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lunedì 2 maggio 2016

Pordenone, la carica e la fantasia grafica degli outsider

Anche in Friuli Venezia Giulia ci si prepara al voto per rinnovare le amministrazioni di alcuni comuni: tra questi, anche Pordenone. Salvo novità degli ultimi giorni, i candidati potrebbero essere otto e le liste una quindicina. La sfida principale dovrebbe riguardare Daniela Giust, candidata per il centrosinistra (quattro liste), Alessandro Ciriani per il centrodestra (cinque liste), con possibilità di inserirsi per Samuele Stefanoni, candidato del MoVimento 5 Stelle. Qualcosa di interessante, sul piano simbolico, c'è anche nelle due coalizioni maggiori, ma meritano di essere passati in rassegna innanzitutto i candidati outsider, dai quali di solito vengono alcune delle soluzioni grafiche più originali.
Non usa effetti speciali Francesco Giannelli, figlio di artista, architetto attivo a Pordenone da una trentina d'anni e, per non farsi mancare nulla, anche chitarrista rock abituato ai palchi con la sua band Keith Pisellino's Boys (in lista c'è anche il suo bassista, Massimo Redigonda). Non è nuovo alla politica: per i giornali è un "forzista dissidente" e comunque dalla sua ha quindici anni di presenza in consiglio comunale. 
La grafica è pulita, giocata quasi per intero su due colori, tranne che per un guizzo colorato di fucsia, che è anche l'idea portante del contrassegno: in alto "Gianelli sindaco" si legge bene blu su bianco, ma quella "È" colorata piazzata in mezzo a "Pordenone" ha un potere visivo notevole. Tutta l'attenzione degli occhi è concentrata lì e fa dire che "Gianelli sindaco è Pordenone", con un'identificazione che pochi avevano tentato prima: il simbolo punta molto sul personaggio, dunque, ma sente di poterlo fare (l'aggettivo "popolare", invece, richiama - anche nella font usata - il sostegno di Ncd incassato dall'architetto rocker).
Avrà invece due liste per sé Renzo Muzzin, fino a poche settimane fa segretario leghista a Pordenone. La prima, legata ad Andrea Gava e agli autonomisti del Parlament Furlan, è SalviAmo Pordenone: fondo giallo, testo nero e verde come il contorno - non a caso, chi ha dato vita alla formazione era vicino alle sensibilità del Carroccio - e una miniatura del campanile di San Marco caratterizzano il logo, con un misto di amore e urgenza nel voler far qualcosa per la città. Nuova Pordenone, invece, affida al solo testo il messaggio di cambiamento ma è già nota ai cittadini: si tratta infatti del gruppo legato a Giuseppe Pedicini, che nel 2011 si era candidato a sindaco (così come al turno precedente, del resto). Anche per la sua già vista collocazione di centrodestra, non stupisce più di tanto la grafica in salsa un po' pidiellina, già vista cinque anni fa - ma stavolta senza nome nella parte bassa - e che probabilmente stilizza (molto) il profilo dei monti o del palazzo comunale.
E' invece di sicuro proprio quell'edificio a campeggiare in bella vista al centro del simbolo di Pordenone in comune, lista di sinistra che candida a sindaca la consigliera comunale uscente Sonia D'Aniello. Il palazzo di cui sopra è reso con un certo dettaglio - da vedere la resa curiosa e anche apprezzabile delle trifore - e viene circondato da un arcobaleno, un po' per un'atmosfera di pace, un po' perché a sinistra quel motivo è sempre piaciuto. 
Quello di Pordenone in comune si presenta quasi sicuramente come il contrassegno più variopinto della stagione, con la certezza che sulla scheda non passerà inosservato. 
Certamente dietro a quell'emblema non ci sarà tutta la sinistra: una parte potrebbe raccogliersi attorno a Insieme per Pordenone, lista presentata dall'ultimo dei candidati a sindaco emersi in questi giorni, Andrea Cancian, architetto e presidente di Alternativa libera Pordenone (che riprende dunque il nome del gruppo di ex M5S che alla Camera si sono uniti a Possibile di Civati). Come grafica, il gruppo ha optato per una classica silhouette dei monumenti principali, considerando anche lo stesso palazzo comunale che appare almeno altre due volte sulla scheda. Sullo sfondo, le Dolomiti friulane fanno da fondale a quest'esperienza elettorale: che siano di buon auspicio?
Da ultimo, il simbolo più curioso è probabilmente quello di Rebalton, la lista che candida a sindaco Ferdinando Polegato, ristoratore avvezzo alle proteste e ai gesti clamorosi e noto anche come imitatore di Benito Mussolini. Il nome della lista la dice lunga sull'idea di ribaltare tutto, di far saltare in aria ogni cosa nella speranza di scardinare il sistema: la stessa grafica, con l'Italia rovesciata (anche nei colori, con Sicilia e Sardegna libere di girare) è decisamente eloquente. Tutti elementi di riconoscimento per una lista che fa notizia anche per un'assenza: quella di Anna Ciriani (Madameweb), la professoressa con la passione per l'eros vissuto in prima persona che inizialmente era stata candidata e poi, dopo un passaggio decisamente sopra le righe di Polegato alla Zanzara di Radio24, ha deciso di fare un passo indietro dalla lista (ma non, a quanto si capisce, dalla politica..)

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