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giovedì 1 agosto 2019

Psi, consultazione online per il nuovo simbolo

La notizia era stata data il 24 luglio attraverso il sito ufficiale e quello dell'Avanti! on line, ma solo alle ore 21.04 di oggi è partita la consultazione con cui il Partito socialista italiano si rivolge agli iscritti e i simpatizzanti, invitandoli a indicare quale simbolo vorrebbero per il Psi che verrà, scegliendo tra le quattro alternative individuate da coloro che hanno predisposto il sondaggio. Si potrà votare una sola volta in una pagina apposita del sito del partito (indicando le proprie generalità) fino al 9 settembre, in vista della festa socialista che si terrà il 15 settembre a Fano: lì si conoscerà l'esito del voto.
"Abbiamo previsto un doppio canale di consultazione, uno riservato agli iscritti e uno rivolto a tutte le persone interessate - spiega a I simboli della discordia il segretario del Psi, Enzo Maraio -. La consultazione rimarrà aperta per oltre un mese, quindi sarà occasione di dibattito e confronto tra noi in un periodo in cui di solito si abbassa l'attenzione della politica: avremo in questo modo contezza degli umori tanto degli iscritti quanto dei simpatizzanti e li incroceremo per avere un primo risultato".
Quella promossa online ovviamente sarà una semplice consultazione: da statuto, infatti, l'organo preposto all'eventuale modifica del simbolo è il consiglio nazionale. In quella sede, dunque, tenendo conto dei risultati della consultazione (rilevanti anche se non vincolanti), si deciderà se mantenere l'emblema attuale o cambiarlo e, nel caso, come modificarlo. 
Della scelta delle quattro alternative da sottoporre ai partecipanti alla consultazione - un numero limitato, per non disperdersi su troppe idee, si è occupato un gruppo di esperti di grafica e comunicazione. l'idea era di mettere sul tavolo delle scelte, oltre al simbolo attuale, altre opzioni più o meno innovative, sul piano della grafica e dello stesso nome. 
Due delle tre nuove proposte, infatti, sono dominate da una rivisitazione geometrica della corolla della rosa, sempre su fondo rosso; se però una ha i petali rossi (tranne due verdi, per rendere più visibile il tricolore) e comprende la sigla del partito scritta a caratteri cubitali, l'altra accoppia la rosa (stavolta a petali bianchi) alla parola "Avanti" altrettanto evidente. Una cesura profonda con il nome perso nel 1994 e recuperato solo nel 2009, ma resta la profonda continuità con la testata storica (anche se manca il punto esclamativo e il lettering non è quello di sempre; il tricolore è garantito da una sottolineatura verde, che in realtà fa molto Leu). "Sono tutti simboli - spiega Maraio - che conservano la storia ma guardano avanti. Siamo orgogliosi della nostra storia, è normale che il futuro sia ancorato lì, ma i tempi e i ritmi di oggi ci impongono di interrogarci sulla validità e sull'efficacia dell'emblema che abbiamo ora e che abbiamo approvato nel 2009". In effetti la storia del simbolo attuale, almeno del suo nucleo, ha più di dieci anni: ha infatti le sue radici nell'emblema - in origine sempre quadrato e a fondo rosso, senza tricolore - di quello che allora si chiamava solo Partito socialista e che aveva corso alle elezioni - assai poco fortunate - del 2008 (assieme al cognome di Enrico Boselli). 
La sfida lanciata all'ultimo congresso (straordinario), quello che ha eletto Maraio alla segreteria, era dare gambe innovatrici al partito che, tra quelli che sono riusciti ad approdare in Parlamento (lì stanno l'ex segretario Riccardo Nencini e Fausto Guilherme Longo), ha la storia politica di livello nazionale più lunga e rilevante: "Nessuna volontà di abbandonare la storia, il percorso fatto fin qui, ma non adeguarsi ai tempi nella comunicazione e anche nella grafica, per noi, rischia di confinare nel passato senza riuscire a essere pronti per il futuro e nemmeno per il presente: non possiamo condannarci a non essere competitivi e a inchiodarci alle percentuali che otteniamo da anni". C'è anche una dimensione locale da considerare, per nulla trascurabile: "Non è sostenibile che, alle elezioni amministrative, il nostro simbolo nazionale non sia ritenuto idoneo a rappresentare le varie esperienze civiche e, dunque, non si presenti quasi mai sulle schede. Meglio, a questo punto, trovare un simbolo più condivisibile e spendibile".
Non può non colpire, tra le opzioni in gioco, la presenza di un garofano, nell'unico emblema a fondo bianco, con il nome tutto intero (forse fin troppo piccolo, rispetto alla sigla enorme). "Nel 1993 il garofano fu tolto perché era in qualche modo caduto in disgrazia - ammette Maraio - mentre oggi è nuovamente sentito come un fiore rappresentativo del lavoro e della libertà come in origine: è giusto quindi che ci si interroghi sulla possibilità che il garofano rappresenti di nuovo il Psi". E se, in effetti, periodicamente c'è chi ne propone il ritorno (lo aveva fatto per I simboli della discordia anche Massimo Parecchini), la scelta di quel fiore potrebbe anche destare l'interesse di coloro che, nel corso degli anni, hanno scelto di continuare a sentirsi socialisti altrove, magari nel Nuovo Psi o in altre formazioni più legate all'eredità politica di Bettino Craxi (e, a guardarlo bene, anche se la forma è nuova, il fiore ricorda quello disegnato da Filippo Panseca nel 1987). Maraio non nega questa possibilità: "Nella confusione complessiva della politica, il partito vorrebbe provare davvero a intercettare tutte le varie diaspore socialiste, tutti gli angoli dell'arcipelago e tutti gli interstizi in cui i vari socialisti si sono andati a calare, spargendosi qua e là nel panorama politico: il garofano potrebbe favorire questo tentativo, ma ciò non toglie valore alla rosa, che resta pur sempre l'emblema dei socialisti europei" 
C'è oltre un mese dunque per votare: l'esperimento è coraggioso, proprio per la storia che il Psi rappresenta, senza che questo abbia impedito di mettere in gioco tutto. Anche il passato lasciato da parte, anche il nome.

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