Post in evidenza (clicca sull'immagine e firma la petizione)

Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

martedì 26 maggio 2015

Civati, un nuovo simbolo è Possibile

Il simbolo per www.epossibile.org
In fondo, a ben guardare, non è la prima volta. Perché di un nuovo simbolo legato a Giuseppe Civati e alle sue attività si era già parlato in passato almeno una volta. Oggi però si è iniziato a vedere qualcosa di più serio, visto che qualche indiscrezione strutturata - con tanto di grafica - stavolta è uscita davvero: ad essere imminente, dunque, sarebbe l'ufficializzazione della rete Possibile, con cui l'ex candidato alla segreteria del Pd, dopo aver abbandonato il partito, sarebbe pronto a operare sulla scena politica. 
Ad aprire le danze, un articolo sul Corriere della Sera di oggi, a firma di Monica Guerzoni, con cui si annuncia la nascita del soggetto e si dà una prima lettura dell'immagine coordinata che uno studio grafico ha appositamente realizzato per il deputato.
Di ufficiale non c’è ancora nulla. Ma il simbolo, realizzato da Federico Dolce e Marianna Zanetta del Vixen Studio di Torino, militanti convinti, sarà depositato in queste ore e qualche provino è sfuggito al controllo dei creatori. Tessere di iscrizione, t-shirt con il simbolo, gadget... Tutto è pronto per il lancio.Il cerchio rosso ciliegia in cui si inscrive il segno tipografico dell’uguale ricorda da vicino le insegne del movimento che ha sedotto i giovani spagnoli. Il viola di Podemos è uno dei colori che, miscelati con il rosa e l’arancio di tante battaglie della sinistra del terzo millennio in Italia, hanno dato vita al rossastro di Civati. 
Il ritaglio web del Correre della Sera

Il deputato risponde al telefono che è sera e si dice «molto sorpreso» di sapere che il suo simbolo non sia più segreto: «Lo presenteremo a giugno, dopo le Regionali». Si è ispirato a Podemos? «No... Possibile non è la trasposizione di alcun modello straniero». Cosa c’è in cantiere? «Questa cosa, che spiegheremo con calma, la mettiamo a disposizione di tutti coloro che possono essere interessati a condividere con noi un modello di lavoro completamente nuovo, che supera i partiti tradizionali». 
Ricostruzione in base al Corriere
Sempre il Corriere, in grafica, ha mostrato uno dei "provini fuori controllo", relativo allo studio delle magliette con il nuovo nome e il nuovo logo, puntualmente descritto dalla Guerzoni. In quell'immagine, in effetti, appare protagonista soprattutto il cerchio con il segno "=" senza indicazioni testuali. Certo, è poco prevedibile che sulle schede possa finire un emblema così, che rinunci del tutto a nomi o altre scritte - sebbene ciò fosse frequente nelle prime elezioni repubblicane - così si doveva immaginare che fosse allo studio almeno un'altra versione, che comprendesse anche il nome della rete-partito che verrà. 
Detto, fatto: poco dopo il Fatto Quotidiano ha rilanciato la notizia del giornale milanese, aggiungendo però un'immagine (ritagliata) del simbolo con due cambiamenti importanti: il colore, più rosa antico che "rossastro", e l'inserimento della scritta "Possibile", in font Avenir (potenzialmente coraggioso, essendo regolare ed essenziale, sì, ma molto sottile). 
Che dire delle immagini divulgate? Certamente si è di fronte a un emblema puramente geometrico, senza alcuna pretesa simbolica o iconica: il disegno non narra, né rimanda a immagini concrete, ma diventa solo un segno di riconoscimento e distinzione astratto. Né più, né meno che la funzione di un marchio (e non di una "marca", di un brand). La stessa idea del segno di "uguale" è percepibile solo perché di fatto quello è l'unico segno che si avvale di due elementi orizzontali sovrapposti (fosse stato uno, avrebbe rimandato al senso vietato; fossero stati tre, ai banchi di nebbia o alla congruenza); con l'inserimento del nome, tuttavia, bisogna riconoscere che quel messaggio può rafforzarsi.
Da La Stampa - 27 febbraio 2014
Chi ha buona memoria, peraltro, potrebbe rinvenire in questo simbolo (provvisorio?) le tracce della precedente boutade emblematica dello stesso Civati: quella del Nuovo Centrosinistra. Era stato lui stesso, il 26 febbraio dell'anno scorso, a far capire che - provocazione per provocazione - un simbolo era già pronto e lo aveva descritto così: "Ncd ha un simbolo che è un quadrato azzurro, e noi facciamo un simbolo che è un bollino rosso". Il bollino rosso c'era e in effetti c'è anche nelle immagini divulgate oggi dalla stampa: certamente stavolta non c'è la sigla NCS (che, peraltro, anche a febbraio sembrava già occupata da Stefano Pedica), ma l'idea grafica non è stata abbandonata del tutto. 
E se il nome della nuova creatura civatiana, a dispetto delle dichiarazioni del suo demiurgo, "non può non far pensare a Podemos", come notato da tanti commentatori, bisogna ricordare che la parola è ormai da tempo in uso nell'ambiente legato al parlamentare ex-Pd. Già a luglio dell'anno scorso, infatti, al Politicamp di Livorno era stata presentata l'associazione "Possibile", il cui nome voleva significare che un'alternativa (a Renzi come a determinate battaglie politiche) esisteva e poteva esistere: con lui c'erano anche Gianni Cuperlo e Nichi Vendola, per dare corpo a "uno spazio aperto, che ospita il dialogo interno alla sinistra italiana, ai partiti, ai movimenti e tra i singoli cittadini che desiderano un luogo in cui discutere e impegnarsi". 
Ed è proprio dal sito www.epossibile.org che - nel pomeriggio - viene l'immagine mostrata dal Fatto e sempre lì si legge l'interpretazione autentica del segno: "L’uguale come simbolo, intanto della relazione alla pari, aperta e dialogante non solo tra noi ma anche con tutti quelli, da soli o in gruppo, che vorranno connettersi a questa rete. E poi, l’uguaglianza come motore, come condizione di partenza tra le persone, nei diritti e nei doveri e, appunto, nelle possibilità. L’innovazione a partire dall’immagine e dallo stile (e dal nuovo sito, a breve), perché siamo tutti uguali ma anche tutti diversi, e noi ci sentiamo appunto diversi, e vogliamo distinguerci sin dal primo colpo d’occhio da chi predica l’indistinto, il pensiero unico, il partito unico". Toccherà aspettare il dopo regionali (e il nuovo Politicamp) per capire che strada prenderà quell'uguale.

Nessun commento:

Posta un commento