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venerdì 16 agosto 2019

Cambiamo, per Toti simbolo definitivo?

Una settimana abbondante e Giovanni Toti rende nota la terza release del simbolo del suo movimento Cambiamo!, che - come si è appena visto - ha recuperato il punto esclamativo, come più di un utente Facebook aveva suggerito (e come altrettanti non avrebbero voluto). Da un certo punto di vista, quello di Toti può essere considerato un record: finora solo Domenico Scilipoti era riuscito a darsi tre simboli nei primi tre mesi e mezzo di vita del suo Movimento di responsabilità nazionale (anche se il primo era durato il tempo di una conferenza stampa e qui per o meno la prima versione si era mantenuta qualche ora in più); certo, a "discolpa" di Toti e compagni (anche se qui, sia chiaro, colpa non c'è) si può dire che di fatto si è di fronte a due varianti dell'idea originaria e quindi eventuali accuse di trasformismo "simbolico" sarebbero del tutto infondate e ingenerose.
Al di là di questa considerazione, è facile vedere che, se si è ritornati alle origini con il nome (che ha ripreso anche il corsivo e, con esso, l'involontario stile Mediaset), sul piano cromatico si è compiuto un ribaltamento rispetto alla seconda versione: il colore dominante, infatti, è diventato il blu, come la maggior parte dei suggerimenti ha indicato; l'arancione originario, dunque, è stato confinato in un segmento che occupa meno della metà del cerchio. Il cognome di Toti - che quel colore aveva voluto - sta proprio lì, in quella parte inferiore e, se possibile, è cresciuto ancora di più di dimensioni. Anche il "con", a onor del vero, è diventato più grande, ma questo non basta a dissipare l'impressione che qualche burlone antitotiano (come qualcuno aveva immaginato) possa facilmente taroccare il simbolo e cancellare la preposizione, proponendo ridacchiando il messaggio "Cambiamo Toti" (in questo senso, il ritorno del punto esclamativo è provvidenziale, perché rende più difficile questo giochetto.
Restando sul piano grafico-cromatico, è cresciuto di importanza - sempre in base alle indicazioni ricevute in questi giorni - anche il tricolore: dalla striscetta delle origini, giusto un po' ingrossata nella seconda versione, si è passati a una sorta di scarabocchio tricolore. Certo, vista la regolarità della divisione delle tinte, sembra più corretto pensare che la bandiera stia dietro al simbolo e l'immagine che si vede sia il risultato di una "raschiata a scarabocchio" del fondo (che tra l'altro per l'occasione è stato pure ombreggiato, anche per marcare di più il contorno del simbolo, di una tonalità più chiara di blu).
Questa, che certo non brilla per fantasia e originalità, come si diceva dovrebbe essere l'ultima versione dell'emblema (il processo sarebbe stato meno concitato, ma non si sa quello che accadrà nei prossimi giorni...). Questo almeno si intuisce dal testo pubblicato sulla pagina Fb a corredo del nuovo brand, in cui il tricolore e il blu - tinte nazionali, da partito catch-all, che fanno molto centrodestra - prevalgono su tutto.
Ecco il simbolo di CAMBIAMO, realizzato grazie ai vostri suggerimenti, che potrete scegliere alle prossime elezioni per cambiare insieme a noi. Prima si vota meglio è! L’Italia ha bisogno di cambiare: più cantieri, più soldi nelle buste paga, più consumi, più esportazioni, più occupazione, più formazione professionale per i giovani, più ricerca e più merito. Meno burocrazia, meno leggi e regolamenti, meno codici e codicilli che bloccano appalti grandi e piccoli, meno nepotismo, meno tasse. CAMBIAMO ci sarà, contro gli accordi al ribasso per salvare qualche poltrona, al fianco di chi vuole costruire un paese fatto di merito e di Sì! Cambiamo insieme?
Di tutto questo, merita un'osservazione solo una delle prime frasi: "prima si vota meglio è!". Non sta naturalmente a questo sito esprimere giudizi sul punto e politicamente di certo a Toti converrebbe votare in fretta. Per poter passare all'incasso, però, Cambiamo dovrebbe finire sulle schede elettorali: per finirci, dovrebbe raccogliere 1500 firme per ogni collegio plurinominale. Dovrebbe farlo in pochissimo tempo e senza ancora un'organizzazione sul territorio, a meno che qualcuno - la Lega - non metta a disposizione eletti e militanti per la raccolta delle sottoscrizioni. Anche così, comunque, sarebbe una faticaccia senza garanzia di risultato: che un ritocchino o un cambio sensibile delle norme sulle candidature risulti utile anche e innanzitutto a Toti?

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