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domenica 24 febbraio 2013

Divertissement infraelettorale: il Partito del Pinzimonio

Secondo qualcuno le bacheche del Viminale traboccanti di 219 contrassegni, in fondo, non erano vere bacheche e nemmeno un simbolario (nel senso di raccolta): gli osservatori avevano di fronte un vero e proprio bestiario, in cui a essere oggetto degli sguardi erano tanto i simboli, quanto la mente di chi li aveva creati (anche se non era lì presente, magari per evitare le botte di chi, a vedere certi emblemi, ha avuto la gastrite). E viene da dire che, per fare cifra più tonda, non ci sarebbe stato male nemmeno questo emblema, naturalmente falso: chissà, però, se Roberto Benigni, coniatore del Partito del Pinzimonio, lo avrebbe accettato. E chissà, nel caso, in quanti sarebbero stati disposti a votarlo...

Noi vogliamo... siamo per la riforma, uninominale, secca, all'inglese, con il doppio turno alla francese, e il ballottaggio e lo scorpolo del proporzionale, al Senato e alla Camera, per il presidenzialismo e il cancellierato alla tedesca, il problema alla Sartori, e vogliamo il presidenzialismo all'americana, la soluzione alla francese, e l'uninominale all'inglese, i bucatini all'amatriciana e la bistecca alla fiorentina! E noi vogliamo, elettori, il bagno alla turca! Noi vogliamo... [applausi] grazie per la fiducia, elettori, grazie per la fiducia!
Roberto Benigni
da TuttoBenigni 95/96 

 

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