che simbolo ha?
Una sola lista sarebbe stata una mossa lineare e logica. Ma noi, non per ripeterci, siamo per il caos e la confusione, il dissolvimento delle strutture in nome dell’incoerenza. Parlando di caos e confusione, va aggiunto che la questione delle strutture permanenti per il cibo da strada è stata già discussa e abbiamo deciso che la soluzione attuale sia la migliore. C’è il rischio infatti che le strutture adibite al cibo da strada, se permanenti e inserite in un contesto normato, possano adeguarsi a standard qualitativi più elevati. E ciò va contro i precetti fondamentali del disfare nichilista. Riguardo l’associazione Metafisica siracusana, essa, essendo metafisica, c’è e non c’è; insomma è inafferrabile e interamente votata ad attività offshore.
Tornando al programma, il turismo sembra, più che un volano per l'economia (come dicono tutti), un cancro da estirpare o, almeno, da scoraggiare in tutte le maniere. Chi vi paga, la Tedeschia?
Stiamo per lanciare dei corsi gratuiti di diseducazione civica, borseggio e truffa alimentare che, ne siamo certi, incontreranno il favore di tutta la cittadinanza e ci saranno di aiuto a chiudere questa pagina del turismo una volta per tutte.
Altri tre punti del programma a caso: istituire i combattimenti di galli in Camera di Commercio. Era il luogo più salubre possibile?
Mens sana in corpore sano, diciamo noi. E se puoi fare una puntatina su un combattimento di galli è ancora meglio. Noi ci teniamo al morale dei lavoratori del tanto bistrattato settore pubblico.
Poi: Riqualificazione dell’ex autodromo per corse autoblu. Ma, dico, la più parte delle autoblu sta a Roma, volete farle scarpinare fino a Siracusa? O è riservato all'ARS?
Per le auto blu da Roma prima di ogni gara ci sarà un ponte aereo gestito dalla guardia di finanza e dalla marina. Abbiamo pensato a tutto.
Infine: Dialogo serrato con le associazioni femminili per uno shopping più giusto. Dite la verità: sarà questo a farvi vincere le elezioni?
Contiamo molto nel consumismo selvaggio, acritico, privo di qualunque freno. Riteniamo che per far saltare il tappo della civilizzazione si debba raggiungere una massa critica di consumi di oggetti inutili, costosi e brutti. Ma per raggiungere questo nobile scopo ci rivolgiamo a tutti, non solo all’associazionismo femminile. Il nostro è un messaggio universale che abbatte le barriere di genere e affratella l’umanità. Un sogno che diventa realtà quando siamo in coda sotto il sole a dodici chilometri dal centro commerciale e sbaviamo per la nostra porzione di pollo fritto in omaggio al fritt-o-rama e per i saldi nella boutique accanto alla friggitoria.

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