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sabato 17 agosto 2019

Il Partito della terra: La Valle registra il nome ma un simbolo esisteva già

"Tornare alla terra". No, non è un invito nemmeno troppo velato ai personaggi di prima, seconda o ultima fila in questa crisi di governo a darsi più utilmente all'agricoltura; e non si tratta neanche del claim di una nuova campagna per lanciare una linea di prodotti "bio" o del motto di persone più o meno giovani che si sono stancate del precariato o del lavoro d'ufficio e preferiscono (re)inventarsi in uno dei mestieri tradizionali. Si tratta invece di un monito per tornare a occuparsi della terra, anzi, della Terra, cioè dell'intero pianeta: a lanciarlo è Raniero La Valle, una delle voci più acute della sinistra cristiana.
Il 5 luglio è stata depositata a suo nome la domanda di marchio verbale Partito della terra: nessuna grafica, solo le parole, da impiegare per le classi 35 (Pubblicità; gestione di affari commerciali; amministrazione commerciale; lavori di ufficio), 41 (Educazione; formazione; divertimento; attività sportive e culturali) e ovviamente 45 (Servizi giuridici; servizi di sicurezza per la protezione di beni e di individui; servizi personali e sociali resi da terzi destinati a soddisfare necessità individuali, compresi i servizi in campo politico). L'esame della domanda non è ancora iniziato, ma è interessante capirne di più.
Quattro giorni fa, sul sito di La Valle è comparso un articolo - dal titolo Rimettersi in piedi perché la storia continui - in cui si legge che nei giorni della crisi di governo "la temperatura a terra giungeva in Puglia e in Sardegna a punte di 51 gradi; a Genova veniva portata a termine la demolizione del ponte Morandi e della case ad esso sottostanti; nel Mediterraneo tra Malta e Lampedusa due o tre navi si trovavano i porti chiusi in faccia avendo a bordo centinaia di indesiderati e di scartati privati del diritto di vivere". Tre cose che, secondo il giornalista, "dicono tutto": il clima è fuori controllo e gli uomini non lo governano; la tecnologia "crea opere sorprendenti e impensate ma non le cura, non le vigila e ne fa ragione di morte"; il potere arriva a compiacersi di se stesso e a prostituirsi "al consenso che chiede, offrendo il prezzo di un obbligo al naufragio, di un sacrificio degli innocenti, di un viatico alle stragi degli innocenti".
In tutto questo, le risposte politiche in campo (l'ossessione per il taglio dei parlamentari; quella per la sfiducia, il ritorno al voto e l'incasso di molti seggi; quella di chi è rimasto fuori e ora vuole trarre vantaggio per sé) appaiono inadeguate, mentre il popolo "scende in piazza con grida e striscioni chiamando 'buffone' e 'sciacallo' proprio colui che si era presentato come suo salvatore". Per La Valle, c'è soprattutto un problema: "lo strumentario politico e le risorse di cui si è fatto uso fin qui tra tutte quelle offerte dal sistema democratico (soprattutto a partire dall’ubriacatura del maggioritario), non sono più in grado di reggere la sfida e di far fronte ai problemi veramente nuovi che la storia oggi ci propone. Noi, cui la Costituzione attribuisce il compito di determinare le politiche nazionali, siamo, con i pochi mezzi che ci hanno lasciato tra le mani, incapaci di prendere il controllo politico e pubblico, e perciò il governo di fenomeni come il dissesto della Terra e del clima, l’onnipotenza autoreferenziale della tecnologia e dei suoi apprendisti stregoni con la loro Intelligenza Artificiale, il movimento di popoli in esodo o in fuga da una parte all'altra di un mondo irto di armi e di violenza, il tracotante “benservito” al diritto e alla giustizia sulla terra". 
Ecco perché, per evitare la fine del mondo, "occorre riprendere in mano il controllo politico dei processi", ma non deve farlo un leader o una parte: tocca alla "intera comunità umana, come nuovo soggetto costituzionale e politico". Lo si potrà e dovrà fare, "passata l'attuale bufera", creando nuove offerte politiche, nuovi strumenti di azione e decisione politica, "non per contendere il potere ma perché sia salva la terra e la storia continui". "Ci vorranno - conclude La Valle - un'aggregazione, un'alleanza, un partito, che guardino anche oltre i confini dell'Europa, non come eterna ripetizione dell’identico, ma come risposta nuova a problemi nuovi; non di una parte contro l’altra, ma dalla parte della Terra, un partito della terra".
In attesa che la bufera passi e lasci intendere cosa si vede oltre queste nebbie estive, Raniero La Valle si è messo avanti e quel nome ha chiesto di registrarlo, per il momento senza mostrare alcuna elaborazione grafica. Eppure, se si prova a cercare su Facebook, di simboli se ne trovano addirittura due, che ovviamente non c'entrano nulla con l'idea di La Valle: si tratta però, a quanto pare, di due varianti grafiche successive, relative allo stesso progetto politico, denominato appunto Partito della Terra. Il progetto sarebbe stato promosso a metà del 2017 da tale Valerio Eternati  punterebbe alla salvezza della Vita mediante la salvezza e la rigenerazione dell'agricoltura (che in fondo si equivalgono): "rispettiamo la Natura, manteniamo le nostre belle tradizioni e il buon cibo prodotto dai nostri Agricoltori Italiani. Combattiamo plastica, pesticidi e tutte quelle forme distruttive per la nostra Salute".
La prima grafica, in uso da febnno scorso, era semplicissima, un sole che sorgeva su un campo verde in un cielo azzurro sfumato. Già nei primi mesi del 2018, per la lunga permanenza all'estero del fondatore, l'attività e stata proseguita da Guglielmo Buonamici, che vuole dare un'occasione a chi ama il mondo dell'agricoltura, dell'ambiente e del cibo. "Basta alle lobby europee e alla concorrenza sleale - si legge nella pagina - mettiamo uno stop agli avventurieri che rovinano gli onesti imprenditori; introduciamo facilitazioni di accesso al credito e costruiamo finalmente un fondo di solidarietà per gli imprenditori, rivalutare il ruolo dell'agricoltore e rilanciare il settore agro-alimentare". Il simbolo di questo nuovo corso è più elaborato, con una mano-foglia verde (su fondo giallo) che porta con sé un vegetale, una spiga e lo stesso sole, come se fosse da proteggere assieme a tutta la natura.
Non si tratta, come si vede, della stessa idea di La Valle, ma di un partito innanzitutto di categoria (che non a caso alle elezioni del 2018 si schierò con i Forconi). Se il giornalista e intellettuale della sinistra cristiana vorrà proseguire il suo progetto, sicuramente dovrà adottare una grafica diversa e non è detto che chi ha operato fino a qui con il nome "Partito della Terra" non si impunti anche per il cambio di etichetta. A meno che, s'intende, non ci si accordi, in nome della difesa della Terra, lasciando ad altri liti furibonde sui segni distintivi.

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