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sabato 1 agosto 2015

Terra libera, per il "modello De Luca"

Chi l'ha detto che le liste elaborate per le elezioni regionali, una volta svuotate le urne e stabilito se hanno diritto a ottenere eletti, esauriscono il loro compito? Certamente un progetto politico, se non ha dato i risultati sperati, può essere accantonato o definitivamente archiviato, ma se qualcosa di buono è arrivato, è meglio conservarlo. E se magari si vuole ritoccare qualche dettaglio o far evolvere una certa situazione, lo si può fare, ma l'importante è che sia chiaro a tutti da dove si arriva.
E' il caso, per esempio, di Terra libera, il soggetto politico che fa riferimento a Luigi Bosco, già vicesindaco di Casapulla ed eletto alle ultime regionali nella lista Campania libera, nello schieramento di Vincenzo De Luca, con il sostegno soprattutto di Terra del Sud, che nel suo sito si qualifica "associazione per la rinascita della politica in provincia di Caserta": si trattava, in particolare, di una realtà "frutto di un avviato percorso di riflessione politica cui hanno deciso di prender parte diversi amministratori della Provincia di Caserta [...], unitamente a referenti del mondo politico e ad esponenti delle associazioni e della società civile, che [...] hanno ritenuto opportuno far convergere le loro energie e la loro esperienza verso un unico e nobile obiettivo: la cura del proprio territorio [...] e lo studio attento ed oggettivo delle tematiche e problematiche che lo interessano". 
Il programma e il simbolo del nuovo movimento sono stati presentati lunedì: Terra libera, anche graficamente, si pone come naturale evoluzione tanto di Terra del Sud (il cui emblema è quasi interamente riportato nel nuovo contrassegno), quanto di Campania Libera, di cui riprende i colori (verde e blu/azzurro). Sarà questo, dunque, un simbolo che si prepara a correre alle prossime elezioni amministrative: nel casertano, certamente, ma anche a Napoli e ad Avellino, che l'anno prossimo rinnoveranno consiglio e giunta. L'idea, soprattutto nei comuni maggiori, è di applicare per quanto possibile il "modello De Luca", ossia scegliere i candidati sindaci con le primarie, presentando propri candidati o sostenendo figure ritenute rappresentative dei valori del gruppo (a meno che emergano adeguate candidature "di sintesi"). Da un progetto nato per "mettere al centro il territorio", dunque, sembra sia sorto - o possa sorgere - qualcosa di più grande, il cui orizzonte ora è per lo meno regionale: se l'idea sarà piaciuta alla gente, lo diranno le urne a tempo debito.

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