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domenica 19 aprile 2015

Sì, una parte di Toscana guarda a sinistra

Alle regionali toscane il Pd sostiene di nuovo il presidente uscente, Enrico Rossi; la sinistra, invece andrà per la sua strada. La notizia non è certo nuova, ma "simbolicamente" non era ancora stata affrontata. Eccoci dunque a parlare del contrassegno scelto dal blocco politico che raggruppa, assieme ad altre formazioni, soprattutto Sel, Rifondazione comunista, il Pcd'i (i comunisti noti prima con la sigla Pdci), la Lista Tsipras e varie liste civiche dalla portata territoriale più limitata.
Si tratta della lista Sì - Toscana a Sinistra, il cui nome lascia davvero poco all'immaginazione. Il candidato alla presidenza della regione è Tommaso Fattori, ma qui meritano qualche analisi in più sia la denominazione del raggruppamento, sia il segno grafico. E' lo stesso sito della lista a spiegare che, se per lungo tempo la Toscana è stata "un modello di civiltà, diritti, servizi, difesa dell’ambiente e dei beni comuni, tutela di un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico unico al mondo", nell'ultimo periodo la crisi economica ha cancellato questa peculiarità e ha sottomesso la politica della regione "ai grandi interessi economici e finanziari", sgretolando via via il modello sociale precedente. 
E se in questo contesto "centrodestra e centrosinistra sono ogni giorno più simili nella loro incapacità di pensare a una prospettiva diversa", il gruppo di promotori della lista marca la propria diversità: "Noi siamo quelli che dicono: sì, un’alternativa c’è. [...] Esiste un modo diverso di governare le regioni, l’Italia, l’Europa e il mondo intero. La nostra terra non può essere sacrificata a un modello economico violento e fallimentare, il mondo per cui hanno lottato i nostri padri non era questo [...]. A chi dice 'no' a ogni cambiamento, noi rispondiamo: 'Sì, cambiare è possibile!'" E quel "Sì" viene declinato in tutti i settori cruciali: sanità pubblica e diritto alla salute, reddito minimo, lavoro, "rifiuti zero", gestione pubblica dell’acqua e dei servizi pubblici locali, trasporto pubblico di qualità (specie per i pendolari), attenzione alle periferie, edilizia pubblica popolare, manutenzione e cura del territorio, agricoltura a filiera corta, tutela del paesaggio, scuola pubblica e trasparenza.
Non stupisce, allora, che il monosillabo "Sì" sia il protagonista indiscusso del contrassegno della lista di Fattori. Non è esattamente la prima volta che accade: si ricordano almeno due esempi calzanti, a distanza di pochi anni. Nel 1992 fu la Lista referendum di Massimo Severo Giannini a presentarsi con un vistosissimo "Si" bianco Bodoni su fondo arancione, in ricordo della battaglia referendaria dell'anno prima condotta con Mario Segni per la preferenza unica; due anni dopo fu Vittorio Sgarbi a far depositate l'emblema di "Si con Sgarbi", pur non presentando le liste. In entrambi i casi mancava l'accento sulla vocale, mentre questa volta c'è, e pure con una certa grazia.
Un'attenzione in più merita lo sfondo del contrassegno. In rete si legge che è tinto "di un rosso variegato di tante sfumature, tante quante le ragioni dei Sì che la lista propone agli elettori". La lettura è interessante, ma è ancora più interessante vedere - per un'immagine più complessiva - che nella grafica elaborata per la comunicazione della lista il fondo dell'emblema rappresenti giusto il centro di un "mosaico" molto più ampio e multicolore, che tinge dei tanti toni dell'iride le tessere parzialmente sovrapposte, ma mette al centro il rosso, come elemento cardine del progetto politico, perfettamente inserito tra gli altri. Difficile dire se la stampa delle schede permetterà di apprezzare tutti i toni del contrassegno (i colori si scuriscono sempre un po'), ma l'idea grafica è interessante e merita di essere segnalata.

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