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Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

martedì 20 agosto 2019

Ci metti la firma? Parliamone con Gianfranco Rotondi (Forza Italia)


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Per evitare che la questione della raccolta delle firme sembri un questione che interessa solo i partiti "piccoli", costretti dalle norme in vigore a una vita quasi impossibile, la domanda va fatta: cosa pensano le forze politiche maggiori dello "sbarramento all'ingresso" per le prossime elezioni, che si svolgano in autunno o più in là? Lo abbiamo chiesto, nell'ambito della campagna #cimettilafirma, a Gianfranco Rotondi, contattato innanzitutto come eletto di Forza Italia, partito che in base alla legge risulta esentato dalla raccolta firme: è interessante vedere la posizione di questo partito, per capire se sia interessato ad ampliare la platea dei soggetti che potrebbero partecipare alle elezioni, anche perché - si perdoni la cattiveria - al momento le sue percentuali non garantirebbero l'esenzione dalla raccolta firme anche in futuro.
Rotondi, tuttavia, è stato scelto anche per la sua storia di ostinato democristiano di ieri e di oggi, nei vari partiti in cui ha militato (Ppi, Cdu, Udc, senza dimenticare Pdl e Fi) o che ha fondato (Dc-Dca, Rivoluzione cristiana): si è dunque pensato che potesse apprezzare l'idea di una raccolta di firme non sui candidati, ma sul simbolo della lista, così da permettere agli elettori di scegliere se dare a un progetto politico la possibilità di candidarsi con il proprio emblema, lasciando che sia il partito a scegliere chi candidare (e se i nomi non piaceranno a chi vota, se la vedranno i dirigenti del partito). Una raccolta firme congegnata così potrebbe persino rendere più facile la via verso le schede di un nuovo partito a guida di Rotondi, se mai dovesse ritenere opportuno fondarne un altro. E lui, in qualche modo, ci ha già pensato (la breve chiacchierata precede volutamente le comunicazioni di Giuseppe Conte a Palazzo Madama: ogni scenario, dunque, è possibile...). 


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Onorevole Rotondi, è ancora presto per capire quando si andrà a votare, anche se qualche elemento in più potrebbe arrivare tra qualche ora. A proposito, lei che sentore ha?
Guardi, alti e bassi, non è possibile fare una previsione. Ma, a prescindere dalla data del voto, non c'è dubbio che la legge elettorale debba essere rivista.
Già, soprattutto per quanto riguarda la presentazione delle candidature, visto che al momento le uniche forze politiche che sono certe di presentare le loro liste sarebbe le cinque che contano su un gruppo parlamentare in entrambe le Camere. 
Sì e si tratta di una situazione oggettivamente non democratica.
Lei dunque sarebbe interessato a un intervento sulla normativa elettorale per ampliare la partecipazione?
Beh, sì, anche perché sarei interessato, visto che io in ogni caso non andrei con Salvini. La raccolta di firme, in realtà, non sarebbe proibitiva, si tratta di 24mila firme [in realtà alla Camera sono poco meno di 48mila firme, cioè la metà delle almeno 94.500 richieste dalla legge per i 63 collegi plurinominali, ndr]; tuttavia dover raccogliere le firme sui nomi significa avere già stipulato le intese con eventuali altre forze politiche, ed è un problema no?
In realtà non sono poi così poche...
No, non sono poche, ma tenga presente che nel 2006 io ho raccolto le firme per partecipare alle elezioni quando feci la lista con il Nuovo Psi, quindi non si tratta di una cosa impossibile a farsi.
Vero, ma ricordi che si trattava di firme sulle circoscrizioni regionali o subregionali, quindi la difficoltà era minore rispetto ai collegi plurinominali validi ora.
Su questo non c'è dubbio.
Per aprire la competizione, secondo lei sarebbe meglio estendere le esenzioni a un maggior numero di soggetti o chiedere meno firme ma farle raccogliere a tutti, chiedendo un minimo di sforzo anche ai partiti maggiori?
Propendo per questa soluzione, creando davvero una par condicio: mi pare contrario al dettato costituzionale creare un privilegio per i partiti presenti in Parlamento.
Lei quindi sarebbe personalmente favorevole ad abolire ogni esenzione dalla raccolta firme?
Certo, sono favorevole a un'assoluta parificazione tra liste uscenti e nuove liste.
In Forza Italia la pensano come lei?
Non si pongono il problema.
Eh, ma questo è un problema...
Sì, un problema costituzionale.
Ma è anche un problema il fatto che in Forza Italia non ci si ponga questo problema, visto che le percentuali non mostrano un futuro roseo per il partito...
Non c'è dubbio, non c'è dubbio.
A questo punto, introdurre la raccolta di firme solo sul simbolo e non sulle liste, come sto proponendo in questi giorni, potrebbe essere una soluzione di apertura?
Sarebbe una soluzione più accettabile.
Magari potrebbe fare comodo anche a lei, se avesse intenzione di fondare una nuova formazione, no?
Sì, non c'è dubbio.
Ci ha già pensato?
Beh, dico solo che se Forza Italia sceglie Salvini è corretto che io dica dall'inizio che questo non mi interessa, quindi qualcosa di diverso faremo.
In un certo senso è una notizia...
Mah, voglio dire, è una cosa pubblica da un anno e mezzo...
Già, però ricordarlo al momento giusto può comunque essere una notizia...
Non c'è dubbio.
Sarà un soggetto di matrice democristiana o almeno cristiana?
No, in questo momento credo che ci sarebbe spazio per una grande Lista civica nazionale più che per una Democrazia cristiana. Bisognerebbe ideare quella.
Che caratteri avrebbe?
Beh, caratteri di emergenza: se si votasse a ottobre la si dovrebbe fare in un mese, il voto sarebbe un referendum pro o contro Salvini, quindi sarebbe una lista per tutte le culture politiche contrapposte alla deriva demagogica, populista, autoritaria, peronista di Salvini.
E se si va più avanti?
Oggi è più che mai valido una frase di Churchill: una settimana è un tempo lunghissimo in politica. 
Se non sbaglio, lui diceva anche che quando c'è una maggioranza di due voti ce n'è uno di troppo.
Già, quindi se parte il governo va avanti tre anni...

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