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martedì 19 maggio 2015

Toscana, gli altri simboli da vedere

Ciò che si è detto ieri, a proposito della riammissione della Lega Toscana, di fatto esaurisce quanto si può dire (almeno sul piano simbolico) circa la coalizione che sostiene Stefano Mugnai, visto che l'unica altra formazione che ne è parte è Forza Italia (con la bandierina tradizionale, senza nomi o altre scritte). 
Con la Lega di Salvini, invece, ci sarà Fratelli d'Italia, che nel proprio emblema ha incluso anche - almeno testualmente - varie formazioni civiche. Non solo nessuna delle due liste della coalizione indica il nome di Claudio Borghi, candidato alla presidenza, ma entrambe preferiscono appoggiarsi al nome del rispettivo leader nazionale, sperando che serva a raccogliere voti. Il nome di Giorgia Meloni (intero stavolta) è molto più evidente rispetto al tentativo - non proprio riuscitissimo - delle europee 2014, anche grazie al colore rosso. In realtà il simbolo sembra troppo pieno e un po' ammassato, ma è sempre meglio rispetto a quello presentato al Viminale poco più di un anno fa.
Restando all'area di centrodestra, si può citare subito dopo Passione per la Toscana, lista che sfoggia in modo ben visibile una versione di Pegaso, ritratto in bianco su fondo rosso, riprendendo l'uso dei colori della regione Toscana. Ma se a tempo debito l'emblema regionale venne scelto perché era stato il segno distintivo del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale nella resistenza tra il 1943 e il 1944, questa volta il cavallo alato accompagna la lista a sostegno di Giovanni Lamioni, appoggiato tanto da Area popolare (dunque Udc e Ncd), quanto da una Rete civica che è frutto dell’esperienza di liste civiche in vari comuni toscani e guarda alla tradizione popolare.
Sulla coalizione a due punte che lavora per la riconferma di Enrico Rossi, in realtà, non c'è da dire proprio nulla, visto che il Pd usa il suo simbolo consueto e dell'ulivo del Popolo toscano qui si è già parlato. Ma anche di Sì - Toscana a Sinistra (per Tommaso Fattori) si è già detto, così come non ci sono sorprese con il contrassegno del MoVimento 5 Stelle (che candida alla presidenza della regione Giacomo Giannarelli). 
A questo punto, resta da dire solo di Democrazia diretta, che mostra un emblema quasi di altri tempi, per l'accostamento dei colori e per i caratteri utilizzati. Il gruppo, che candida il consigliere comunale uscente Gabriele Chiurli, è nato a giugno del 2013 e - come si legge nel sito - si è costituito "con un preciso scopo: restituire ai cittadini il potere di decidere, prima di tutto attraverso una modifica alla Costituzione che permetta al popolo di votare le leggi attraverso referendum legislativi". L'articolo 75 di cui parla il simbolo (registrato a livello europeo ad Alicante, "perché è in Europa che si prendono le decisioni fondamentali per il nostro futuro, adesso che i Parlamenti nazionali sono stati svuotati di buona parte della propria sovranità") è ovviamente quello della Costituzione, anche se il partito lo vuole cambiare: "Fin dallo statuto del movimento, ci poniamo lo scopo di modificare gli articoli 70/75 e il 138 della Costituzione italiana, per introdurre una reale partecipazione degli elettori al processo legislativo". Il gruppo si dà "regole ferree in fatto di candidature, campagne elettorali (e relative spese), assunzione di incarichi pubblici", con tanto di dimissioni qualora le condizioni per l'eleggibilità vengano meno. Per cambiare il referendum e non solo, a quanto pare, si deve partire dalla Toscana, anche se qualcosa di folle (lo si dice con affetto) nell'idea c'è: sarà per questo, forse, che in basso in greco antico è scritto proprio "Elogio della follia".

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