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giovedì 16 aprile 2015

Dall'idea all'Italia, il Mis di Bruno cambia fiamma (ma arriva tardi)

Essere sempre pronti e a occhi aperti non è una massima da paranoici: è una necessità, anche in ambito simbolico. Perché tu magari sei tutto concentrato sulle regionali, sui partiti che si scannano al loro interno per capire chi può depositare un contrassegno e chi no, sulle alleanze che generano mostri grafici e compagnia bella, ma rischi di perdere l'ennesima puntata della polverizzazione degli emblemi storici: quella in Italia non tradisce mai e riserva sempre nuove, entusiasmanti uscite. Spesso avviene per motivi ideali, per reagire a compromessi che non si vogliono fare, ma alla logica dell'attaccamento indefesso alle vecchie insegne è difficile sottrarsi.
Stavolta tocca al Movimento Italia Sociale, che altro non è che l'evoluzione del Movimento idea sociale fondato da Pino Rauti quando nel 2004 questi si ritrovò fuori dalla Fiamma tricolore e perse la battaglia legale per la titolarità del contrassegno: alla guida della formazione ora c'è Raffaele Bruno. Giusto domenica, in un albergo di Milano, si è svolto un convegno dal titolo La continuità storica del Movimento Sociale Italiano da Giorgio Almirante e Pino Rauti al Movimento Italia Sociale
Ovviamente di continuità politico-ideale si parla, non certo giuridica: quella a ben guardare non la rivendicano nemmeno loro (e, francamente, non si vede come potrebbero), dal momento che non provano nemmeno ad adottare lo stesso emblema che era stato del Msi. In compenso ci vanno molto vicino (e volutamente), non solo perché il nome, proprio come è stato fino alla fine della settimana scorsa, ha come acronimo Mis - cioè il modo in cui la sigla del partito di Almirante veniva tradizionalmente pronunciata - ma perché stavolta si introduce di nuovo un'inequivocabile fiamma tricolore a varie lingue (con tanto di ombre nere, secondo la soluzione adottata dal Movimento sociale Fiamma tricolore a partire dal 2001), così come torna addirittura la base trapezoidale nera, con le lettere (non puntate) della sigla che nella font cercano perfino di somigliare alla vecchia grafica.
Non c'è bisogno quasi nemmeno di dire che quel contrassegno, così com'è, non ha la minima speranza di essere ammesso a partecipare a una competizione di livello nazionale, perché il Ministero dell'interno ne chiederebbe immediatamente la sostituzione, anche senza l'intervento della Fondazione Alleanza nazionale; lo stesso, probabilmente, accadrebbe se l'emblema venisse depositato alle elezioni regionali (su quelle comunali c'è teoricamente più spazio, se non altro perché c'è pochissimo tempo per controllare una marea di documenti, ma non è affatto escluso che le commissioni elettorali boccino comunque il fregio), dunque sarà interessante vedere cosa accadrà.
La questione, peraltro, non finisce qui. Perché sarà anche vero che - come si legge in un comunicato datato 13 aprile e apparso nel sito del Mis di Pietrasanta - la modifica del nome è "dovuta ad un miglioramento di adattamento ai tempi, anche perche dopo la riunione tenutasi ieri ha Milano da parte del direttivo nazionale [...] abbiamo deciso di apportare queste modifiche, in vista di una riunificazione di tutte le destre, escluse quelle liberal capitaliste come Lega Nord, Forza Italia, Nuovo centro destra, Pli, Pri". Il problema è che il Movimento Italia Sociale esiste già, e non da ieri, ma dal 2001
Si tratta di un partito il cui simbolo è così descritto: "In un cerchio a fondo azzurro la scritta Movimento Italia Sociale di colore nero, un’aquila di colore nero con alle spalle una bandiera tricolore (verde, bianca, rossa), tutto circoscritto da una circonferenza di colore nero". Il Movimento, "che ha il fine di garantire la dignità umana e le aspirazioni economiche e sociali del popolo Italiano, nel rispetto delle Sue tradizioni di civiltà e di unità nazionali in conformità ai valori di libertà personale e di solidarietà generale, nella costante adesione ai principi tradizionali ed alle regole delle istituzioni rappresentative", è guidato da Roberto Miranda e alle elezioni ha comunque partecipato alcune volte. Se si digita "Movimento Italia sociale" su Google, è il suo sito a uscire per primo. A dispetto della comune passata militanza nel Movimento sociale italiano, è difficile pensare che Miranda sarà felice di quella che, nei fatti, è un'appropriazione (usurpazione) di nome. A meno che, ovviamente, tra lui e Bruno ci sia un accordo e da queste parti non se ne sappia nulla.

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